Forlì, raggiunto il picco dell'influenza. Sfiducia nel vaccino

Forlì, raggiunto il picco dell'influenza. Sfiducia nel vaccino

Forlì, raggiunto il picco dell'influenza. Sfiducia nel vaccino

FORLI' - La città è nel bel mezzo del picco dell'influenza, lo confermano i banchi vuoti nelle scuole e i dati dell'Ausl, che segnala un'incidenza media, riferita a tutta la popolazione, pari a 8 casi su mille assistiti, nell'ultima settimana di gennaio. Il trend delle vaccinazioni è calato. "La prevenzione è importante, considerato che i decessi aumentano durante l'influenza stagionale". Il consiglio arriva dal presidente dell'Ordine dei medici di Forlì, Giancarlo Aulizio.

 

Il picco.Il maggior numero di ammalati, secondo i dati dell'Ausl, riguarda la fascia di età 15-24 anni, dove si registra un incidenza pari a 20,7 su mille abitanti, discostandosi dal dato regionale, che vede il maggior numero di ammalati nella fascia pediatrica. Il momento del picco è arrivato, e l'incidenza dei casi di influenza è rapidamente aumentata nelle ultime settimane.

 

Il minor numero di casi di influenza si riscontra nei soggetti ultrasessantaquattrenni, categoria che di norma si vaccina di più: sia a Forlì sia in Regione si registrano valori inferiori a 3,5 casi su mille abitanti. Ad oggi, in Emilia Romagna si sono verificati un totale di 44 casi gravi, di cui 2 a Forlì. Tali soggetti, prevalentemente affetti da altre patologie croniche, hanno sviluppato una grave infezione polmonare, che rappresenta una delle principali complicanze dell'influenza.

 

Vaccinazioni.I dati statistici relativi alla campagna di vaccinazione antinfluenzale non sono ancora definitivi, tuttavia nell'Ausl di Forlì si stima che, ad oggi, siano state somministrate oltre 40mila dosi di vaccino, le quali hanno garantito comunque una buona copertura sulla popolazione, in linea con gli standard regionali. Tuttavia il calo c'è. L'anno scorso gli utenti vaccinati furono, in totale, poco più di 46mila.

 

"Il mio consiglio è sempre quello di vaccinarsi. - conferma Aulizio - Quest'anno l'iniezione è polivalente per i virus A/H1N1, B e A/H3N2. E' fondamentale l'utilizzo dei medici di famiglia, che tra Forlì e Cesena sono quasi 300".

 

Perchè un calo nelle vaccinazioni? Aulizio lo attribuisce al fatto che "anno scorso, nonostante questa pandemia così pubblicizzata, i vaccini a Forlì arrivarono tardi, quando il picco dell'influenza era già in atto e, considerando che il vaccino impiega 15 giorni per essere attivo, sotto alcuni punti di vista è stato inutile. Era inoltre stato preannunciato un disastro che poi non è arrivato. Anche la suddivisione del vaccino in due tranche, per la stagionale e per il virus A/H1N1, da somministrare in luoghi e tempi diversi, ha creato disagi".

 

Anche dall'Ausl di Forlì si aspettavano il calo: "Il dato corrisponde alle attese; probabilmente, in seguito sia all'allarme mediatico sulla pandemia, sia alle polemiche sulle dosi di vaccino residuate, si è venuto a creare un clima di sfiducia che ha influito sulla capacità di scelta individuale penalizzando la richiesta della vaccinazione. Quest'ultima, però, rimane il mezzo più efficace e sicuro per prevenire tale malattia e ridurne le complicanze, che possono interessare prevalentemente soggetti affetti da patologie croniche e anziani; infatti fra i 44 casi gravi rilevati in Emilia Romagna, 39 (pari all'89%) non si erano vaccinati".

 

Chiara Fabbri

 

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