Forlì, rapinarono ufficio postale. Arrestati due cugini napoletani

Forlì, rapinarono ufficio postale. Arrestati due cugini napoletani

Un momento della rapina immortalato dalla telecamera a circuito chiuso

FORLI' - Assicurati alla giustizia i responsabili dell'assalto del 3 febbraio dello scorso anno alla filiale 10 dell'ufficio postale di piazzale Porta Ravaldino. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Forlì, guidati dal tenente Cristiano Marella, hanno arrestato con l'accusa di rapina aggravata e porto d'arma da taglio aggravato dalla violenza dell'assalto due cugini napoletani di 22 anni, domiciliati a Forlì: si tratta di Danilo Perri e Giuseppe Ruocco.

 

>I FOTOGRAMMI DELLA RAPINA E GLI ARRESTI

 

>LE IMMAGINI DEI RILIEVI DELLA RAPINA DEL 3 FEBBRAIO 2009

 

L'ora della rapina scattò poco prima delle 10. I due, con il volto incappucciato e le mani protette da guanti, fecero irruzione armati di due coltelli. Dopo aver spintonato sia i clienti che i dipendenti contro il muro, si fecero consegnare da una delle cassiere ben 13mila euro. Quindi si dileguarono a piedi, in direzione del vicino Parco Urbano, facendo perdere le proprie tracce. Sul posto intervennero per i rilievi gli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica.

 

Ci fu anche la necessità di un'ambulanza poiché alcuni dei presenti rimase sotto choc. D'autonomia il personale del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno avviato le indagini. Il lavoro degli inquirenti è partito dalla via di fuga. Le prime testimonianze non furono d'aiuto. Così i militari hanno cominciato a bussare alle porte dei residenti in zona. Alcuni hanno indicato di aver visto due persone scappare di corsa in direzione di viale d'Appennino, per poi sparire.

 

Nessuno li aveva notati entrare in un'automobile. Le indagini si sono focalizzate su quell'area, consentendo ai militari di individuare un napoletano che fisicamente coincideva con la sommaria descrizione fornita da coloro che hanno vissuto l'assalto: un giovane alto circa 180 metri, di bella stazza. Si è così appurato che il campano, successivamente identificato in Danilo Perri, dipendente di un'impresa di pulizie familiare, aveva trovato appoggio in un'abitazione di viale d'Appennino.

 

In città aveva anche un cugino, Giuseppe Ruocco, residente in centro, che da poco lavorava come cuoco in un ristorante nei pressi dell'ufficio postale preso di mira dai rapinatori. I Carabinieri hanno cominciato a scavare nella loro vita privata, scoprendo che i due giovani avevano improvvisamente cambiato stile di vita: regali alle rispettive compagne, tv al plasma e persino un'auto. Perri si era anche al trasferito al Ronco per convivere con la compagna.

 

A quel punto è stato richiesto un decreto di perquisizione al pm Vincenzo De Tommasi, che ha colto di sorpresa i due giovani. Nell'abitazione di Perri sono state trovate due copie di quotidiani locali del 4 febbraio 2009, che riportavano la notizia della rapina. Un indizio che gli investigatori hanno ritenuto schiacciante. Nell'appartamento di Ruocco è stato invece rinvenuto un paio di scarpe del tutto simili a quelle utilizzate dal rapinatore, immortalate dalle immagini delle telecamere di sicurezza.

 

Interrogati in caserma, prima hanno fatto qualche ammissione. Poi hanno ritrattato tutto, provando così a demolire il quadro accusatorio. Ma a mettere l'ultimo tassello nel puzzle ci ha pensato la compagna di Ruocco. Convocata dai Carabinieri per esser ascoltata in qualità dei testimone, si è subito avvalsa della facoltà di non rispondere, citando una legge per la tutela dell'integrità familiare e di conviventi. Messa però alle strette è crollata, rilevando tutti i retroscena.

 

La giovane ha confessato che non era a conoscenza dell'argomento così come la fidanzata di Ruocco, e di essersi insospettata solamente quando ha cominciato a ricevere continui regali costosi. Solo in un secondo momento hanno confessato di aver rapinato l'ufficio postale. La 22enne ha inoltre rilevato che i due giovani avevano una mappa sulla quale avevano tracciato la via di fuga, e che la refurtiva era stata divisa in parti uguali nell'appartamento di Ruocco.

 

Le tute da ginnastica indossate nell'assalto erano state bruciate, mentre dei due coltelli nessuna traccia. Completate le indagini, il gip Giovanni Trerè ha firmato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per le accuse di rapina aggravata e porto d'arma da taglio aggravata dalla violenza. Ora si trovano in carcere a Forlì a disposizione della magistratura.


Commenti (1)

  • Avatar anonimo di forlivesedoc
    forlivesedoc

    GRANDIIIIIIIIIII!!! Gli Uffici Postali dove i poveri nonnetti hanno il conto e ricevono la pensione e dove si pagano le sempre sgradite bollette (ahimè!), NON VANNO TOCCATIIIII!!! Poi incappucciato in quel modo e con i coltelli..roba da Bronx...che colpaccio i Caramba!!!!

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