Forlì, referendum. I quattro Si' di DestinAzione Forlì

Forlì, referendum. I quattro Si' di DestinAzione Forlì

DestinAzione Forlì sta dando il massimo per questo referendum. Tra una manifestazione e un volantinaggio, tra un flash-mob e un banchetto informativo, stavamo quasi dimenticando di presentare le ragioni dei quattro SI che voteremo domenica 12 e lunedì 13 giugno. Nostra è la mozione, votata all'unanimità (Udc e Lega se ne sono andati) che chiede all'Amministrazione Comunale di dare massima visibilità a questo appuntamento.


I primi due quesiti riguardano la gestione delle risorse idriche: voteremo SI perché siamo contrari alla privatizzazione di tutti servizi pubblici, dell'acqua a maggior ragione in quanto bene vitale. L'obiettivo della comunità è avere il miglior servizio possibile, per tutti quanti e al minor prezzo. Al contrario, lo scopo del mercato privato è il profitto, che si raggiunge attraverso una riduzione dei costi compresi quelli del lavoro, dei controlli, sicurezza, manutenzione e da un aumento dei ricavi, in bolletta.

 

L'acqua è vitale, ma non è infinita. Come può un'azienda privata stimolare il risparmio quando la sua sopravvivenza si basa sul guadagno, e quindi sul consumo? Prendiamo Hera: una SPA quotata in borsa, che perciò risponde alle regole del mercato privato. Da quando esiste, i servizi (rifiuti, energia) sono peggiorati e i costi aumentati. Senza contare le miscelazioni poco trasparenti tra l'acqua di Ridracoli e quella di falda. Chi crede ancora che "privato" sia sinonimo di efficienza, affidabilità e trasparenza non ha fatto bene i conti.


Il terzo quesito è "questione di vita o di morte", per Celentano come per noi. Voteremo SI perché l'energia nucleare non ha futuro. Questione di rischi: Chernobyl e Fukushima sono disastri mondiali, le cui conseguenze ricadono su tutti noi. Poi ci sono i casi di fuoriuscita di acqua contaminata, che in Francia accadono ogni giorno. Ma anche in situazioni di perfetta efficienza, vivere in prossimità di centrali nucleari aumenta l'incidenza dei casi di tumore nei bambini. Questione di costi: senza sovvenzioni statali, nessun privato gestirebbe una centrale nucleare. I costi enormi di avviamento, manutenzione e dismissione consentono, di fatto, il mantenimento dell'oligopolio esattamente come per le compagnie petrolifere di oggi.


Le energie pulite invece, essendo più accessibili, permettono la creazione di una rete energetica "di tutti", simile a internet. Poi l'uranio, che in Italia non esiste. Perciò si continuerebbe a dipendere dall'estero esattamente come ora. Infine le scorie radioattive, per cui nessuno in 60 anni è riuscito a trovare un solo posto sicuro al mondo dove stoccarle. Prima di sentire parlare Umberto Veronesi o Chicco Testa, andate a vedere da chi sono finanziati. Capirete meglio cosa sta dietro alle loro parole.

Sul quarto quesito, un concetto sia chiaro: la legge deve essere uguale per tutti.  La legge Alfano (il legittimo impedimento) è una delle innumerevoli leggi fatte su misura per il dittatore e per la casta che vive dietro di lui. Permette al capo del governo ed ai ministri di evitare di comparire ai processi senza fornire troppe giustificazioni. In un paese normale, se sei sotto processo, non fai il ministro. Se hai problemi con la giustizia, non ti candidi nemmeno. In Italia, è già una fortuna poter votare su questo argomento. Non è stata la prima legge "ad personam" e non sarà l'ultima, ma è l'unica che possiamo cancellare subito. Proviamoci, votiamo SI.

Stefano Oronti, relatore di DestinAzione Forlì nel comitato "Vota SI per fermare il nucleare"

Marco Viroli, relatore di DestinAzione Forlì nel comitato "2 SI per l'acqua pubblica"

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Raffaella Pirini, Consigliere Comunale a 5 Stelle

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