Forlì, Ridolfi (Isde): "Porta a porta, vincere come per la sfida del colera a Londra"

Forlì, Ridolfi (Isde): "Porta a porta, vincere come per la sfida del colera a Londra"

Rischiò il linciaggio il Dr John Snow quando nel 1854 fece chiudere la fontana che dissetava il più popoloso quartiere di Londra. La popolazione era già esasperata dalla gravissima epidemia di colera che causava decine di morti ogni giorno, i cadaveri si accumulavano nelle strade e l'imposizione di andarsi a procurare l'acqua a chilometri di distanza era difficile da sopportare. Ma il Dr Snow aveva capito che l'acqua della fontana era la causa dell'epidemia (anche se il vibrione del colera ancora non si conosceva) ed in pochi mesi Londra fu risanata.


Oggi le malattie infettive, cause di gravissime epidemie per secoli e millenni, sono in gran parte debellate; oggi dobbiamo sconfiggere malattie "croniche", come i tumori una delle prime cause di morte in occidente. L'incidenza (il numero dei nuovi casi per anno) della gran parte dei tumori è in aumento, anche nelle età più giovani. Le cause sono sicuramente multifattoriali, tuttavia è sotto gli occhi di tutti che la nostra civiltà sta spargendo nell'ambiente una quantità indescrivibile di sostanze tossiche e cancerogene.


Recentissima è la pubblicazione su Occup. Environ. Med. (67:493- 499) di uno studio condotto da una equipe dell'Università di Lione, nel Sud Est della Francia, in un'area in cui, solo nel 2000, sono state incenerite 11 milioni di tonnellate di rifiuti. Nella zona sono emersi picchi di malformazioni nei nuovi nati, che non trovano giustificazione: si tratta di 304 neonati che hanno evidenziato gravi difetti all'apparto genitale. Nello studio vengono riportate tutte le consuete considerazioni epidemiologiche che indicano una elevatissima probabilità che tali malformazioni siano dovute alle emissioni degli impianti.


E' importante, tuttavia, prendere atto del Commentary (Occup Environ Med July 2010 Vol 67 No 7) con cui il Prof David Kriebel ha voluto sottolineare il significato del messaggio che deriva da questo studio. Al di là di ogni elucubrazione statistica per sancire se lo studio sia o meno significativo (e questo lo è!), il Prof Kriebel dice: " lo studio Cordier suscita serie preoccupazioni sui rischi per la salute dovuti alle emissioni di impianti urbani di incenerimento dei rifiuti. Questo dato, combinato con l'evidenza di altri effetti negativi di questa tecnologia, dovrebbe essere determinante nella scelta della gestione dei rifiuti."


Infatti "oltre ad essere molto pericolosi per la salute" tali impianti provocano: " 1) la produzione di ceneri pesanti e scorie tossiche comunque da smaltire; 2) contribuiscono al riscaldamento globale; 3) impediscono la riduzione dei rifiuti e il riciclaggio, poichè i gestori di tali impianti richiedono fonti sempre maggiori di rifiuti da bruciare". Il concetto per cui spargendo nell'ambiente tonnellate di cancerogeni si determini un aumento del numero dei tumori, ora e nelle prossime generazioni, non dovrebbe essere così difficile da comprendere.


Dall'epidemia di colera di Londra ci sono voluti molti anni perché gli acquedotti fossero sicuri ed ora, nei paesi occidentali, le nostre popolazioni hanno una cura quasi maniacale della pulizia e dell'igiene antibatterica, salvo poi accettare che si spargano veleni nell'aria (e quindi nel terreno, nelle acque e negli alimenti) addirittura in prossimità del centro storico della città.


Fra un paio di mesi inizierà la raccolta differenziata dei rifiuti a Forlì: sarà difficile, comporterà disagi e forse ci sarà anche chi remerà contro, come per i cittadini di Londra che dovettero procurarsi l'acqua pulita con grosse difficoltà. Non linciamo i promotori ma, da nonni saggi preoccupati per il futuro dei nostri nipoti, cerchiamo di offrire loro un mondo pulito non solo dai batteri ma anche dalle sostanze che causano la grande "pandemia silenziosa del cancro" del nostro tempo.

 

Ruggero Ridolfi

ISDE Forlì

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