Forlì, Rifondazione abbandona l'Asp: "Non ci fanno chiudere in pareggio"

Forlì, Rifondazione abbandona l'Asp: "Non ci fanno chiudere in pareggio"

Luciano Ruscelli (Prc)-5

FORLI' - Rifondazione Comunista lancia l'allarme sul futuro delle Asp nel giorno in cui il suo segretario, Luciano Ruscelli, annuncia le sue dimissioni dal consiglio d'amministrazione dell'Asp per i servizi all'infanzia 'Oasi'. Le dimissioni sono maturate dopo che l'assemblea dei soci, composta dai Comuni del comprensorio forlivese, ha deciso di non ripianare le perdite dell'Azienda (formata dalla fusione dell'asilo Santarelli e dell'ex Ente Orfanotrofi) ma ha chiesto al Cda di avviare la vendita di una parte del patrimonio.

 

Questo per coprire il deficit che nel 2009 è ammontato a 325 mila euro (215 mila nel 2008). "Io non sono contrario alla vendita del patrimonio se si tratta di coprire una spesa straordinaria una tantum - dice Ruscelli - ma qui il problema è che queste perdite sono e saranno strutturali, a meno che, non si rivedano le convenzioni in essere con in Comune, specialmente con Forlì". L'ex consigliere (nel Cda siedono anche Giuliana Mazzotti, presidente, e Viviana Neri consigliere) dà anche alcuni numeri.

 

"L'asilo Santarelli ha gestito nel 2008-2009 circa 95 bambini che sono diventati 105 nel 2009-2010. Per ogni bambino ha ricevuto dal Comune di Forlì 638 euro il primo anno e 700 euro il secondo. Il costo di ogni bambino per l'Asp (escluse le spese generali di gestione) è di 5.150 euro all'anno. Si capisce che il Santarelli non può che rimetterci". Entrando nel sistema dei servizi pubblici all'infanzia il Santarelli ha dovuto abbassare le rette del 50% per portarle a livello di quelle comunali e ha dovuto elevare gli standard di qualità.

 

"A questo però- dice Ruscelli- non è seguito un adeguamento dei contributi dati dal Comune e si sommi anche il fatto che a causa della crisi abbiamo avuto, nel 2009, un aumento del 25% di famiglie con esenzioni totali dal pagamento delle rette". Senza la possibilità di incidere sulle rette e con costi fissi che sono solo di poco più alti della media comunale, il Santarelli non sarebbe in grado di essere gestito senza perderci dei soldi. In più l'Asp gestisce anche altri servizi come gli incontri protetti genitori-figli disposti dal tribunale. Servizi che oggi vengono pagati con le rendite degli immobili dati in affitto.

 

"Il Santarelli- dice Ruscelli- non è un pozzo senza fine come Sapro o come Seaf, eppure il Comune trova i soldi per quelle società e non per i servizi all'infanzia. E poi qui si tratta di malagestione". Per Rifondazione il modello delle Asp può funzionare ma solo se si ha un progetto e una visione. "Nel caso dell'Oasi invece ci troviamo davanti ad un Comune, Forlì, che ha preferito fare le convenzioni con i privati e ad altri comuni (dell'Alto Bidente) che hanno affidato i servizi per l'infanzia ad altre Asp quando avrebbero potuti affidarli all'Oasi che ha bisogno, per sostenersi, di ampliare il suo bacino di servizi ed utenti".

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di simy
    simy

    Ruscelli non è un incapace.

  • Avatar anonimo di corso.rossi
    corso.rossi

    Continuate a riciclare incapaci e vedrete come andremmo a finire.

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