Forlì: riforma scolastica, "Donne Impresa" a difesa del tempo pieno

Forlì: riforma scolastica, "Donne Impresa" a difesa del tempo pieno

FORLI' - "Non vogliamo, come organizzazione di categoria, avventurarci nel burrascoso dibattito sulla presunta riforma della scuola, come donne imprenditrici e lavoratrici autonome siamo, però, preoccupate dal rischio che, per ridurre la spesa, si tenda a intervenire con tagli al tempo pieno della scuola primaria. Questo non può essere letto solamente come aspetto didattico pedagogico, ma anche come problema di ordine sociale, occupazionale e lavorativo".

 

Questo il pensiero di Franca Compostella, presidente di "Donne Impresa" di Forlì, sulla riforma scolastica voluta dal ministro Maria Stella Gelmini.


"È acclarato il fatto - dichiara - che la crescita economica del Paese e del nostro territorio dovrà passare attraverso una maggiore occupazione femminile, oggi molto sotto la media degli altri paesi europei. Questo potrà accadere se si porrà sempre maggiore attenzione ai servizi per la prima infanzia, a una migliore conciliazione dei tempi di lavoro e di famiglia e a un progressivo ampliamento del tempo pieno della scuola primaria".

 

"Già ora le statistiche parlano chiaro: al nord, dove le scuole che praticavano il tempo pieno erano circa il 45%, l'occupazione femminile è al 58%, mentre al sud, dove il tempo pieno è praticato solo dal 7% degli Istituti, il tasso occupazionale scende al 30%, forse solo le donne che non hanno famiglie in carico".

 

"Ci sono numerosi provvedimenti che possono incentivare l'ingresso nel mondo del lavoro delle donne, dalle misure fiscali per le lavoratrici, agli incentivi alle imprese che assumono personale di sesso femminile o che concedono forme di lavoro maggiormente flessibile".

 

"Ciò che non deve essere fatto - dichiara la presidente di "Donne Impresa" - è il ridurre il tempo pieno nella scuola primaria, in termini sia di numero di ore, sia anche, e soprattutto, di qualità; una sua eventuale abolizione determinerebbe, infatti, il ritorno del lavoro di cura unicamente sulle spalle delle donne. Per Donne Impresa Confartigianato sarebbe un passo indietro anche il passare da un'attività scolastica vera e propria a una qualsivoglia forma di doposcuola".

 

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"Ci auguriamo - ha concluso Compostella - che l'ambiguità e la poca chiarezza vengano al più presto risolte perché il problema non è circoscrivibile solo al mondo della scuola, agli alunni e alle loro madri, ma, coinvolgendo l'occupazione femminile, riguarda, più ampiamente, l'intera società e il suo sviluppo".

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