Forlì, Righini (Pd): "Ancora uno schiaffo alla scuola"

Forlì, Righini (Pd): "Ancora uno schiaffo alla scuola"

FORLI' - Non è possibile rimanere inerti di fronte a tanto scempio perpetrato a danno delle istituzioni, allo sberleffo continuo fatto alla Costituzione proprio in questo anno, fra l'altro, in cui il 150° dell'Unità d'Italia ci costringe a ricordare quanti ideali e quante vite sono stati spesi per costruire una carta che desse dignità al nostro paese e diritti a tutti i cittadini.

L'ultima boutade di Berlusconi è rivolta contro gli insegnanti della scuola pubblica che, secondo lui, non sanno educare a quei valori che vorrebbero le famiglie.

 

Mi chiedo da che pulpito proviene la predica! Sarebbe lui l'esempio di moralità e valori per giovani ragazze e ragazzi e per le famiglie? In questi ultimi anni è stato fatto uno scempio della scuola pubblica con tagli alle risorse che non hanno giustificazione neanche nella crisi economica; l'Europa indica, infatti, nella "crescita intelligente", ovvero nella spesa per istruzione e ricerca, una delle strategie per affrontare la crisi economica che attanaglia gli Stati membri. Anche i governi di destra come quelli di Francia e Germania hanno saggiamente evitato tagli in questo settore, anzi, hanno investito per assicurarsi un futuro di sviluppo.

 

L'Italia invece caparbiamente e ciecamente procede con colpi di mannaia, in questo nuovo anno di riforma delle Scuole superiori, su matematica, Italiano, latino, storia, inglese ecc.

La tenuta dell'istruzione nel nostro Paese va riconosciuta allo sforzo quotidiano e spesso silenzioso di tanti insegnanti che credono nella scuola e nel valore civile del loro lavoro. Proprio quell'impegno è stato vilipeso offendendo non solo i docenti, ma anche gli alunni e le famiglie italiane, proprio da chi non è certo un modello esemplare di comportamento.

La scuola pubblica, invece, è tenuta al rispetto dell'etica e di principi fondati innanzitutto sulla Costituzione e forse sta proprio qui il nodo della questione: in realtà gli insegnanti, vilipesi da Berlusconi, sono l'ultimo baluardo per stimolare un pensiero critico nei giovani contro l'oppio delle televisioni: un vero pericolo per il premier!

 

La scuola pubblica è la scuola dell'inclusione, del rispetto delle regole, la scuola di tutti che educa i cittadini al confronto e ai valori della democrazia, la scuola che insegna come cultura e impegno siano necessari per il raggiungimento dei propri obiettivi.

O forse Berlusconi, contrapponendo la scuola pubblica a quella privata, voleva guadagnarsi consenso, sottovalutando il fatto che il pensiero critico, l'amor patrio, il rispetto della Costituzione e dell'etica sia pubblica che privata sono valori che non possono non essere condivisi anche dai cattolici.

 

Di fronte a tale vilipendio da parte di chi dovrebbe rappresentare le pubbliche istituzioni mi auguro che i docenti, umiliati, non siano lasciati soli proprio da quegli alunni e da quelle famiglie che ne conoscono il lavoro, l'impegno e il senso di responsabilità e da tutti i cittadini che credono nel valore della cultura, dell'istruzione per costruire un possibile sviluppo e un futuro migliore.

 

 

Alessandra Righini

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Responsabile Area "Scuola, Università" - PD di Forlì

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di alessio di benedetto
    alessio di benedetto

    Nel 2008-2010, dopo i tagli con barbariche accette contro la cultura, l’arte, lo spettacolo e la scuola pubblica (tipico di un governo clericofascista basato sui grembiulini balilla di Santa Gelmini dei Macelli), è bastato uno starnuto del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI (Conferenza episcopale italiana), perché i finanziamenti alla scuola confessionale cattolica, gestita dalla curia per formare i suoi nuovi cadetti e “missionari” della loro fede, venissero raddoppiati per decreto, durante la notte . D’altro canto, entro il 2013, ben 150.000 docenti degli istituti statali perderanno il posto di lavoro, grazie a Maria Stella Gelmini (un nome, una conferma). Mentre continuiamo a elargire a piene mani al Vaticano ogni anno 13 miliardi di euro, le cui finalità non sono affatto note, nel 2003 un organico di 15.507 preti, pagati da noi, è stato immesso in ruolo nelle nostre scuole. Così si vieta alla scuola pubblica di essere portatrice di pluralità d’informazione, e con Santa Maria Stella Gelmini la stanno affossando, mentre i loro istituti cattolici, gestiti dall’Opus Dei, dai Legionari di Cristo e dall’anima nera da Ku-Klux-Klan della Chiesa, conquistano l’intero potere gerarchico della società italiana. MA CHI è MARIASTELLA GELMINI: Nel marzo 2000 la Signora Gelmini, Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa su mozione del suo stesso partito, con la seguente motivazione: Manifesta Incapacità ed Improduttività Politica ed Organizzativa (Delibera del Consiglio Comunale n. 33 del 31/3). Il suo ruolo odierno è di soldatino esecutore dei tagli (In pratica una mezza sega), niente più. Una che si è diplomata al liceo confessionale. Una che ha preso l'abilitazione in avvocatura, lei di Brescia, a Reggio Calabria. Una che inizia il discorso alla camera dei deputati dicendo: Sotto l'egìììda del parlamento. BASTA ITALIA.

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