Forlì, rimossa la metà dei rifiuti pericolosi bloccati da anni all'ex Mangelli

Forlì, rimossa la metà dei rifiuti pericolosi bloccati da anni all'ex Mangelli

Forlì, rimossa la metà dei rifiuti pericolosi bloccati da anni all'ex Mangelli

FORLI' - Più della metà dei rifiuti che da anni erano fermi nell'area ex Mangelli, all'incrocio tra via Costa e viale della Libertà, sono stati rimossi durante l'estate. Dopo le proteste e le raccolte firme sono sparite ben cinquemila tonnellate delle diecimila di materiale pericoloso stoccate nell'area dove in principio doveva sorgere la Questura. I lavori di smaltimento dovranno essere finiti entro fine settembre. Oggi sul cantiere sono al lavoro 12 mezzi al giorno da 25 tonnellate per 5 giorni a settimana.

 

> SOPRALLUOGO DEL SINDACO: VEDI LE FOTO

 

E' quanto rilevano, nel sopralluogo di venerdì mattina, assieme alla stampa, il sindaco Roberto Balzani e l'assessore all'Ambiente Alberto Bellini. Questi i costi: il progetto iniziale prevedeva un costo di smaltimento di 3 milioni 930 mila euro. Ma il costo reale complessivo alla fine dello smaltimento sarà di 5 milioni 441 mila euro. L'aumento dei costi è stato determinato da una maggiore quantità di rifiuto speciale trovata rispetto al previsto e dal cambio della normativa tedesca che ha imposto nuove regole di smaltimento. Il costo totale per tonnellata sarà dunque di 120 euro. La Regione contribuirà alla spesa con un 1,5 milioni di euro il resto è carico del Comune.

 

Sindaco e assessore all'ambiente Bellini si sono presentati in bicicletta accompagnati dal dirigente comunale Gian Piero Borghesi che sta seguendo i lavori. Il sindaco ha ribadito la volontà di massima trasparenza del Comune e ha ripercorso il travagliato iter della bonifica cominciata nell'ottobre del 2007. Da quell'anno le procedure di smaltimento sono state più volte modificate a causa del rinvenimento in alcune aree di materiale pericoloso in più rispetto a quello che ci si attendeva di trovare.

 

Il Comune pensava anche di riutilizzare in parte il materiale degli scavi per i nuovi lavori di urbanizzazione dell'area ma le analisi dell'Arpa e dell'Ausl avevano rilevato valori di inquinamento superiori ai limiti di legge. Le attività di bonifica sono così ripartite solo nel novembre del 2009 e interrotte nuovamente nel dicembre 2009 perché erano cambiate le normative per lo stoccaggio dei rifiuti nelle discariche attrezzate austriache, dove il materiale viene smaltito. Nel maggio del 2010, quando i lavori erano finalmente ripresi, il Noe (Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Bologna) ha sequestrato la piazzola di stoccaggio dei rifiuti speciali pericolosi con l'accusa di stoccaggio abusivo di rifiuti tossico pericolosi.

 

L'area è ancora sotto sequestro ma le autorità giudiziarie hanno acconsentito alle operazioni di sgombero dei cumuli sotto il controllo della polizia giudiziaria. Per il sindaco si tratta, nonostante tutte le difficoltà, di un impegno mantenuto verso i cittadini. Ha detto: Se fossi Berlusconi dovrei metterci sopra la scritta "Fatto".


Commenti (5)

  • Avatar anonimo di livio76
    livio76

    Scommetto che le cause del ritardo sono dovute al Governo che ha tagliato i fondi. Tuttavia per la salute dei forlivesi, si potevano distrarre i soldi di qualche rotonda che si sarebbe potuta costruire anche in un secondo tempo, senza nulla togliere al traffico.

  • Avatar anonimo di Alberto Bellini
    Alberto Bellini

    Non vedo nessuna correlazione tra le indagini giudiziarie, la raccolta firme e l'inizio delle attività di smaltimento dei rifiuti pericolosi. Il nostro comunicato stampa di luglio e la conferenza stampa di ieri avevano il solo scopo di informare i cittadini su quanto è avvenuto. Ricordo che l'amministrazione ha approvato il finanziamento di oltre 1.5M€ ad ottobre 2009 per realizzare le opere di smaltimento, prevedendo il termine a Gennaio 2010. Gli eventi da allora ad oggi sono stati descritti dettagliatamente per chiarire il nostro impegno e le cause dei ritardi.

  • Avatar anonimo di passatore
    passatore

    Questo a dimostrazione che il PD a Forlì non vuole essere da meno del Governo Romano, per muoversi a far qualcosa aspetta prima che monti la protesta o che qualche magistrato esca dal torpore e cominci a lavorare... tanto poi alla fine , come in questo caso...paghiamo solo noi le conseguenze...Sveglia Popolo!!!

  • Avatar anonimo di Ilvecchio
    Ilvecchio

    Quello che amareggia è che ancora una volta finchè non si è mossa la magistratura le altre autorità se la sono presa alla carlona.

  • Avatar anonimo di Paolo1
    Paolo1

    La cosa strana (ritardi nello smaltimento a parte) è che solo il pubblico si sia accollato i costi della bonifica. Capisco che in quella parte dell'area ex mangelli ci sono il parcheggio e delle residenze di ediliazia pubblica, ma solo in italia può essere consentito di inquinare e farla franca facendo pesare tutto sulla collettività. Mi chiedo poi se dalla parte di via vespucci la bonifica sia stata così solerte come questa

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