Forlì, risolto il rebus delle autorizzazioni del fotovoltaico. La Provincia: "Era ora"

Forlì, risolto il rebus delle autorizzazioni del fotovoltaico. La Provincia: "Era ora"

Forlì, risolto il rebus delle autorizzazioni del fotovoltaico. La Provincia: "Era ora"

FORLI' - E' arrivata una nota esplicativa del ministero dello Sviluppo economico, con cui finalmente si dichiara che per i procedimenti avviati in data successiva a quella di entrata in vigore, il 25 agosto, la competenza al rilascio è della Regione, ovvero, nel caso della Regione Emilia Romagna, delle Province, quali enti delegati. Sulle procedure in corso alla data del 25 agosto 2010, continua invece ad applicarsi la normativa precedente che vedeva i Comuni competenti al rilascio delle autorizzazioni.

 

E' quindi la parola di chiarezza sulle problematiche insorte a seguito dell'entrata in vigore del decreto ministeriale 6 agosto 2010 sull'esatta individuazione degli organi competenti al rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra di potenza superiore a 20 kW. Così chiude la nota esplicativa: "Va pertanto escluso che l'abrogazione disposta dall'art. 21, comma 2, del D.M. 6 agosto 2010 possa produrre effetti sui procedimenti in corso alla data del 25 agosto 2010. Con l'ulteriore conseguenza che per tali procedimenti rimangono ferme le competenze degli enti locali innanzi ai quali sono stati avviati".

 

Il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi commenta: "Esprimo viva soddisfazione per la chiarificazione di un testo di legge obiettivamente oscuro da parte del Ministero competente, facendo osservare come ci siamo voluti due mesi per dissipare dubbi e alleggerire la situazione di emergenza e di allarme nei quali e Province e Comuni erano stati messi da una disposizione alquanto confusa e contraddittoria. Ma ci voleva, poi, così tanto tempo per togliere i cittadini e le imprese dal panico e dai dubbi sulla correttezza e legittimità di procedure che avrebbero potuto rischiare di provocare loro gravissimi danni economici in questo particolare momento di crisi economica?".

 

Da parte sua contesta la consigliera provinciale Isabella Castagnoli (PdL): "Non si parli di "testo di legge oscuro" perchè nulla era più chiaro nel decreto ministeriale. Semplicemente si è voluto utilizzare il solito meccanismo, veloce ed approssimativo dello "scaricabarile" tra comune e provincia. Ormai è notorio che l'efficacia retroattiva perchè possa essere applicata debba essere prevista esplicitamente, pertanto, tutte le volte in cui il legislatore non lo prevede, questa non può essere adottata e le procedure in corso (nel caso di specie) dovevano rimanere in capo al primo ente locale individuato".

Commenti (5)

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    @ schietto No, è buon senso. Le mie opinioni non sono sofisticate, ma solo il tentativo di risolvere problemi senza andare in panico. Non dico che istruire una pratica come quella sia semplice. Può anche impiegare, che so, 1 mese. Però una volta che tu l'hai fatto, e hai raccolto tutta la documentazione (tutta) Ne fai fotocopia (tempo 1 minuto) autentichi tutte le copie (tempo 1 ora) e spedisci tutta la pratica a DUE uffici diversi. Sicuramente uno dei due lavora a vuoto: è un peccato, lo so, ma almeno il cittadino è servito. Delle due autorizzazioni (comune E provincia) lo so anche io che una delle due è nulla, ma so anche che l'altra è per forza valida. Quindi se davvero è una questione di vita o di morte (non in senso letterale, ma di lavoro e investimenti) non credo sia un dramma se un ufficio lavora un po' di più: a prescindere da quel "più". Metti caso che uno dica (un esempio per dire ...): "voglio fare un impianto di fotovoltaico e creare 100 nuovi posti di lavoro, ma non so a chi fare domanda: al comune o alla provincia ?". Ecco: se io sono il responsabile dell'ufficio locale non gli rispondo: "Non la fare perché non so chi ti debba dire di sì con esattezza" Ma gli dico "Falla ad entrambi, assumi 100 persone, investi, parlo io con il mio collega della provincia e, insieme, se la tua richiesta è valida, ti autorizziamo". O io o quello della provincia avremo sprecato ore di lavoro inutilmente, ma almeno 100 persone avranno un lavoro. La mia opinione non è sofisticata, e nemmeno vuole essere populista. E perché poi ? Evidentemente io di raccomandate ne manderei anche 200 per creare impresa, tu pensi prima agli straordinari dell'impiegato comunale. Abbiamo opinioni diverse, tutto qui.

  • Avatar anonimo di annibale
    annibale

    @ 3. schietto - 06/11/10 - 10.51 Il problema e' nazionale. Siamo ridicoli, sia nei testi delle leggi che nelle applicazioni, sempre piu' bizantinismo. Per non parlare dei dirigenti pubblici, incolti e boriosi che scansano ogni responsabilita' o rompono le @@ vivendo nel loro mondo chiusi tra 4 mura senza conoscere la realta' delle Imprese e senza avere un minimo di buon senso, ma si riempiono la bocca di codicilli. Smettiamo tutti di pagare tasse per mantenere questi parassiti da 4 soldi.

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    schietto

    @JDorian Che populismo di bassa lega, che frasi da bar spacciate per sofisticata opinione. Non entro nel merito su chi abbia ragione e non difendo gli enti lenti, ma dire "una raccomandata in più" vuol dire proprio voler dire "lavoro solo io e tutti gli altri cazzeggiano". Bisogna presentare progetti tecnici, organizzare piani di finanziamento.... tanto per dire. E se un'autorizzazione è concessa da un ente non competente è nulla, sai cosa vuol dire nulla? Prova a chiedere un finanziamento in banca per fare una cosa su cui l'autorizzazione è dubbia o non legittima. Gran concetto il tuo: allora bastano due raccomandate, perché non ne spedisci 20, mandalo anche ll'università, all'ospedale, al deposito dell'Atr... tanto qualcuno se ne dovrà occupare, facile no? Il tuo è l'atteggiamento di chi banalizza in verità per non cambiare niente

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Miky esprime calorosamente osservazioni giuste e condivisibili. A parte il fatto che poi, prima di questa nota, bastava che entrambi gli enti autorizzassero l'impianto. Cosa ci vuole ? Tizio vuole fare un impianto fotovoltaico ? Lo chiedeva al Comune E alla Provincia. Una raccomandata in più. Visto che la provincia risponde in 2 - 3 giorni a tutte le istanze che sono rivolte, e il comune credo non sia da meno (altrimenti perché lamentarsi dei 2 mesi del ministero ?) il privato cittadino era comunque a posto in 6 giorni. Adesso che è tutto chiaro immagino che la provincia ci metta 3 giorni ad autorizzare gli impianti. Perché sarà così, vero ?

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Il fatto che Bulbi ritenga eccessivi i due mesi di tempo occorso per avere un chiarimento mi fà ben sperare. Il presidente della Provincia e i sindaci dei Comuni, evidentemente, ignorano i tempi biblici che noi cittadini dobbiamo subire quando ci rivolgiamo alle nostre amministrazioni, con particolare riferimento agli uffici tecnici. E dei danni economici che questi tempi biblici procurano ai privati cittadini non importa niente a nessuno. Due mesi per una risposta sono tanti ? TRE ANNI per una licenza edilizia !!!! 21 mesi per non avere ancora una riposta su una banalissima pratica amministrativa. Come li considera ?

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