Forlì, rivolta dei ciclisti: 'contro mano' in sicurezza

Forlì, rivolta dei ciclisti: 'contro mano' in sicurezza

Forlì, rivolta dei ciclisti: 'contro mano' in sicurezza

FORLI' - "La questione dei sensi unici per i ciclisti è di grande attualità, è un argomento strategico per la ciclabilità che, come purtroppo capita in molte città italiane, anche da noi non trova la dovuta considerazione. La questione viene spesso respinta da tecnici e amministratori con cavilli burocratici e normativi". L'appello arriva dalla Fiab,(Amici della Bici di Forlì), che difende i ciclisti, molto spesso additati come disattenti e non rispettosi della segnaletica.

 

"L'argomentazione dei nostri burocrati - sottolineano dalla federazione - contro i sensi unici eccetto bici è la seguente: 'Nelle vie a senso unico è consentito impegnare tutta la carreggiata, cosa che esclude la possibilità di far transitare le bici nel senso opposto'. Ciò dovrebbe dunque valere anche per ogni altro tipo di veicolo, come trasporti pubblici e servizi vari ma, chissà perché, viene fatto valere solo per le bici".

 

Si chiede dunque all'amministrazione una integrazione della segnaletica "Questo cavillo può essere legalmente superato dal pannello integrativo 'eccetto bici' posto sotto al segnale di senso unico (il rettangolo blu con freccia bianca). Chi percorre il senso 'consentito' sa così che altri veicoli, le bici, gli vengono incontro e deve pertanto adeguarsi".

 

Poi la federazione interviene sulla questione sicurezza: "La casistica di incidenti frontali fra auto e bici, anche in violazione del senso unico, è estremamente rara. E' invece molto frequente che un ciclista legittimamente sulla destra venga agganciato da chi in sorpasso 'gli fa il pelo. In tutta Europa, sulle strade con senso unico eccetto bici, l'incidentalità in generale, e non solo con le bici, si riduce fortemente. La fattibilità dei 'sensi unici eccetto bici' esiste già con la normativa attuale, senza aspettare lontane modifiche del codice che non sempre trovano terreno favorevole. Il modello è quello di Reggio Emilia e di altri comuni sensibili e virtuosi a cui va dato ampio sostegno, contrastando i cavilli ministeriali o locali. Si tratta di una scelta strategica, non solo tecnica o giuridica".

 

"Auspichiamo che la nuova Comandante della Polizia Urbana ponga la sua sensibilità e la sua competenza anche al servizio dei tanti ciclisti urbani che, facendo uso quotidiano del loro mezzo, contribuiscono a rendere la nostra città meno inquinata e più vivibile. Da parte nostra, come in passato, vi sarà la massima collaborazione".

Commenti (18)

  • Avatar anonimo di matteol
    matteol

    @Mik63 E' verissimo che per un ciclista e' piu' sicuro viaggiare in controsenso rispetto alle auto, perche' le si vedono meglio rispetto a quelle che vengono da dietro, ma a Forli' il problema e' che in certe strade - vedi C.so Garibaldi, ma anche in certi tratti di Cso della Repubblica e Mazzini - *non ci passano* un auto, una bici a destra ed una a sinistra. E se in Cso Garibaldi si mettesse l'obbligo per le bici di andare SOLO contromano non cambierebbe nulla rispetto alla situazione attuale, ci sarebbero comunque quelli che vanno in bici da porta Schiavonia verso la piazza. Il punto cruciale secondo me è far rispettare la segnaletica ed i sensi unici ai ciclisti: per dirne una ho visto un sacco di volte biciclette percorrere contromano la corsia per le bici di Cso della Repubblica, o ciclisti sulla striscia bianca in mezzo a viale Roma.

  • Avatar anonimo di Mik63
    Mik63

    Mi dispiace che non abbiate letto l'articolo con attenzione. OVUNQUE dove il contromano per i ciclisti è stato instaurato, in Italia e all'estero, il numero degli incidenti è calato, sia per i ciclisti che per gli automobilisti. Provate a telefonare al settore mobilità di Reggio Emilia o di Lodi, o andate in un qualsiasi paese oltr'alpe, Austria, Svizzera, Germania dove questa pratica è consuetudine, o nell'intero Belgio o nella città di Strasburgo dove la regola è che in tutti i sensi unici in città tutti devono andare in una unica direzione, tranne le biciclette. Dopotutto basta un po' di immaginazione per capire che è molto più sicuro per un ciclista avere il contatto visuale con chi ti viene contro e casomai rallentare e spostarsi un po' più a destra per lasciarlo passare (nessuno di noi è un kamikaze, perchè sappiamo che avremo la peggio in un contatto), piuttosto che avere un mezzo che ti arriva alle spalle. Lo stesso per le auto, che sono portate a rallentare se sanno che in quella strada ci possono essere ciclisti contromano, anzichè correre convinti di non trovare nessuno. Ripeto che nelle città dove ci sono più ciclisti si è ridotto il numero degli incidenti e dei feriti per tutte le categorie dei veicoli, per cui il ciclista si può considerare un elemento "naturale" di moderazione del traffico e va incentivato in tutti i modi.

  • Avatar anonimo di marinag
    marinag

    sarebbe meglio che tartassero le numerose auto che, quotidianamente, non rispettano il senso unico di via miller, anche ad elevata velocità. questo è un problema annoso, mai risolto, anzi ignorato dagli organi competenti. non ne possiamo proprio più.

  • Avatar anonimo di signorG
    signorG

    patente o no, la legge non ammette ignoranza. il velocipede è un mezzo di locomozione e come tale deve rispettare le norme del codice della strada. si può e si devono attuare politiche affinchè l'uso della bicicletta venga incentivato, creando percorsi ciclabili protetti. ma non è ammissibile concedere di andare contromano, mettendo a rischio la sicurezza di tutti gli utenti della strada.

  • Avatar anonimo di filo
    filo

    Vorrei ricordare che non serve la patente per circolare in bicicletta, quindi, pur non essendo ammessa l'ignoranza (inteso come mancanza di conoscenza) è evidente che è altamente probabile che la maggior parte dei ciclisti che commettono le infrazioni non conoscano le norme del codice della starda. In particolare mi riferisco ai ragazzi con meno di 14 anni (chi insegna più educazione civica a scuola?), agli stranieri, alle signore anziane che non hanno la patente. Noto che spesso sono queste categorie a commettere le infrazioni, credo incosapevolmente. A questo punto penso che la soluzione al problema debba necessariamente passare da un percorso di informazione/educazione prima di adottare la "solita" scure delle sanzioni.

  • Avatar anonimo di Giancarlo Romanini
    Giancarlo Romanini

    Se vi servono chiarimenti sui comportamenti in bici contattateci e vi risponderemo: info@amicidellabicifo.org. Sarebbe bello se le norme fossero semplicemente da conoscere ed applicare. Purtroppo, o per fortuna, anche il codice della strada può essere interpretato in vari modi. Bisogna decidere quale privilegiare, e quali categorie di utenti valorizzare.

  • Avatar anonimo di Max67
    Max67

    MA STIAMO SCHERZANDO! I sensi unici vanno rispettati da tutti! Ma vi rendete conto cosa significa, per un'automobilista o un motociclista, procedere lungo una via con biciclette che spuntano da ogni dove? Spero vivamente che il nuovo comandante della municipale dia un giro di vite a questo menefreghismo nei confronti del codice della strada da parte dei ciclisti.

  • Avatar anonimo di maximilian
    maximilian

    ..per il signor Alessandro Spada...dare un multicina a chi va in senso vietato, o non rispetta qualsiasi regola del vivere civile non è TARTASSARE è rispettare chi si comporta bene..o chi rispetta le leggi, sta in coda alla posta, chi paga le tasse è un fesso?....scusi ma cosa è la legalità per lei? usare i cavilli della legge per fare i fatti propri senza assumersi le proprie responsabiltià?..bel concetto questo di destra e di senso dello stato e legalità(forza Fini su queste idee)...a me pare più che tali ragionamenti son da periferia degradata del teppista da strada(ogni istituzione dello stato è un rompiscatole)...bell esempio COMPLIMENTI!!!....(poi tutti si può sbaliare ma questa è un altra storia)....

  • Avatar anonimo di Sandro
    Sandro

    @rmy io spesso se non tutti i giorni faccio quel tragitto. vVa P. Maronceli, via Orto del Fuoco e mi ritrovo in via del portonaccio strada altamente trafficata " altamente pericolosa" che devo attraversare. E' una specie di roulette russa e purtroppo sovente capitano dei brutti incidenti. Alternativa via P. Maroncelli poi via della Ripa, via Giovine Italia per poi una breve via che conduce in corso Garibaldi e successivamente percorrere un tratto di strada contro mano. Quindi il problema rimane sia per quanto riguarda la sicurezza, sia per quanto riguarda la trasgressione al divieto. Sommando il tutto rimane in evidenza che il problema non è stato risolto.

  • Avatar anonimo di matteol
    matteol

    Se con le norme attuali non è possibile fare una corsia per le bici in senso inverso in Cso Garibaldi, allora bisognerà iniziare a sanzionare i ciclisti che non rispettano le norme attuali: quel che dice @rmi è in effetti vero, c'e' via Maroncelli che va nell'altra direzione ed è parallela, che si usi quella. Mettere dei cartelli aggiuntivi "eccetto bici" non penso possa aiutare granche' a risolvere il problema ed a garantire la sicurezza dei ciclisti.

  • Avatar anonimo di @rmy
    @rmy

    Da queste affermazione si evince solo ciò che si percepisce chiaramente circolando sulle strade forlivesi. Le patenti le regalano. Esiste uno strano oggetto definito volgarmente "CODICE DELLA STRADA" che DEVE essere applicato e RISPETTATO da tutti i mezzi e quindi anche i velocipedi che circolano o che vogliono circolare su strada. E' RIDICOLO ipotizzare variabili del codice della strada NAZIONALE previste per la sola "città" di FORLI'. Prima di circolare in strada bisgna, bisognerebbe, conoscerne le regole e quindi conoscere il codice della strada, è invece evidente che a Forlì non sia così visti i fatti assurdi che si verificano nonostante la percentuale di traffico non sia paragonabile ad un città mediamente più grande. Corso Garibaldi contromano per le bicilette? Questo per sicurezza? NO. Questo perchè le biciclette e i ciclisti NON HANNO VOGLIA di prendere cosro Maroncelli che è PARALLELO a C.so Garibaldi e va nel senso opposto. Allora per le moto dovrebbero essere applicate le stesse varibili dato che hanno ingombri analoghi. RIDICOLO.

  • Avatar anonimo di alessandro spada
    alessandro spada

    Concordo in tutto e per tutto con quanto scritto dagli Amici della Bici di Forlì. Bravi, sono con Voi! Dopo le recenti inquietanti affermazioni della nuova Comandante della Municipale, che vorrebbe tartassare i ciclisti, avete fatto benissimo ad intervenire. Prima l'Amministrazione comunale si attivi per consentire alle biciclette di muoversi in sicurezza (vedi il caso irrisolto di corso Garibaldi) poi si pensi a sanzionare se proprio non se ne può fare a meno. Alessandro Spada cons. com. PDL Forlì

  • Avatar anonimo di CHIRIBBIO
    CHIRIBBIO

    Salve.Sono interessato a conoscere il comportamento corretto da tenere attraversando sulle strscie pedonali in bici. Sono certo che in merito c'è una grande confusione che genera atteggiamenti sbagliati e molto pericolosi.Penso che questo giornale sarebbe molto utile a tutti se affrontasse l'argomento chiarendolo. PIERLUIGI

  • Avatar anonimo di Giancarlo Romanini
    Giancarlo Romanini

    La corsia ciclabile in senso opposto a quello di marcia delle auto, come in corso della Repubblica, non si può fare per le norme attuali. Con le sole norme del resto non si risolvono i problemi; occorrono volontà politica, coraggio, intelligenza. Al momento manchiamo di tutto questo. Invito a vedere la documentazione tecnica di FIAB sul sito nazionale: c'è tutto, problemi e soluzioni. Per il resto: + MULTE x TUTTI.

  • Avatar anonimo di maximilian
    maximilian

    aggiungo ....dimenticavo,sempre meglio un ciclista in più e un automobilista in meno....W I CLICLISTI CHE NON DORMONO....

  • Avatar anonimo di maximilian
    maximilian

    ...le strade dove ciclisti vanno controsenso(il giornalista -e mica solo lui - si studino la differenza tra contromano e controsenso)son praticamente tutte quelle del centro...la maggioranza non sono larghe a sufficienza con le auto in sosta per consentirne il transito....è cosi difficile andare per il verso giusto scusate???il il diametro del centro sarà2 km...chè siamo tutti con le gambette a stecchino mezzi deperiti a fare 50 m in più per prendere la via per il verso giusto?...ne ho piene le scatole di svoltare in strade a senso unico e trovarmi in mezzo alle palle il ciclista in senso vietato che manco guarda se arrivano macchine dalle laterali!!....invece di fare delle teoria guardiamo quanti ciclisti vengono "stesi"....la maggioranza degli "stesi" girano come se in strada ci fossero solo loro.... quando son per terra si accorgono che le regole ci son pure per loro....troppo tardi:)....ciclista in senso vietato con cellulare +automobilista con cellulare che dorme=incidente con ferito dove nessuno dice la verità e ognuno da la colpa all altro....

  • Avatar anonimo di matteol
    matteol

    Per C.so Garibaldi, che e' una delle strade più interessate dal traffico delle bici in controsenso, si potrebbe anche prevedere una corsia per bici sulla sinistra tipo quella di C.so della Repubblica. Bisognerebbe comunque fare qualcosa anche per far rispettare le indicazioni stradali dai ciclisti: in Piazzale della Vittoria è normale vedere bici che attraversano dalla pellicceria verso C.so della Repubblica in controsenso col semaforo rosso, o ciclisti che pedalano in mezzo al piazzale quando ci sono le piste ciclabili. Se ci sono delle regole, dobbiamo rispettarle tutti. E lo dico da ciclista.

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