Forlì, Romagna Acque vende Alpina Acque: "Ma la società è in salute"

Forlì, Romagna Acque vende Alpina Acque: "Ma la società è in salute"

Ariana Bocchini, presidente di Romagna Acque-2

FORLI' - Romagna Acque torna al centro della discussione politica. Questa volta non per la vicenda dei presunti aumenti dei compensi degli amministratori, ma per la volonta di dismissione delle partecipazioni detenute da Romagna Acque in Alpina Acque, società di scopo creata ad hoc per la progettazione di interventi sulla rete dell'ente guidato dalla presidente Ariana Bocchini.

 

La questione finisce alla Camera dei deputati, dove il parlamentare di Lega Nord, Gianluca Pini, ha presentato un'interrogazione. "Le motivazioni riportate nei verbali delle assemblee dei soci mi sembrano assolutamente non in linea con la normativa vigente oltre che con il buon senso", afferma il leader romagnolo del Carroccio.

 

"Nello specifico l'interrogazione porta all'attenzione del Ministro delle Infrastrutture l'incongruenza delle motivazioni e sul valore reale della quota partecipata - precisa Pini - e sull'inopportunità di esternalizzare, con aggravio di tempi e forse di costi, il servizio di progettazione che, caso più unico che raro in Italia, funziona e non crea passività all'azienda". 

 

"Fatico a capire la logica - conclude il deputato forlivese - che vorrebbe portare  a dismettere le partecipazioni di una azienda in attivo. a meno che questa operazione non serva a far cassa per poi distribuire plusvalenze ai soci di Romagna Acque, magari a ridosso delle votazioni per il rinnovo delle cariche sociali...".

 

Anche in Consiglio comunale a Forlì il capogruppo Antonio Nervegna ha presentato un'interrogazione, facendo notare che la "Alpina Acque" gode di un'ottima salute finanziaria e contiene al suo interno "grandi professionalità": ciò nonostante "un ente pubblico dismette" le quote di una realtà così in salute.

 

Romagna Acque detiene il 93,7% del capitale sociale ed è intenzionata a venderlo tutto. Questo perché, viene spiegato, ci sarebbe una norma che impedisce ad una società partecipata da enti pubblici di affidare lavori ad una privata, anche se quest'ultima lo è in minima parte ed è partecipata per oltre il 90% dal committente. Dodici sono i tecnici che lavorano nella Alpina Acque e che seguono tutti i lavori di manutezione e progettazione legati agli impianti di potabilizzazione: dodici lavoratori di cui ora non è ben chiaro il futuro professionale.

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di innominato
    innominato

    volete scommettere che sara rilevata dalla solita coperativa di servizi che a ormai in mano tutto,quando a forli arrivera un giudice che dara una spulciata alla situazione dei lavori pubblici ne vedremo delle belle,a riport ci an paragonato a reggio calabria pensate un po.

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