Forlì, russare? Può essere un campanello d'allarme

Forlì, russare? Può essere un campanello d'allarme

FORLI' - Russi? Non è solo un difetto fastidioso per il partner, ma un campanello d'allarme di una malattia, la roncopatia cronica, che può evolvere a sua volta verso la sindrome da apnea ostruttiva del sonno (Osas). Per sensibilizzare la popolazione su tale patologia, troppo spesso sottovalutata, il prof. Claudio Vicini, direttore dell'U.O. di Otorinolaringoiatria dell'Ausl di Forlì, e la Società Italiana di Otorinolaringoiatria (Sio) hanno realizzato, grazie al contributo della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, uno spot pubblicitario con Massimo Giletti, noto conduttore di "Domenica In-L'Arena".

 

Il video, girato dall'Agenzia "Limina" di Bologna, regista Matteo Medri, e nato come project work di una corsista del Corso di Alta formazione in Comunicazione dei Servizi Pubblici dell'Università di Bologna, verrà prossimamente mandato in onda sulle reti Rai, nell'ambito dei programmi dell'accesso previsti dal Corecom, su Mediafriends (Mediaset), e, a livello locale, su TeleRomagna. La Rai lo trasmetterà in febbraio, mentre TeleRomagna, a partire da venerdì 21 gennaio, prevede 5 passaggi al giorno per 30 giorni, per un totale di 150, con lancio in occasione del telegiornale di venerdì stesso.

 

La sindrome da apnea ostruttiva del sonno colpisce il 4-8% dei maschi e il 2-4% delle donne fra i 30 e i 65 anni, ed è corresponsabile e aggravante di situazioni quali obesità, calo della libido, sonnolenza diurna, irritabilità, diminuzione dell'attenzione, disturbi neuro-comportamentali. Le apnee notturne si verificano comunque a tutte le età, a partire dai primi mesi di vita. Chi soffre di Osas rischia quattro volte in più rispetto a una persona normale di contrarre l'ictus, due volte e mezzo in più di diventare iperteso, e ha il doppio delle probabilità di ammalarsi di diabete, senza contare le gravi ripercussioni a livello neurologico, polmonare e cardiaco.

 

Come se non bastasse, tale patologia costituisce un serio problema di salute pubblica, dal momento che fra le sue conseguenze cliniche e sintomatologiche vi è la sonnolenza: l'Osas è fra le cause più frequenti di incidenti stradali e di infortuni sul lavoro. In questi due casi, si stima che i costi imputabili a tale sindrome siano rispettivamente di 838.014.000 euro e 101.083.761 euro. Sempre a questo proposito, il trattamento e mancato trattamento dei pazienti affetti dalla patologia pesa su collettività e Sistema Sanitario Nazionale per 3.014.983.300, con spese indirette per 1.189.297.932 euro (fonte: ricerca dell'Istituto superiore di Sanità del Crem - Centro di Ricerca Economica e Management in Sanità - dell'Università Carlo Cattaneo).

 

Lo spot, della durata di 30 secondi, mira dunque a sensibilizzare a informare la popolazione, su larga scala, dell'esistenza e pericolosità dell'Osas. Nel girato, vengono, infatti, illustrate alcune fra le possibile conseguenze dell'Osas: infarto, con immagini di un messaggio cardiaco; emiplegia derivante da ictus, zoomando sull'arto emiplegico di una persona che cammina; colpi di sonni, riprendendo un incidente stradale causato dalla sonnolenza del guidatore. Dopo questa carrellata, l'invito di Giletti: "Se russi, non dormirci sopra! Fai gli accertamenti necessari per scoprire se anche tu soffri di Osas... per salvarti la vita!".

 

«Ho trovato molta creatività nell'ambiente medico - commenta il regista Matteo Medri - Un valore che arricchisce e caratterizza uno spot che non gioca la carta dell'allarmismo. Il messaggio è chiaro e speriamo aiuti a prevenire e a salvare tante vite»

 

Una recente ricerca condotta da AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri) Emilia-Romagna, AIMS (Associazione Italiana Medicina del Sonno) e AOOI (Associazione Italiana Otorinolaringologi Ospedalieri), ha, infatti, evidenziato come, in Emilia-Romagna, su oltre 110mila pazienti affetti da Osas, solo 3mila ogni anno siano intercettati dai 17 centri regionali preposti alla cura di tale malattia.

 

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Fra questi vi è anche l'U.O. di Pneumologia dell'Ausl di Forlì che, grazie alla collaborazione dell'U.O. di Otorinolaringoiatria, garantisce un trattamento a 360 gradi dell'Osas, spaziando dalla terapia medica a quella chirurgica, e ponendosi così quale punto di riferimento in Regione.

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