Forlì, sala San Luigi: i miei primi dieci anni

Forlì, sala San Luigi: i miei primi dieci anni

Forlì, sala San Luigi: i miei primi dieci anni

FORLI' - Duecentomila presenze, 240 giorni di apertura e 210 spettacoli proposti: le cifre sui primi dieci anni di attività della Sala San Luigi sono prova eloquente della lungimiranza di don Giuseppe Paci. Il sacerdote riminese, direttore dell'Opera salesiana forlivese dal 1966 al 1970 e dal 1992 al 2002, sarà ricordato giovedì 25 febbraio, alle 21, nell'ambito delle celebrazioni ufficiali del Decennale del contenitore multimediale di via Nanni.

 

Dopo i saluti del direttore dell'Opera forlivese don Emanuele Cucchi, e la proiezione di un video girato da Adriano Valzania il 29 gennaio 2000, giorno dell'inaugurazione della facciata della Sala rinnovata, don Giovanni Granelli ed Elena Annuiti proporranno il diapomontaggio dei primi dieci anni di vita del centro polifunzionale. Al termine, il responsabile culturale Paolo Poponessi esporrà le prospettive future del centro. Durante la serata sarà presentata anche "Amarcord don Paci", pubblicazione curata da Giovanni Tassani sulla figura del grande sacerdote nel decennale della ristrutturazione del San Luigi da lui avviata nel 1998.

 

"Abbiamo pensato di dedicare l'evento a don Paci - spiega il responsabile del San Luigi don Giovanni Granelli - proprio perché è merito suo se i salesiani forlivesi e la stessa Sala sono parti attive ed integranti del tessuto socio-culturale della città". Nativo di Montefiore Conca, don Giuseppe, scomparso il 14 gennaio 2008 ad Arese, diresse l'Opera salesiana forlivese in due periodi distinti ma determinanti per la presenza degli emuli di Don Bosco a Forlì. Fu lui, negli anni '60, a riattivare il convitto studentesco "Orselli", agganciandolo ai grandi istituti aeronautici di cui Forlì è capofila in Italia. Sempre don Paci, nella seconda metà degli anni ‘90 convinse i vertici della multinazionale educativa salesiana ad investire su Forlì e sulla sua emergente vocazione universitaria, fino ad arrivare al numero attuale di 128 posti letto, ripartiti fra i 90 dello studentato universitario e i 38 a disposizione degli alunni Itaer. Sembra ieri - e invece sono già passati 12 anni - allorché don Paci annunciò alla città l'intenzione di riaprire il Cinema-Teatro "San Luigi". Progettato dal noto architetto forlivese Vincenzo Pantoli e inaugurato il 29 giugno 1893, lo storico locale ha ospitato decenni di eventi culturali ispirati da una città all'avanguardia nel teatro educativo. Nel 1942, acquisito dai Salesiani, è divenuto sala cinematografica e punto di ritrovo domenicale per almeno tre generazioni di forlivesi. Poi l'oblio, alla fine degli Anni '70, quando si chiamava Cinema Italia. I lavori di recupero, avviati nel 1998 su progetto dell'ingegner Franco Faggiotto e dell'architetto Annalisa Balzoni, terminarono con l'inaugurazione in pompa magna del 29 gennaio 2000.

 

La Sala multimediale San Luigi è subito ritornato luogo di ritrovo privilegiato in città per le attività sociali, ricreative e culturali, garanzia nel tempo dell'attenzione ad ogni tipo di pubblico, dai ragazzi, ai giovani, agli adulti. Lo dimostrano i diversi settori d'attività della Sala, da Cartoonia-cinema per ragazzi ai film di seconda visione, dal teatro dei burattini al San Luigi Musical, rassegna di teatro giovanile, fino ad Amarcord, la più nutrita rassegna di teatro dialettale in Emilia-Romagna, con la presenza in cartellone di ben 25 compagnie.

 

Piero Ghetti

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    Meno male che a Forlì c'è un cinema-teatro dove non proporranno mai una commedia o un film gay... un bene per i nostri ragazzi così disorientati

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