Forlì: salute, tre bollini rosa al Morgagni-Pierantoni

Forlì: salute, tre bollini rosa al Morgagni-Pierantoni

FORLI' - Riconfermati anche quest'anno all'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì i 3 bollini rosa per l'attenzione alla salute delle donne. Martedì 1° luglio 2008 è stata infatti presentata al Senato la seconda edizione dell'iniziativa promossa dall'osservatorio Onda, diretta a certificare l'eccellenza nei servizi di assistenza alle donne.

 

Al presidio ospedaliero forlivese, si sono aggiunti l'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, l'Ospedale di Guastalla e l'Ospedale Franchini di Montecchio Emilia.

Le strutture che quest'anno si sono candidate sono state 115, così ripartite: Italia settentrionale 55%, Italia centrale 19%, Italia meridionale 26%.

 

Il progetto "bollini rosa" è volto a identificare delle realtà clinico e/o scientifiche fortemente all'avanguardia nel panorama sanitario italiano, al fine di facilitare la scelta del luogo di cura da parte delle donne. Alle strutture ospedaliere che possiedono i requisiti identificati dall'Osservatorio vengono assegnati dei bollini rosa che attestano il loro impegno nei confronti delle malattie femminili. L'obiettivo di questa iniziativa è premiare le strutture che già possiedono caratteristiche a misura di donna e incentivare le altre ad adeguarsi nel tempo ai parametri definiti dall'Osservatorio.

«Considero un fattore essenziale di qualità - dichiara il sottosegretario al welfare Francesca Martini - la capacità degli ospedali italiani di accogliere le donne nei momenti più delicati della loro vita, con capacità professionali e tecnologiche di eccellenza, senza dimenticare come l'umanizzazione delle cure sia fattore strategico per "fare la differenza" anche su questo tema». Il bisogno di ospedali con un occhio di riguardo alla salute femminile è motivato dai numeri. Sono infatti quasi 5 milioni le donne ricoverate ogni anno in Italia, a fronte di poco più di 4 milioni di uomini. In media il tempo trascorso nei reparti è di una settimana, ma nelle ultrasettantacinquenni si arriva quasi a 10 giorni. Sono poi ben 2 milioni e 200mila le italiane che hanno bisogno di trattamenti in Day Hospital.

 

Tali differenze dipendono dalla composizione della popolazione del nostro Paese, in maggioranza femminile, ma sottolineano allo stesso tempo la necessità di porre ampia attenzione alla salute delle donne come principali utilizzatrici dei Servizi Sanitari.

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