Forlì, Samorì (Pd): "Il IX febbraio nell'anno del 150° dell'Unità d'Italia"

Forlì, Samorì (Pd): "Il IX febbraio nell'anno del 150° dell'Unità d'Italia"

FORLI' - 162 anni eppure non sentirli. E forse sentirne la mancanza in tempi in cui principi ed ideali sembrano avere perso, irrimediabilmente, il loro spessore. Vorrei ricordare quel IX Febbraio 1849, in un anno particolare come questo, quello delle celebrazioni ufficiali del 150esimo dell'Unità d'Italia che ci deve vedere tutti uniti, come italiani, memori delle nostra storia, che però è una storia più ampia, europea e internazionale perché è una storia dei nostri esuli risorgimentali che trovò un sostegno e coinvolgimento più ampio nell'opinione pubblica internazionale.


Ed ebbe un contributo fondamentale da parte delle donne, che furono spesso anima, ma anche sostegno operativo e morale del movimento risorgimentale. Una pagina di storia, quella della Repubblica romana, troppo spesso volutamente ignorata, e forse per la potenza creatrice della sua esperienza. La storia non è mai solo una mera esposizione di eventi, al contrario è una poderosa realtà in azione, da cui possiamo certo trarre fondamenti. Come lo fu la vicenda della Repubblica romana del 1849. Profondamente.


E nel caso dei principi fondamentali della carta costituzionale della Repubblica romana disegnano un progetto di Stato straordinario e attualissimo che conquisterà poi le "prime pagine" della Costituzione della repubblica italiana del 1946, che da quella trarrà radici. In particolare, il quarto punto afferma un capolavoro di moderna politica internazionale precisando il concetto regolatore dei rapporti tra le nazioni: "La Repubblica riguarda tutti i popoli come fratelli: rispetta ogni nazionalità: propugna l'Italiana".


Quell'ideale, che 162 anni fa visse una brevissima vita ufficiale nella costituzione della repubblica romana del 1849 oggi dovrebbe essere recuperato da tutti noi. E' tempo di tornare a pensare l'"altro"; è tempo di tornare a pensare "noi", come collettività, italiana ed europea. La crisi alle porte non giocherà a nostro favore: potrebbe scompaginare fatalmente le carte della storia e l'etica dei valori della democrazia che su quelli sta ancorata. In questo senso il linguaggio è importante perché comunica, premia o ridicolizza, stimola comportamenti civili o violenti. Mazzini come tanti altri personaggi illustri che hanno fatto grande la storia d'Italia non furono solo agitatori politici né solo rivoluzionari: furono soprattutto uomini che a costo di qualsiasi sacrificio testimoniarono Pensiero e Azione. Forse le nostre sfide sono nuove. Gli strumenti con cui le affrontiamo forse sono nuovi. Ma i valori da cui dipende il nostro successo, sono lì. Nella nostra storia.

 

Sara Samorì

Consigliere comunale PD

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -