Forlì, sanità: delegazione in Svezia per allenare dirigenti e mister a trattare l'atleta adolescente

Forlì, sanità: delegazione in Svezia per allenare dirigenti e mister a trattare l'atleta adolescente

FORLI' - In Svezia per insegnare a dirigenti, allenatori e funzionari sportivi come trattare l'atleta adolescente. Lunedì 16 agosto, la dott.ssaNancy Inostroza, responsabile del Consultorio Giovani dell'Ausl di Forlì, la dott.ssa Loretta Raffuzzi, del medesimo servizio, eFrancesca Blamonti, del Comune di Forlì voleranno a Piteå nell'ambito del Progetto europeo  "P.Y.S.T. - Partnership for Youth Sport Trainers" realizzato dal Comune di Forlì in collaborazione con l'Azienda Usl di Forlì, il Comune svedese di Piteå e laProvincia spagnola di Jaen. La trasferta svedese è la quarta tappa del programma, finalizzato a condividere e trasferire le competenze maturate a Forlì, grazie ai corsi "Uno sport da ragazzi", ai formatori spagnoli e svedesi.

 

L'iniziativa ha visto inizialmente un seminario transnazionale, organizzato a febbraio nella nostra città, cui hanno partecipato funzionari ed educatori sportivi italiani, svedesi e spagnoli aderenti al progetto; quindi, le dott.sse Inostroza e Raffuzzi si sono recate in Spagna per prestare la propria consulenza e confrontarsi sulle migliori pratiche attualmente in uso. Ora, è la volta della Svezia. Terminata questa prima fase di formazione, i tre partner saranno chiamati a organizzare appositi corsi per gli educatori sportivi che allenano atleti adolescenti. A marzo 2011, in Svezia, si terrà un nuovo seminario transnazionale per la valutazione delle esperienze mentre a giugno, a Forlì, si celebrerà il convegno conclusivo, in cui verrà stilato il bilancio finale.

 

«Obiettivo della missione in Svezia - illustra la dott.ssa Inostroza - è aiutare i nostri partner svedesi a preparare i corsi che partiranno a settembre. L'Europa ha scelto noi perché in questo campo siamo all'avanguardia: in nessun altro paese esistono iniziative simili». Il Consultorio giovani dell'Ausl di Forlì è, infatti, impegnato da tempo nella formazione di chi allena gli adolescenti e la dott.ssa Inostroza, insieme alla dott.ssa Raffuzzi e alla dott.ssa Barbara Casadei, ha anche pubblicato un volume ad hoc, "Uno sport da ragazzi", edito da Carrocci. «Ci siamo accorti che queste persone, pur preparatissime dal punto di vista tecnico, avevano delle lacune sotto l'aspetto relazionale, psicologico, comunicativo - spiega la dott.ssa Inostroza - per l'adolescente, tuttavia, il mister è spesso una figura cruciale, scelto come interlocutore privilegiato in una fase della vita in cui i rapporti coi genitori sono a volte tesi e conflittuali».

 

E' per questo che l'allenatore, senza trasformarsi in uno psicologo, deve comunque avere «un atteggiamento di ascolto ed empatia verso i ragazzi», evitando di utilizzare modi troppo rudi, come urla e grida, o cercando di non seguire solo i più bravi. «In molti casi, circa uno su cinque, l'adolescente abbandona la pratica sportiva a causa del comportamento del proprio mister - prosegue la dott.ssa Inostroza - al contrario, è importante che ciò non accada, perché lo sport, oltre a favorire il benessere fisico e psichico del giovane, rappresenta un'esperienza straordinaria per la crescita della persona, promuovendo l'autonomia, l'autostima, la capacità di progettare e superare momenti di crisi. Inoltre, si pone come fattore antagonista rispetto al disagio e a possibili devianze, imponendo stili di vita sani e corretti». In questi anni, l'esperienza condotta dal Consultorio ha dato buoni risultati. «Chi ha partecipato ci ha riferito che quanto appreso gli è servito molto - racconta la dott.ssa Inostroza - in seguito ai corsi, ci sono stati portati anche ragazzi con problematiche. D'altra parte, quella degli allenatori è una categoria molto disponibile, pronta a mettersi in gioco».

 

Quanti non avessero ancora seguito il corso, avranno la possibilità di iscriversi alla quinta edizione, in programma a partire dal 23 settembre per un totale di 10 incontri, a cadenza quindicinale, di tre ore ciascuno. «Le potenzialità dello sport non si realizzano automaticamente: sono gli adulti, allenatori, genitori, dirigenti che posso trasformare la pratica sportiva in un contesto educativo favorevole alla crescita sana - illustra la dott.ssa Inostroza - con quest'iniziativa intendiamo fornire agli educatori sportivi strumenti conoscitivi per capire la psicologia dell'adolescente, sviluppare abilità relazionali per individuare eventuali situazioni di disagio, e capacità sociali in modo tale da sapere verso quali servizi del territorio indirizzare il ragazzo in caso di bisogno. La nostra forza, infatti, è il lavoro in rete con tutti gli attori socio-sanitari del territorio. E proprio questo è quanto abbiamo cercato di far capire ai partner svedesi e spagnoli».

 

Gli incontri si terranno dalle 20.30 alle 23.30 in via G. Saffi 18. Per iscriversi, è possibile telefonare al 0543 731141, o inviare una e-mail a n.inostroza@ausl.fo.it entro il 10 settembre.

 

 

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