Forlì, sanità: due mammografi all'ospedale, si rafforza la lotta contro il cancro

Forlì, sanità: due mammografi all'ospedale, si rafforza la lotta contro il cancro

Forlì, sanità: due mammografi all'ospedale, si rafforza la lotta contro il cancro

Il percorso senologico dell'Ausl di Forlì compie un ulteriore salto di qualità grazie alla generosa donazione di due mammografi digitali da parte della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, per un valore complessivo di 450mila euro, e all'apertura di due nuovi ambulatori di piccola chirurgia della mammella, diretti a effettuare tutti gli interventi "minori" e alleggerire così la mole di lavoro della sala operatoria di senologia. La doppia inaugurazione è andata in scena sabato mattina, alla presenza delle autorità cittadine.

 

Alla cerimonia, sono intervenuti, infatti, il Direttore generale dell'Ausl di Forlì Licia Petropulacos, il sindaco Roberto Balzani, il vice-presidente della Provincia di Forlì-Cesena Guglielmo Russo, il presidente della Conferenza socio-sanitaria territoriale Paolo Zoffoli, il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì Piergiuseppe Dolcini. Dopo il saluto delle autorità, il dott. Fabio Falcini, direttore dell'U.O. di Prevenzione Oncologica, il dott. Secondo Folli, direttore dell'U.O. di Senologia, e la dott.ssa Silvia Mambelli, direttore del Servizio Infermieristico e Tecnico, hanno illustrato gli interventi effettuati per migliorare ulteriormente l'assistenza delle donne affette da tumore al seno, attraverso una sempre più forte sinergia fra l'U.O. di Prevenzione Oncologica e l'U.O. di Senologia. Quindi, ci si è trasferiti nel reparto di Prevenzione Oncologica per il taglio del nastro.

 

Dopo la visita della 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato, che ne ha sottolineato il livello d'eccellenza, il gruppo multidisciplinare senologico forlivese è impegnato nella trasformazione formale in vera e propria breast unit. Per raggiungere tale obiettivo, si sta realizzando una sempre più stretta integrazione fra l'U.O. di Prevenzione Oncologica e l'U.O. di Senologia. Uno degli esempi è rappresentato dall'apertura di un nuovo ambulatorio per la piccola chirurgia senologica, ricavato all'interno dell'U.O. di Prevenzione Oncologica. I locali, cui si accede dalla sala d'attesa, verranno utilizzati dal dott. Folli e dalla sua équipe per effettuare tutti gli interventi "minori", quali la ricostruzione dei capezzoli nelle pazienti già operate o l'asportazione di noduli benigni, in modo tale da alleggerire il lavoro della sala operatoria di chirurgia senologica e contribuire a ridurre le liste d'attesa.

Sempre nell'ottica dell'integrazione, è stato nominato un unico coordinatore per il personale infermieristico e tecnico dell'U.O. di Prevenzione Oncologica e dell'U.O. di Senologia. Inoltre, sono state individuate due infermiere case-manager chiamate a prendersi cura delle donne operate lungo tutto il percorso senologico. Tali figure hanno il compito di realizzare il collegamento e l'integrazione fra i diversi professionisti coinvolti, assicurando continuità di cura e mettendo la paziente al centro di un percorso personalizzato di assistenza.

 

I due mammografi digitali "Senographe Essential", completi delle relative Workstation di refertazione, rappresentano, invece, un importante passo avanti nell'ambito della prevenzione, garantendo da una parte valutazioni ancor più accurate e precise, con la possibilità di individuare neoplasie sempre più piccole, dall'altra maggior comfort alle pazienti. Grazie alla piattaforma avanzata per mammografia digitale Full-Field, e alla pista esclusiva in rodio per aumentare il contrasto e la visibilità di lesioni in seni densi o difficili, aumenta, infatti, la possibilità di rintracciare la malattia in fase iniziale rispetto alle attuali macchine analogiche. Gli esclusivi algoritmi grafici migliorano poi la qualità dell'immagine, favorendo contrasto, nitidezza e velocità di lettura. In questo modo, la diagnosi si effettua in tempi pressoché immediati.

Sul versante del comfort, il grande rivelatore di 24 x 31 cm consente di accogliere i seni di tutte le forme e dimensioni, sottoponendo a scansione qualunque donna, con cuscinetti ergonomici, flessibili e decentrati, anche per i seni molto piccoli. I mammografi sono dotati di esposimetro automatico e di un processore di controllo in grado di personalizzare l'esecuzione della mammografia alle dimensioni ed alla struttura ghiandolare, e di ottenere il migliore risultato possibile utilizzando la dose più bassa.

Il tempo di esposizione molto breve, infine, permette parecchie ripetizioni al minuto, con un'ottimizzazione del flusso di lavoro, e, soprattutto, una quantità inferiore di radiazioni emesse.

Con l'installazione dei nuovi mammografi, sono state dismesse sia le vecchie apparecchiature analogiche sia le sviluppatrici dedicate: grazie al sistema digitale, non ci sarà più bisogno di acquisire pellicole né chimici di sviluppo, e sarà possibile collegarsi anche con le altre Ausl della Romagna, realizzando sinergie e integrazioni sempre maggiori.

 

Il tumore al seno è il più frequente nel sesso femminile, e rappresenta il 25% di tutti i tumori che colpiscono le donne. Tale neoplasia costituisce, inoltre, la prima causa di morte per tumore nel gentil sesso: una donna su 33 ha la probabilità di morire di cancro alla mammella. Negli ultimi anni, tuttavia, a fronte di un aumento dell'incidenza, si è registrata una riduzione della mortalità. A Forlì, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di tumore della mammella sfiora il 90%, con una crescita, negli ultimi vent'anni, dell'8,1%. Risultati conseguiti in virtù del proficuo lavoro svolto dal gruppo senologico multidisciplinare formato dagli specialisti di diversi reparti: la Prevenzione oncologica, la chirurgia senologica, l'anatomia patologica, la medicina nucleare, la radioterapia, l'oncologia dell'Irst, la fisiatria, e l'anestesia. Inoltre, sono parte integrante del percorso il chirurgo plastico, la psiconcologa e la genetista. Tutti questi professionisti sono in costante contatto, con riunioni settimanali dirette a valutare la situazione del paziente e personalizzare il più possibile il percorso di cura. Per quanto riguarda le prestazioni erogate, l'U.O. di Prevenzione Oncologica, nel solo 2010, ha effettuato 19.666 ecografie e 23.101 mammografie, ricorrendo a 768 citologie mammarie, 637 prelievi microistologici e 399 risonanze magnetiche. Sono stati poi 616 i casi in cui si è richiesta una consulenza dal genetista, mentre le consulenze dallo psicologo sono state 404. Sul fronte dell'attività chirurgica, invece, nel corso del 2010 sono stati superati i 700 interventi, con circa 400 nuovi casi di tumore della mammella affrontati, ben al di sopra dei requisiti previsti per un Centri di Riferimento Regionale.

 

Sul fronte della prevenzione, fondamentale è una diagnosi precoce. Nel caso si ravvisino sintomi quali nodulo palpabile, retrazioni di capezzolo o cute, secrezione dal capezzolo, è necessaria, a qualsiasi età, una visita specialistica. Quest'ultima è comunque consigliabile, fra i 20 e 30 anni, a prescindere dalla presenza o meno di tali sintomi, in modo tale da stabilire una corretta strategia di prevenzione in base ai fattori di rischio. Il programma di screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella interessa tutte le donne dai 45 ai 74 anni, chiamate a effettuare - con cadenza annuale quelle dai 45 ai 49 anni e biennale quelle dai 50 ai 74 anni - una mammografia. A Forlì, l'adesione al programma è pari al 76%, nettamente al di sopra della media regionale (65%). I benefici dello screening sono evidenti: nelle donne che vi partecipano, la percentuale di tumori precoci riscontrati è pari al 55,5% contro il 37,8% di chi non aderisce, mentre quelli in stadio avanzato sono il 28,3%, percentuale che sale al 42,7% fra le donne non aderenti. La possibilità di individuare un tumore in stadio precoce ha importanti riflessi sul tipo d'intervento chirurgico, che risulta nella maggior parte dei casi (75,6%) conservativo per le donne che si sottopongono a screening, e solo in minima parte demolitivo (24,4%). Al contrario, nelle pazienti che non partecipano, gli interventi demolitivi costituiscono il 42% degli interventi totali.

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