Forlì, sanità. Gipo: percorsi semplificati per pazienti complessi

Forlì, sanità. Gipo: percorsi semplificati per pazienti complessi

FORLI' - Ricevere, con un solo accesso in ospedale, i pareri di tutti gli specialisti più qualificati nella cura della neoplasia polmonare, e uscire sapendo quale sarà il percorso diagnostico, terapeutico e di follow up da seguire, con l'ulteriore vantaggio di vedersi già fissati i vari esami cui sottoporsi, è ciò che auspica il paziente al centro di un sistema sanitario maturo.

 

Grazie al Gruppo Interdisciplinare di Pneumo-Oncologia (Gipo), a Forlì tale aspettativa è realtà. L'iniziativa, riservata a malati complessi e realizzata in collaborazione fra Ausl di Forlì e Irst di Meldola,  rientra fra i percorsi allestiti dall'Azienda per la presa in carico globale del paziente che, una volta entrato nel sistema, viene accompagnato passo passo in tutto il suo iter di cura, senza doversi preoccupare di nulla.

 

«Il Gipo è un ambulatorio multidisciplinare che riunisce settimanalmente vari specialisti per offrire un punto di riferimento unico, altamente qualificato e chiaramente identificabile nella gestione di pazienti complessi, affetti e/o col sospetto di neoplasie primitive toraciche - illustra il dottor Davide Dell'Amore, direttore del Dipartimento Toracico dell'Ausl di Forlì e dell'U.O. di Chirurgia Toracica - il soggetto viene visitato con un solo accesso da tutti i professionisti coinvolti, i quali stilano poi una relazione clinica in cui si esplicita l'intero iter diagnostico-terapeutico e il follow up». Per quanto riguarda l'Ausl di Forlì, il Gipo vede in prima linea anatomo patologo, chirurgo toracico, pneumologo medico, pneumologo interventista, medico nucleare, radiologo e radiologo interventista, mentre per l'Irst partecipano al gruppo oncologo, radiologo e radioterapista. I pazienti possono entrare nel percorso da varie porte.

 

«I soggetti trattati possono essere indicati dai reparti di riferimento, che selezionano chi è meritevole di approccio multidisciplinare - illustra il dottor Dell'Amore - oppure da medici di medicina generale e Irst. Una buona parte, infine, proviene dalle Ausl circostanti, emiliano-romagnole e non, per ricevere un ulteriore parere, segno che il gruppo è divenuto un punto di riferimento importante». Dal 3 maggio 2007, data in cui è stato formalizzato il Gipo, al 31 dicembre 2008, sono state effettuate 490 prime visite. In seguito a queste ultime, 255 pazienti sono stati inviati a trattamenti chemioterapici, 60 all'U.O. di Chirurgia Toracica, 80 a un percorso di radioterapia, 20 a una struttura di Hospice. Infine, 70 soggetti sono stati sottoposti a follow up.

 

Quella di ritrovarsi insieme per discutere e valutare i casi clinici in materia pneumologica è un'abitudine consolidata per i professionisti dell'Ausl di Forlì. Con la nascita dell'Irst, si è deciso di formalizzare l'esperienza, costituendo il Gipo. «Come specialisti teniamo almeno un incontro alla settimana, oltre a riunirci ogni volta che c'è bisogno - spiega il direttore - le patologie esaminate comprendono tutte le neoplasie polmonari più quelle di mediastino, parete toracica e diaframma. Il vantaggio è duplice: il paziente si vede garantito un percorso semplificato, ottenendo con una visita tutti i pareri di cui ha bisogno nonché il programma completo del proprio iter diagnostico- terapeutico, mentre i medici beneficiano di un aggiornamento continuo, grazie alla divulgazione, all'interno del gruppo, delle novità che interessano le rispettive specialità e che devono essere patrimonio culturale comune».

 

Il Gipo dispone inoltre di due appendici, una interamente dedicata alla cura del mesotelioma pleurico, l'altra alla cura della patologia neoplastica del terzo inferiore dell'esofago e cardias. «Il mesotelioma pleurico viene trattato a parte in quanto presenta caratteristiche peculiari - sostiene il dottor Dell'Amore - tale neoplasia sarà, purtroppo, il tumore del futuro, non a caso al gruppo partecipano sia l'Università di Ancona, per studi di biologia molecolare, sia l'U.O. di Oncologia del Sant'Orsola di Bologna col programma Simpe 2, una ricerca multicentrica nazionale sul trattamento multimodale (effettuando in successione chemioterapia, intervento, chemio e radioterapia ndr) del mesotelioma pleurico».

 

 La patologia neoplastica di esofago, terzo inferiore, e cardias, viene invece affrontata in collaborazione con l'U.O. di Chirurgia Generale Gem, diretta dal dottor Domenico Garcea (a capo anche del Dipartimento di Chirurgia Generale), e l'U.O. di Chirurgia Toa, diretta dal dott. Giorgio Maria Verdecchia, anche in questo caso con trattamento multimodale. «L'attività, su questo versante, è in costante aumento - commenta il direttore - dai 10 interventi al cardias del 2006 siamo passati ai 25 del 2007».

 

Oltre che sul versante clinico, il Gipo è assai impegnato anche dal punto di vista scientifico, con l'organizzazione di incontri e convegni e la conduzione di studi e ricerche. «Una volta al mese teniamo un Journal Club, in cui si sceglie un argomento esaminando e discutendo tutto ciò che la letteratura più recente ha prodotto al riguardo - illustra il dottor Dell'Amore - inoltre, allestiamo un appuntamento annuale di rilevanza internazionale: nel 2009, il corso d'aggiornamento sarà dedicato a cancro del polmone ed al mesotelioma pleurico, con la partecipazione di illustri  ospiti italiani e stranieri fra i quali il Prof. Peter Goldstraw (Consultant Thoracic Surgeon, Royal Brompton Hospital, London, Professor of Thoracic Surgery, Imperial College, London, Chair, IASLC Lung Cancer Staging Project)». Il congresso si svolgerà il 16-17 aprile all'Irst di Meldola.

 

«La nostra Ausl ha scelto una modalità organizzativa che pone il paziente al centro e i professionisti a ruotargli intorno, attraverso la presa in carico globale del malato e un approccio multidisciplinare e trasversale alle varie specialità - commenta il Direttore generale Claudio Mazzoni - tutto ciò è possibile anche per il clima di dialogo e collaborazione che regna fra i nostri medici, vero valore aggiunto e punto di forza di questa Ausl. Il Gipo, in particolare, offre al cittadino un percorso interamente interno all'Azienda che, anche in virtù della nascita dell'Irst, offre tutte le opportunità diagnostiche e terapeutiche di cui il soggetto ha bisogno. L'ambulatorio multidisciplinare poi garantisce rapidità d'intervento, con un tempo massimo di attesa di 7-10 giorni per ogni richiesta di visita e/o consulenza, riduzione dei tempi di diagnosi e stadiazione, ed eliminazione degli esami superflui e non pertinenti. Infine, il paziente viene sollevato, almeno, dallo stress che comporta l'organizzazione della fase diagnostico- terapeutica».

 

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