Forlì, sanità in dieta. Sul territorio fino a 7,5 milioni in meno

Forlì, sanità in dieta. Sul territorio fino a 7,5 milioni in meno

Il direttore generale dell'Ausl Forlì, Licia Petropulacos

FORLI' - Comincia il lavoro. La nuova progettualità della sanità forlivese deve fare i conti con "una situazione un po' più grave del previsto - afferma il direttore generale dell'Ausl Forlì, Licia Petropulacos - ci aspettavamo un incremento delle risorse del 2,6% (circa 7,5 milioni), mentre, ad ora, l'aspettativa scende allo 0,7%. Potrebbe anche non esserci alcun incremento. Questo significa un ammanco che va dai 4,5 ai 7,5 milioni di euro. Fino ad ora non è stata trovata traccia di un Pal (Piano attuativo locale)".

 

Le dichiarazioni della Petropulacos rivelano come di questo strumento "previsto dall'ordinamento", almeno da 15 anni non vi fossero tracce per l'Ausl di Forlì. "L'ultimo trovato, tra l'altro tramite gli archivi della Regione, risale al 95-97". Insomma si riparte con la programmazione.

 

L'attuale Atto di indirizzo e coordinamento della Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria, (definito nel settembre 2008) ed il conseguente Piano di Zona per la salute ed il benessere 2009-2011 sono stati redatti prima della rideterminazione dei risultati di esercizio aziendali 2008 e 2009, a seguito dei quali è stato richiesto all'Ausl la predisposizione di un piano di rientro pluriennale dal disavanzo strutturale (stimato tra i 50 ed i 60 milioni), nonché, prima, dell'attuale manovra governativa in materia di stabilizzazione finanziaria e degli inevitabili impatti in termini di risorse disponibili a valere per gli anni 2010-2013.

 

Intanto è ufficiale che l'ex Ipab Zauli di Dovadola ha ritirato il ricorso e vuole entrare a far parte della Asp forlivese, appena costituita, ma il presidente della Conferenza territoriale sanitaria, Paolo Zoffoli e l'assessore al welfare del Comune di Forlì, Davide Drei, confermano come le verifiche sul bilancio dell'Asp dovadolese siano fondamentali, per accertarsi che l'eventuale entrata non vada a squilibrare il bilancio della neonata azienda.

 

"Il modello della sanità forlivese vuole programmarsi - sottolinea il Sindaco, Roberto Balzani - si tratta di una strategia di rilancio, non difensiva". "Un approccio ordinato - definisce il vicepresidente della Provincia, Guglielmo Russo - che produca un assetto compatibile con le risorse disponibili". Si propone un'organizzazione del documento suddiviso per livelli essenziali di assistenza in quanto funzionale ad un'analisi che possa confrontare la realtà aziendale forlivese con il livello medio regionale in termini di costi pro-capite e consumi, nonché modalità in linea con altri documenti programmatori regionali.

 

I livelli: Assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro, Assistenza distrettuale, Assistenza ospedaliera, Integrazione socio-sanitaria. Lavoreranno tre gruppi formati da professionisti che avranno il compito di analizzare le tematiche 8 e formulare le ipotesi. La valutazione finale spetterà sempre alla Conferenza territoriale sanitaria. La convocazione dei gruppi è prevista per il 14 dicembre e la conclusione del loro lavoro entro fine marzo.

 

Chiara Fabbri

 

 

 

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