Forlì, sanità. L'Ausl fa scuola sul trauma cranico

Forlì, sanità. L'Ausl fa scuola sul trauma cranico

FORLI' - C'è anche Forlì fra i centri che hanno contribuito alla definizione delle nuove linee guida sul trauma cranico lieve. Il registro seguito dal dottor Andrea Fabbri, che dal 1999 ha schedato oltre 10mila casi di trauma cranico afferiti al Pronto Soccorso forlivese, è stato infatti utilizzato dal neurochirurgo americano Sherman Stein, della Pennsylvania University of Philadelphia, nel suo lavoro di confronto fra i diversi indirizzi in materia. Lo studio, cui ha partecipato lo stesso dottor Andrea Fabbri, medico del Pronto Soccorso dell'Ausl di Forlì, è stato pubblicato sul numero di febbraio degli Annals of Emergency Medicine, la più importante rivista dell'area dell'Emergenza.

 

«Il registro sul trauma cranico della nostra Ausl è fra i più ampi al mondo e il professor Stein l'ha quindi considerato particolarmente significativo per il suo studio comparativo - illustra il dottor Fabbri - alla fine, è emerso che non esiste una linea guida più efficace di altre, ma che una risulta più adatta a seconda del contesto in cui si vuole applicarla».

 

Oltre che dal punto di vista clinico, assistenziale e tecnologico, l'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì si conferma quindi all'avanguardia pure sotto il profilo dell'attività scientifica «Anche in una sede "periferica" di Pronto Soccorso - commenta il dottor Alberto Vandelli - si può fare ricerca, pubblicare a livello internazionale ed essere riconosciuti come esperti. La nostra casistica è tanto rilevante da essere tenuta in considerazione da superesperti europei e americani, e ispirare decisioni su nuove linee internazionali». Dal 1999, anno in cui, a Forlì, è iniziato il lavoro su tale patologia, sono stati raccolti dati che ad oggi raggiungono i 15mila casi, con una media di circa 1.500-1.600 l'anno.

 

A coordinare l'attività di ricerca sul trauma cranico nei suoi vari aspetti è il dottor Andrea Fabbri. «Tale attività è cominciata nel 1999 grazie alla collaborazione con il dottor Franco Servadei, all'epoca direttore della Neurochirurgia del "Bufalini" di Cesena e oggi direttore del Dipartimento dell'Emergenza dell'Ausl di Parma. Questo rapporto ha consentito di condurre diversi studi con ricadute sia in termini di collaborazioni scientifiche internazionali sia in termini di attività clinica e organizzazione locale». 

 

 

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