Forlì, sanità. Pasini (Udc): "Bologna ci prende in giro"

Forlì, sanità. Pasini (Udc): "Bologna ci prende in giro"

Forlì, sanità. Pasini (Udc): "Bologna ci prende in giro"

L'allarme sanità e il suo futuro viene ripreso dalSegretario Provinciale Udc Andrea Pasini, secondo cui gli "unici che non sembrano avere completamente compreso la gravità della situazione sanitaria, specie per il futuro prossimo, sono i Partiti al governo delle nostre Amministrazioni Comunali, Pd in testa, i cui dirigenti della Sanità non sembrano particolarmente interessati alla soluzione dei problemi, sia in termini occupazionali che di qualità ed efficienza dei servizi erogati".

 

"La necessità di interventi rapidi in merito alle difficoltà che si presentano - afferma Pasini - è stata espressa in termini drammatici anche da validissimi primari dell'Ospedale Morgagni-Pierantoni, che evidenziano come la riduzione di centinaia di posti di lavoro (medici e infermieri) non possa che produrre tagli di servizi, tempi lunghi di attesa per le visite specialistiche, smantellamento graduale di quanto realizzato in questi anni".

 

L'ospedale Morgagni- Pierantoni, divenuto oggetto di studi e di osservazione da parte del mondo scientifico per i brillanti risultati ottenuti, sia dal punto di vista medico che tecnologico, corre il rischio di "trasformarsi in un Ospedale di Provincia: tutto ciò in nome di Area Vasta e dell'ipotizzata unificazione con la Ausl di Cesena, in ossequio agli ordini che arrivano da Bologna".

 

"I nostri pallidi Amministratori (Sindaco e presidente della conferenza sociale-sanitaria) - continua Pasini - stante la debolezza politica del Partito Democratico, ricevono puntualmente da Bologna solo disposizioni "ad attuare": né è testimonianza il recente incontro con il Presidente Errani e le affermazioni fatte dal Sindaco Balzani nell'ultimo Consiglio comunale sui vari argomenti relativi ad area vasta".

"E' ben risaputo che la Regione è la causa di tutto il dissesto che regna nella Sanità forlivese - sostiene l'Udc -: il precariato è sempre stato presente nelle varie Ausl Regionali. Nell'Ausl di Forlì si era cercato di porre rimedio fin dal 2007, quando l'allora Direttore Generale con apposita deliberazione (n° 126, 14 maggio 2007) aveva cercato di provvedere con ampliamento della pianta organica utilizzando l'istituto del stabilizzazione prevista dall'art. 59 della Legge Finanziaria 2007 proponendo l'inserimento in organico di numero 143 persone con diversa qualifica professionale. Tale delibera, regolarmente trasmessa alla Regione, per il controllo e dopo tempestivi chiarimenti trasmessi, venne dalla stessa Regione, inesorabilmente ritirata anche, a quanto sembra, su pressioni dei soliti Dirigenti di Area Vasta".

 

"Invito pertanto i cittadini - conclude Pasini - a vigilare affinché l'Ospedale forlivese continui ad avere quel ruolo strategico a livello umano, tecnologico, professionale, raggiunto in questi anni e raccolgo l'invito alla collaborazione e al dialogo con i partiti che governano la città, secondo quel noto principio che la Sanità non è né di destra né di sinistra. E' ben vero, comunque, che anche l'attuale crisi nella gestione della sanità forlivese è da ricercarsi nei poteri forti regionali, a cui il PD locale non riesce ad opporsi. Mi chiedo, infine quale futuro si prospetta, per il 2011, per gli Ospedali di Santa Sofia e Forlimpopoli, anch'essi nel mirino del ridimensionamento e della parziale dismissione di unità operative o loro parti".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di germano pestelli
    germano pestelli

    L'analisi di Pasini è attenta e sostanzialmente rispondente al vero in molti suoi passaggi.Il riferimento alla politica è verissimo: al di là di dichiarazioni di facciata la sostanza è che la politica forlivese o è debole o è fuorigioco.Da quest'altra parte: Direzione e professionisti si sta cercando di fare molto piu' del possibile per non far mancare ai cittadini i servizi di cui hanno bisogno.Mi permetto pero' di fare anche qualche considerazione tecnica: in questo momento la ricerca dell'appropriatezza terapeutica,diagnostica etc.dovrebbe essere elemento prioritario per tutti :aziendali,paraaziendali ed esterni convenzionati.Forlimpopoli e Santa Sofia vanno rivisti alla luce di una moderna ottica sanitaria e verametne riconvertiti a qualcosa di ancor piu' vicino ai bisogni reali della popolazione(le idee cisono,basta cercare di praticarle).Ricordo che se il dott.Nardozzi e il dott.Pieratelli non avessero fatto "tagli" su alcuni ospedali periferici e rivisto il Morgagni-Pierantoni ,a Forli non avremmo mai avuto l'eccellenza di cui ora ci vantiamo.Il problema è che ,in questo momento,forse i professionisti possono,se lasciati,soli non avere la forza politica di prospettare un futuro adeguato alle necessità.Poi Area vasta o no..non è questo il problema: il problema è di come attuarla e gestirla e non di subirla come si è fatto dal 2005 in poi,con qualche maggiore resistenza recente ma quando ormai,come si suol dire,molti "buoi erano scappati".Buon lavoro a tutti,ce ne è veramente bisogno.

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