Forlì, sanità. Pasini (Udc): "Forte preoccupazione per il futuro dei precari dell'Ausl"

Forlì, sanità. Pasini (Udc): "Forte preoccupazione per il futuro dei precari dell'Ausl"

Forlì, sanità. Pasini (Udc): "Forte preoccupazione per il futuro dei precari dell'Ausl"

"Come in altre occasioni, esprimo la mia preoccupazione per il personale precario dell'Ausl". Continua Andrea Pasini, segretario provinciale dell'Unione di centro, a spingere sul tasto della sanità. Si dice preoccupati per il futuro dei precari "non solo per riaffermare il diritto sacrosanto al lavoro, ma anche a garanzia del diritto alla salute di ogni cittadino di questo territorio. L'alto livello dei servizi sanitari oggi garantito dalla nostra azienda sanitaria è merito anche di quel personale, che, pur in posizione precaria, ha garantito continuità di servizio".

 

Per Pasini "da parte della Direzione Generale Ausl si sottovaluti il problema. Anzi, sembra quasi doveroso lasciare a casa personale, per una logica di finanzia pubblica, senza alcuna garanzia di continuità dei servizi".

 

"Esprimo, quindi, tutto il mio sostegno a tale personale, che ha dato un importante contributo di crescita e di sviluppo alla sanità forlivese - dice Pasini -. Vorrei, inoltre, ricordare che l'Azienda Usl di Forlì ha in "comando" presso l'Irst una settantina di unità di personale: l'istituto contrattuale del "comando" è stato utilizzato per garantire l'avvio dell'Istituto attraverso un "know out" di qualificato livello. Per cui non solo il personale medico oncologico è stato comandato all'Irst, ma anche personale infermieristico, tecnico, medici anestesisti, medici radiologi, personale amministrativo, OSS provenienti dai vari servizi dell'Ausl di Forlì, che, per le competenze già acquisite, potevano garantire l'avvio migliore dell'Irst".

 

"Certamente il "comando", come concepito fin dall'inizio, rappresenta una forma di "cessione di personale" a termine, che doveva coincidere con la fine della sperimentazione - aggiunge Pasini -. A questo punto in considerazione delle difficoltà di personale che coinvolge l'Ausl di Forlì, al fine di sopperire a tale nuova criticità, si suggerisce di fare rientrare tutto il personale in comando all'Irst presso l'Azienda Usl di Forlì (ad eccezione del personale medico oncologico, che per forza di cose non potrebbe vedere una sua collocazione all'interno dell'Ausl, tranne poche eccezioni), che, in quanto già in organico Ausl non risente di alcun vincolo di sorta e orientare il personale precario oggi in forza Ausl a rischio di posto verso l'Irst, che da parte sua non sottostà ai vincoli della finanziaria".

 

"Mancano pochi giorni alla fine dell'anno - ricorda Pasini -, e da gennaio se nulla muta, parte dei precari non sarà più in forza al nostro presidio ospedaliero, creando ulteriori gravi disservizi alla nostra collettività: mi auguro che questa "umile" proposta venga presa in considerazione, al fine di "limitare" il danno".  

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