Forlì, sanità. Pdl: "Serve incontro tra forze politiche e istituzioni"

Forlì, sanità. Pdl: "Serve incontro tra forze politiche e istituzioni"

"Il nostro silenzio di questi giorni non era dovuto al disinteresse verso la situazione della sanità, ma alla  nostra  precisa volontà di non ridurre ad una sterile bagarre politica una questione di fondamentale importanza per la salute dei cittadini. Cosa che ci era stata anche richiesta dai primari in attesa di un loro intervento".

 

"Intendiamo esprimere la nostra profonda vicinanza nei confronti dei primari ospedalieri  e di tutti i dipendenti  dell'AUSL di Forlì , il cui buco di bilancio non deve essere messo in relazione a sprechi, ma semmai ad   un sotto-finanziamento voluto da logiche partitiche maturate in seno alla maggioranza di sinistra". Lo affermano Luca Bartolini, Stefano Gagliardi e Alessandro Spada, consiglieri regionale, provinciale e comunale del Pdl, specificando di non voler "ridurre ad una sterile bagarre politica una questione di fondamentale importanza per la salute dei cittadini. Cosa che ci era stata anche richiesta dai primari in attesa di un loro intervento".

 

"Regione, Provincia e Comune devono attivarsi immediatamente per impedire il taglio dei servizi, che porterebbe  allo smantellamento delle eccellenze consolidatesi in questi anni nonchè  ad un allungamento delle liste di attesa per i cittadini forlivesi - affermano gli esponenti del Pdl -. Serve uno scatto d'orgoglio da parte delle Istituzioni per salvare la nostra sanità e il suo sviluppo futuro, accantonando i fallimentari interessi partitici e dando vita ad un'ampia convergenza politica che sia in grado di ricercare soluzioni durature".

 

"A tal fine, e per dare risposte alla legittima richiesta di chiarezza che proviene dalla popolazione, riteniamo necessaria la convocazione di un incontro tra tutte le forze politiche e d  i soggetti interessati nelle opportune sedi istituzionali - sostengono Bartolini, Gagliardi e Spada -. La situazione della sanità forlivese ce lo impone  senza stupide contrapposizioni tra destra e sinistra che servirebbero soltanto a fare gli interessi di chi vuole vedere ridimensionato il nostro sistema sanitario locale".

 

"Il 2011 rappresenterà una tappa fondamentale per la programmazione dell'attività, quindi è necessario attivarsi per salvaguardare gli oltre 140 posti di lavoro interinale che interessano i collaboratori medici e non medici precari - affermano i politici berlusconiani -, ma anche per far sì che l'Area Vasta Romagna, fino ad ora pensata solo per tutelare squallidi giochi di potere, inizi ad operare nell'interesse dei cittadini".

 

"Non è ammissibile che la fusione fra Forlì e Cesena esuli dalla ricerca di un progetto condiviso - concludono -, attuata in modo arbitrario e senza cognizione di causa, ovvero senza tutelare l'azienda e i suoi interessi economici. Noi continueremo a batterci affinché il  " nuovo Morgagni -Pierantoni " possa preservare  le sue eccellenze  e continuare ad offrire così a tutti i cittadini una sanità pubblica efficiente".  

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di 26
    26

    Ci voleva la rivolta di primari per affrontare all'estremo la situazione della sanità forlivese? Oltre a pensare ai dipendenti che stanno ancora per poco lavorando nella nostra AUSL, un pensiero concreto deve andare a tutto il personale sanitario che è stato licenzito in questo periodo perchè non gli è stato prorogato il contratto a tempo determinato, ma anche ha quelle 2 graduatorie che sono ancora attive ( concorso per tempo indeterminato e determinato) nel reclutamnto di personale sanitario. Anche quelli sono sprechi se non si utilizzano per far entrare infermieri e medici nell'ospedale forlivese, anche perchè le graduatorie hanno un tempo massimo per stare in vigore. nella graduatoria a contratto a tempo inderminato per infermieri ne hanno chiamati solo 98 con il bisogno che c'è. Ascoltate bene cari cittadii forlivesi, i primari reclamano il nostro aiuto, quindi facciamo sentire la nostra voce a tutti e aiutiamo la nostra sanità. Dopo questo ennesimo colpo di scena, scatenato dai primari dell'ospedale e cioè dai dipendenti dell'AUSL, non sò proprio la nostra direttrice generale cosa si inventerà! Ormai penso che l'abbiamo capito tutti, la nostra direttrice generale non è in grado di gestire il nostro ospedale e spero vivamente che il suo operato finisca in breve tempo qui da noi e al suo posto venga inserito un direttore generale che sappia veramente fare il suo lavoro.

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