Forlì, sanità: Sgm dona nuovo ecografo per le prevenzione oncologica

Forlì, sanità: Sgm dona nuovo ecografo per le prevenzione oncologica

Il momento della consegna del nuovo ecografo

FORLI' - Grazie all'impegno di Sgm Distribuzione e della famiglia Silvestrinil'U.O. di Prevenzione Oncologica dell'Ausl di Forlì può ora contare su un rivoluzionario ecografo. La struttura diretta dal dott. Fabio Falcini ha, infatti, ricevuto in dono daGiuseppe e Maria Grazia Silvestrini, rispettivamente presidente e vice-presidente di Sgm Distribuzione-Marcopolo Expert, una versione aggiornatissima dell'iU22 della Philips, considerato il primo sistema ultrasonografico intelligente, in quanto capace di ottimizzare automaticamente le prestazioni.

 

Con la recente acquisizione, l'U.O. di Prevenzione Oncologica può ora disporre di ben sei ecografi. Sgm Distribuzione-Marco Polo Expert è un'azienda impegnata da anni in iniziative di carattere etico-sociale in vari ambiti, con ricadute positive sul territorio in cui opera e benefici sia per la collettività sia per i propri collaboratori. In particolare, l'impegno in campo sanitario a livello romagnolo si era già manifestato con la donazione, sempre all'Ausl di Forlì, di un sistema integrato per terapie locoregionali in oncologia diretto al controllo della sequenza operativa nella circolazione extracorporea e al monitoraggio di determinati parametri terapeutici.

 

Il nuovo ecografo, che rappresenta un nuovo concetto di diagnostica ecografica, è frutto di una ricerca attenta, in particolare, a ergonomia, architettura, trasduttori, e automazione, ed è destinato a cambiare radicalmente le modalità di esecuzione di questo tipo di esami. Tanti i vantaggi assicurati dall'attrezzatura, soprattutto dal punto di vista della diagnostica senologica, assai curata grazie a una sonda in grado di utilizzare una tecnologia innovativa capace di migliorare la definizione dell'immagine in diversi tipi di mammella. Altrettanto avanzata la metodica per la valutazione della compressibilità dei tessuti, attraverso la quale i clinici ricevono un valido aiuto nell'identificazione delle lesioni maligne. Inoltre, l'impiego di nuove generazioni di trasduttori consentono indagini senologiche tridimensionali, mentre un sofisticato algoritmo di lettura del mezzo di contrasto ecografico rende possibile una migliore caratterizzazione delle lesioni mammarie.

 

Particolarmente performanti anche il color ed il power doppler, che si basano su una tecnologia esclusiva, detta larga banda, grazie alla quale si può trasmettere e ricevere contemporaneamente l'intero spettro di frequenze del trasduttore, con nuovi livelli di sensibilità al flusso sanguigno.

«L'iU22 è considerato il primo sistema di una nuova generazione di ecografi e, in quanto tale, rappresenta un riferimento per gli strumenti futuri - illustra il dott. Fabio Falcini - attraverso tale apparecchio condurremo anche uno studio prospettico per valutare l'accuratezza diagnostica della tecnica d'immagine Color Doppler, in modo tale da determinarne la potenziale utilità clinica nella diagnosi differenziale fra lesioni mammarie benigne e maligne».

 

Il tumore al seno è il più frequente nel sesso femminile, e rappresenta il 25% di tutti i tumori che colpiscono le donne. Tale neoplasia costituisce, inoltre, la prima causa di morte per tumore nel gentil sesso: una donna su 33 ha la probabilità di morire di cancro alla mammella. Negli ultimi anni, tuttavia, a fronte di un aumento dell'incidenza, si è registrata una riduzione della mortalità. A Forlì, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di tumore della mammella sfiora il 90%, con una crescita, negli ultimi vent'anni,dell'8,1%. Risultati conseguiti in virtù del proficuo lavoro svolto dal gruppo senologico multidisciplinare formato dagli specialisti di diversi reparti: la Prevenzione oncologica, la chirurgia senologica, l'anatomia patologica, la medicina nucleare, la radioterapia, l'oncologia dell'Irst, la fisiatria, e l'anestesia.

 

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Inoltre, sono parte integrante del percorso il chirurgo plastico, la psiconcologa e la genetista. Tutti questi professionisti sono in costante contatto, con riunioni settimanali dirette a valutare la situazione del paziente e personalizzare il più possibile il percorso di cura. Per quanto riguarda le prestazioni erogate, l'U.O. di Prevenzione Oncologica, nel solo 2010, ha effettuato 19.666 ecografie e 23.101 mammografie, ricorrendo a 768 citologie mammarie637 prelievi microistologici e 399 risonanze magnetiche. Sono stati poi 616 i casi in cui si è richiesta una consulenza dal genetista, mentre leconsulenze dallo psicologo sono state 404. Sul fronte dell'attività chirurgica, invece, nel corso del 2010 sono stati superati i 700 interventi, con circa 400 nuovi casi di tumore della mammella affrontati, ben al di sopra dei requisiti previsti per un Centri di Riferimento Regionale.

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