Forlì, sanità. Si cerca di ridurre il taglio dei precari da 143 a 113

Forlì, sanità. Si cerca di ridurre il taglio dei precari da 143 a 113

Forlì, sanità. Si cerca di ridurre il taglio dei precari da 143 a 113

Si è parlato di sanità forlivese nel corso del consiglio provinciale di giovedì 18 novembre. Con due interrogazioni Stefano Gagliardi, capogruppo del PdL, ha posto una serie di domande sui rapporti tra Ausl e Irst e sul caso dei contratti precari che non saranno rinnovati all'Ausl di Forlì. Il vice-presidente della Provincia, Guglielmo Russo, ha precisato una revisione degli accordi tra Ausl e Irst. Si cerca di stabilizzare il personale, cercando di diminuire i tagli a 113 (da 143).

 

In particolare Gagliardi domanda se "è vero che dal piano di rientro del cosiddetto ‘mega deficit' dell'Ausl di Forlì si evince come ben tredici milioni di euro sono stati caricati nei bilanci dell'Ausl forlivese per la propria partecipazione in Area Vasta, quale effetto economico passivo di Forlì a seguito dell'Irst di Meldola e delle altre azioni a livello di Area Vasta Romagna (accordo sulla mobilità, laboratorio unico di Pievesistina)". Altre richieste riguardano "la PET ((Positron Emission Tomography) oggi disponibile nell'ospedale di Forlì che verrebbe trasferita all'Irst di Meldola". Per Gagliardi "se si cede anche questo servizio all'Irst, si genereranno automaticamente ulteriori perdite al bilancio dell'Ausl medesima, come può trovare giustificazione tale trasferimento?". La seconda interrogazione di Gagliardi chiede, in merito ai 286 precari dell'Ausl di Forlì, "per quale motivo ed in base a quale programmazione siano stati previsti così tanti incarichi temporanei e si siano potute costruire attività sanitarie importanti basandosi su risorse umane non stabilizzate?"

 

Ha risposto Russo: "Il piano di rientro individua le cifre di un recupero di 59 milioni di euro accumulato sul bilancio 2008, che ingloba costi di parte del triennio, a causa di una prassi che abbiamo contestato e che prevedeva uno slittamento di costi nell'esercizio successivo. Questo significa che il deficit strutturale annuo è di 20 milioni di euro. La Regione ha coperto i 59 milioni del 2008, in più ha dato 20 milioni di copertura del 2010. Questa è stata la pre-condizione per affrontare il piano di rientro. Sull'Irst, inoltre, il contratto di fornitura ammonta a 12 milioni di euro: questo non significa che l'intero ammontare della fornitura grava sul deficit dell'Ausl. Infine tra l'Ausl e l'Irst si è concluso un contenzioso che comporterà in una revisione degli accordi". Altra precisazione di Russo è che "il piano di rientro non è propedeutico alla fusione delle Ausl di Forlì e di Cesena, che resta un lavoro a parte che si sta organizzando con i professionisti".

 

Continua Russo: "La seconda questione è la PET. Già nel 2004, il Consiglio della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì, che donava l'apparecchiatura, specificava nel verbale che la destinazione all'ospedale era provvisoria e che sarebbe andata all'Irst. Ma non c'è alcuna decisione definitiva a riguardo".

 

Sul tema dei tagli di lavoratori precari all'Ausl spiega Russo: "Ci sono 286 precari, e in base alla legge se ne devono tagliare 143. Tuttavia, nel nostro caso, l'applicazione del decreto di tagli va a ledere la funzionalità dell'ospedale e lo stiamo dicendo ufficialmente sia io che il sindaco Balzani. Al momento contiamo in un impegno sulla stabilizzazione del personale, per cui speriamo che alla fine i tagli siano meno della metà prevista, intorno alle 113 unità, ma è presto per dirlo con certezza ora".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di 26
    26

    se si vuole investire sulle tecnologie sulle strumentazioni, non si può affidare questo compito a personale sanitario precario, perchè oggi c'è domani no, quindi bisogna impiegare le risorse per avere molti più dipendenti di ruolo su cui si possono fare dei progetti importanti e duraturi nel tempo. c'è ancora una graduatoria di ruolo per infermieri, che deve essere ancora finità, per cui attingiamo da quella per il reclutamento di personale infermieristico da mettere in maniera stabile all'interno del nostro ospedale.

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