Forlì, Sansavini: "Appiattiti su sindaco e Destinazione". Parte il dibattito nel Pd

Forlì, Sansavini: "Appiattiti su sindaco e Destinazione". Parte il dibattito nel Pd

Luigi Sansavini (Pd)

FORLI' - "In questo primo anno non abbiamo utilizzato tutte le opportunità che ci derivano da una condizione ideale (la presenza di un gruppo numericamente molto forte del Pd, ndr), per un azione di sollecitazione sulla giunta, anzi ci siamo appiattiti sul sindaco e sulla giunta e in questo modo non facciamo il loro bene": è stato un intervento politico quello di Luigi Sansavini, consigliere del Pd, ex vice-presidente della Provincia di Forlì-Cesena, in apertura del dibattito sul bilancio consuntivo 2009, giovedì pomeriggio in Consiglio comunale.

 

"Pd appiattito sul sindaco"

Nel Pd forlivese, insomma, "scoppia" il dibattito.  "Sono stato sollecitato a fare un'analisi di tipo politico e colgo ora l'occasione per farlo", premette Sansavini. E poi, diretto al suo partito: "Non stiamo svolgendo a fondo il ruolo di partito di maggioranza", lamentando quello che definisce "un appiattimento acritico" sulle posizioni del sindaco. E ancora: "Questo crea sconcerto in buona parte del nostro elettorato".

 

Fin troppo facile, con queste parole di distinguo personale ("sono diversi nel partito che la pensano come me, poi vedremo quanti", precisa), a fare il parallelo e ribattezzare Sansavini il "Fini del Pd forlivese". E come Fini è duro nei confronti di una confusione di posizioni tra Pdl e Lega Nord, Sansavini critica "l'appiattimento del Pd sulle idee della ‘lista a 5 stelle' o DestinAzione Forlì".

 

"Non rincorrere i grillini e dialogare con parte dell'opposizione"

E' netto il consigliere Pd: "Rincorrere quelle posizione politiche è contrario alle nostre posizioni, non sono politiche che possiamo portare avanti perché sono di natura antitetica alle nostre". Queste ultime parole Sansavini le indirizza come "un nodo da sciogliere per il nuovo segretario", Marco Di Maio. Questo "rincorrere" DestinAzione Forlì porterebbe addirittura a perdere consenso elettorale.

 

Mentre il consigliere Pd guarda ad altri spezzoni dell'opposizione: "Non siamo stati in grado di cogliere un dibattito che c'è dall'altra parte dell'aula (nel centro-destra, ndr) e dialogare con quella parte che non fa un'opposizione a prescindere". Poi guarda all'interno del suo partito: "Il segretario Pierluigi Bersani dice che il lavoro è al nostra priorità, abbiamo fatto di tutto per sostenere questa posizione? Non credo, il dibattito non si è intersecato con delle scelte di bilancio".

  

"Coinvolgere i parlamentari, anche non nostri"

 Insomma, questo fa concludere a Sansavini che "non svolgiamo a fondo il ruolo di partito di maggioranza, non stiamo facendo nulla su alcuni temi su cui ci sollecita la città: il completamento della tangenziale, la realizzazione del nuovo carcere (anzi abbiamo tolto dai piani la strada che lo raggiunge) e tanti temi che aleggiano là fuori ma non entrano qui". Ed infine c'è la questione del coinvolgimento dei parlamentari locali: "Non possiamo non coinvolgerli, anche se non sono i nostri, anche se qualcuno non la pensa così: questo è fare gli interessi generali e non quelli di parte, questo è come vedo io la politica".

 

La replica di Rosetti: "Sansavini ci sprona a fare meglio"

"Il Pd non è il Pdl, quando qualcuno ha posizioni diverse nessuno si stupisce, siamo un partito": Marcello Rosetti, capogruppo del Pd, prova a tamponare così la sortita di Luigi Sansavini, suo collega di partito, che ha indirizzato una serie di appunti critici al gruppo consigliare, al sindaco e alla segreteria territoriale questo pomeriggio durante il dibattito sul bilancio consuntivo. Rosetti interpreta le parole di Sansavini come "uno sprone a fare meglio: ha detto che occorre che il partito rilanci su alcuni temi".

 

Ma sul ruolo del gruppo consigliare risponde Rosetti: "Uno dei nostri compiti è garantire la maggioranza al sindaco e alla giunta, sicuramente mediando con le richieste che vengono dalla città". Mentre sul rincorrere le posizioni di "Destinazione Forlì" e non intraprendere, invece, un dialogo con altri partiti tipo l'Udc, è netta la risposta di Rosetti: "Con l'opposizione abbiamo dato la disponibilità ad un confronto senza steccati, con tutti". Questo per il capogruppo Pd ha permesso "convergenze con l'opposizione e garantito un buon lavoro". Detto questo, il Pd in questo confronto "si è trovato più con alcuni partiti che con altri e Destinazione non è tra quelli con cui ci siamo trovati di più", conclude.

 

E Di Maio: "Condiviso aprire un confronto con la città"

Di Maio apre alle questioni poste dall'ex vice-presidente della Provincia: "La necessità di aprire un confronto aperto con la città, con il consiglio comunale e con alcuni ‘pezzi' dei partiti di opposizione sulle linee strategiche che riguardano il futuro di Forlì e il suo territorio è qualcosa di assolutamente condiviso". Ma subito ricorda il segretario: "Ciò non è stato possibile fino ad oggi, tuttavia, per le tensioni interne che hanno costantemente caratterizzato il Pd forlivese nei sui primi due anni e mezzo di vita, tensioni nate sulla base di particolarismi di cui oggi non hanno bisogno il partito, né tanto meno la città".

 

E conclude: "Il pluralismo del dibattito interno al partito è una ricchezza, che altri partiti non hanno, e non va certamente azzerato: è anzi da ritenere una risorsa per il territorio e per chi, all'interno delle amministrazioni locali, deve progettarne il futuro".

 

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di Gasol
    Gasol

    fantastico. il marcio inizia ad affiorare

  • Avatar anonimo di Effe
    Effe

    sefossi, apprezzo la critica ma ti correggo su un punto: per alcuni personaggi per l'urbanistica è sempre il momento giusto...

  • Avatar anonimo di sefossi
    sefossi

    Allora non è vero che dormivano tutti....qualcuno si è svegliato.....speriamo si apra veramente un poco di dibattito......gli argomenti non mancano di certo.. iniziando dalle partecipate. no.....le partecipate forse è troppo impegnativo.. allora il centro storico ed il suo degrado..... no....ancora impegnativo..... potremmo iniziare con la crisi del sistema produttivo ed il suo rapporto con il credito..... no...troppo delicato come argomento, poi le banche si offendono.... l'urbanistica....ecco...è un argomento che può accontentare tutti....in tutti i sensi...o almeno i soliti che sono nel giro giusto..... no....troppo difficile....poi non è neppure il momento giusto....c'è la crisi... Forse è meglio discutere in modo approfondito se è il caso o meno di aprire un dibattito....quali i pro e quali i contro....chi coinvolgere.....quali le argomentazioni ed il grado di approfondimento....quale il livello di diffusione.....quale il grado di coinvolgimento della cittadinanza... ecco il giustol argoment per iniziare, questo è piu facile, piu immediato.....poi si riesce anche a portare avanti senza uscire dai palazzi del potere.....quindi comodo e poco dispendioso.... E' un segnale troppo piccolo? lo so.....ma almeno è un segnale...e ci costa meno di Sapro o dell'aereoporto.......

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