Forlì, Sapro. Bartolini (Pdl): "Fallimento annunciato"

Forlì, Sapro. Bartolini (Pdl): "Fallimento annunciato"

"Finalmente dalla sinistra forlivese un barlume di coerenza: sono infatti riusciti a passare dai fallimenti politici a quelli economici. Un vero e proprio salto di qualità senza soluzione di continuità. Purtroppo, però, ancora una volta, in termini negativi. Tanto per cambiare". Così il Consigliere regionale del PDL Luca Bartolini sull'istanza di fallimento della Sapro.

 

"Dopo il rigetto da parte del Tribunale fallimentare di Forlì  dell'omologa del  piano di rientro di salvataggio della società Sapro s.p.a.- ha subito aggiunto l'esponente pidiellino - tutta la vicenda ha assunto contorni politici tragici per le sinistre che governano i Comuni di Forlì, Cesena, Forlimpoli, Bertinoro e Provincia, quali soci proprietari della società. Senza contare - ha rincarato Bartolini - il balletto di dichiarazioni in cui non pochi esponenti del "fu PCI" sono stati scattanti come sempre a stracciarsi le vesti. Tutto questo dopo anni in cui non è mancato chi non ha fatto altro che prendere la polvere e buttarla sotto al tappeto. Singolare poi, nel mare magnum di dichiarazioni, il Sindaco di Forlì, agile come un ghepardo (forse zoppo) nel ribadire che  il  Comune, per ora, rischia poco perché perderà il capitale sociale  già compromesso con l'azione di risanamento. Ma sì, un'azienda pubblico-privata di queste dimensioni è andata a carte e quarantotto e c'è chi minimizza allegramente. Per non parlare poi degli esponenti dell'Italia dei Valori  che hanno avuto il bel viso di difendere l'operato della Giunta. Roba da non credere. Ecco, dinanzi ad affermazioni di questa portata (anche politica), mi permetto di precisare al  Sindaco di Forlì, al Presidente della Provincia e agli altri Sindaci  (e compagni) azionisti della società, che la vicenda Sapro è il fallimento di un modo di amministrare della sinistra volto a creare società partecipate lontane da fini pubblici. La cartina di tornasole di un modus operandi arrogante e fallimentare. E' infatti difficile spiegare che lottizzare terreni per fare capannoni deve essere un attività pubblica. Sarebbe invece più produttivo per gli amministratori, snellire la burocrazia e permettere agli imprenditori privati  di svolgere il loro lavoro che consiste anche nell'urbanizzare e costruire capannoni".

 

"E dire - ha sottolineato il Consigliere regionale - che avevamo posto l'accento su questa situazione in tempi non sospetti: già a partire dal 1999-2000, puntando i fari sui desideri di speculazione della società. La risposta dei compagni? Il nulla totale. Pronti solo a strillare contro l'opposizione di centrodestra affermando che le nostre accuse erano campate per aria. Si è visto. E poi ancora più recentemente, anche nel marzo scorso quando si era mossa direttamente la Procura della Repubblica di Forlì ipotizzando contro ignoti reati societari connessi alla bancarotta fraudolenta: risposta degli amici di "Togliattigrad"? Via allo scaricabarile sul dirigente di turno licenziato ad orologeria e poi nuovo ordine di scuderia: compagni, bocche cucite. Fischiettare con le mani in tasca e via, in attesa che passi la tempesta. Ma la tempesta non solo non si è attenuata: si è proprio abbattuta sulla testa del Partitone".

 

"Il punto - ha infine sottolineato Bartolini - è che  se non si creano società, come  Sapro, non si hanno consigli di amministrazione e presidenze e allora molti compagni, magari ex Sindaci, ex assessori e compagnia, non avrebbero più una comoda poltrona su cui appollaiarsi. Non basta, per rifarsi una verginità,  mettere alla Presidenza un bravo imprenditore come Croci quando il danno è già stato fatto e chiudere la stalla quando i buoi sono già usciti.  E' dunque venuto il momento  in cui la sinistra nella nostra provincia, con senso di responsabilità,  si attivi per un'ampia revisione a tutti i livelli, sulle società e sulle partecipate pubblico-private, perché non è più pensabile che i soldi dei cittadini finiscano in calderoni che nulla hanno a che fare con il senso civico del buon amministrare. La vicenda Saprò deve insegnare, perché sbagliare è umano, perseverare  è diabolico". 

 

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