Forlì, Sapro. Gagliardi (PdL): "Ennesimo fallimento della sinistra"

Forlì, Sapro. Gagliardi (PdL): "Ennesimo fallimento della sinistra"

FORLI' - La proposta di messa in liquidazione di SAPRO chiesta dagli enti locali soci, altro non è che la conferma della impossibilità di proseguire nell'attuazione dell'oggetto sociale, quindi la conferma di quanto il gruppo PDL, documenti alla mano, aveva già espresso in consiglio Provinciale nonostante dai banchi della maggioranza giungessero demagogiche accuse  di sfascismo o di voler fare il gioco di non si sa quali speculatori......


Peraltro, la nomina di uno o più liquidatori comporta la gestione finalizzata solo alla definizione dei rapporti debitori fino al totale esaurimento dell'impresa in un arco temporale più diluito.


Politicamente servirà solo a sminuire l'impatto o l'effetto di un decesso constatato ormai da tempo, nonché a nascondere l'incapacità gestionale degli amministratori nominati dal centro sinistra ed evitare loro "tempeste" giudiziarie di prevedibile portata.


Quando elencammo i motivi di debolezza, a nostro avviso, del Piano di Ristrutturazione dicendo che non pareva basarsi su elementi di grande chiarezza, fummo accusati di sperare nello sfascio della società, evidentemente anche il giudice non è rimasto molto soddisfatto se è vero cha ha rigettato il Piano di ristrutturazione affermando "l'accordo in esame non possiede il contenuto minimo per poter essere qualificato come un vero e proprio accordo di ristrutturazione dei debiti; ....invero  Sapro  mentre ha rinegoziato con i creditori non bancari le scadenze dei debiti, ha concordato con il ceto bancario una semplice moratoria fino al 31 - 12 -2011.... "nei termini in cui è stato concepito l'accordo....non appare rispondere al modello legale mancando la causa tipica, ossia consentire il superamento della crisi e non già rimandare ad un momento successivo il superamento della stessa...."


  

Chi in questi anni ha esercitato le funzioni di controllo a tutela dei propri soci e dei cittadini?

Perché non si è intervenuti prima, nonostante le discussioni sulla gestione di Sapro fossero pressoché all'ordine del giorno.?


Le responsabilità politiche sono evidenti ed affermare che Sapro non è stata gestita politicamente dalla sinistra vuol dire far finta di non conoscere da chi è stata amministrata  in tutti questi anni e chi sono gli azionisti di maggioranza ed i loro delegati:


Se scorriamo  l'elenco di chi sedeva nei consigli d'amministrazione partendo dal 1995 per arrivare ad oggi, troviamo Sindaci ed Assessori dei Comuni di Forlì e Cesena e questo dovrebbe essere sufficiente ad eliminare il facile alibi di chi ritiene Sapro al di fuori della politica.

A questo aggiungo quanto detto dal Sindaco di Bertinoro nel corso dell'assemblea ordinaria del 5 ottobre 2009: "bisogna comunque ricordare come gli amministratori degli enti locali non siano estranei alle operazioni d'acquisto effettuate dagli amministratori di SAPRO (precedenti ed attuali) che hanno portato all'ingente patrimonio di aree. Riconferma l'importanza di dare in tempi brevissimi risposte alle aziende interessate ad insediarsi nelle aree produttive ed a tal proposito evidenzia le decisioni ritardate anche da parte dei comuni maggiori"

Ecco, in queste poche righe un sunto di quelli che sembrano i principali errori commessi da SAPRO: acquisizioni di aree non richieste dal mercato e ritardi dei principali comuni nel far partire le aree produttive che loro stessi hanno acquisito in veste di soci di SAPRO.

Se a questo aggiungiamo le escursioni nell'attività residenziale e commerciale, allora ecco spiegata la crisi della società.


Tra l'altro, in questi giorni alcune importanti associazioni di categoria sono intervenute sulla stampa invitando gli enti e le banche a non far fallire Sapro.

Ma cosa facevano i loro rappresentanti  nominati nel CDA di Sapro?


Ora verrà nominato un liquidatore unico dagli stessi enti soci che hanno portato la società a questo risultato.

In base a quali criteri verrà  indicato: appartenenza partitica o capacità professionali?

Oltre a nominare un liquidatore, perché gli enti soci non determinano anche il suo compenso, al fine di evitare di dover fare un altro concordato per pagarlo visti i valori  amministrati da SAPRO?


E' l'ennesimo fallimento delle politiche della sinistra nella nostra Provincia e nei nostri Comuni..

Fallimento che è costato ai cittadini decine di milioni di euro, con i Sindaci che in tutti questi anni, invece di preoccuparsi dell'andamento delle loro partecipate, si dilettavano a criticare le finanziarie di Berlusconi  per i tagli che avrebbero portato agli enti locali.


Stefano Gagliardi (PdL)

  

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