Forlì, Sapro. Petroni (Fli): "E' sempre stato un ente inutile"

Forlì, Sapro. Petroni (Fli): "E' sempre stato un ente inutile"

FORLI' - "Nella vicenda Sapro nessun dei passati amministratori della società e coloro che li dovevano controllare si può tirare fuori. Da anni sindaci, assessori e segretari federali del Pd (e in precedenza PdS e Ds) e dei loro alleati hanno  fornito ampie rassicurazioni sullo stato di salute della società di urbanizzazione industriale della provincia di Forlì-Cesena che da tempo invece scontava una situazione di grave squilibrio dei conti , con milioni di euro di interessi passivi all'anno sulle esposizioni bancarie. Ed alla fine, è esploso l'accumulo dei debiti maturati nel corso degli anni per una serie di errori gestionali e dovuti soprattutto verso le banche, ma non solo. Gli altri creditori sono aziende del territorio, artigiani e professionisti, per una somma che si aggira sui 15 milioni . Nella procedura di fallimento mentre le banche potranno far vantare crediti privilegiati, gli altri saranno chirografari. Il che significherebbe una batosta per la già provata economia locale. E poi c'è la vicenda giudiziaria, con l'inchiesta della procura di Forlì e la verifica dell'ipotesi di reato: bancarotta fraudolenta: un buco di 108 milioni di euro. Un  disastro".

 

Così Elisa Petroni, coordinatrice provinciale di Generazione Italia, il movimento dei "finiani" nel comprensorio di Forlì-Cesena, accusa la  Sapro , la società che vede fra i tre maggiori azionisti i Comuni di Forlì e Cesena (con il 33% del capitale sociale) e la Provincia di Forlì - Cesena con il 16% , di essere stato "un ente inutile che fin dalle vicende Bartoletti e Querzoli Ferretti presentava ombre pesanti e che dovevano far presagire il peggio".

 

"Ad oggi - continua Elisa Petroni  -  nessuno, nemmeno l'attuale sindaco di Forlì, Balzani, possono seriamente far credere di non avere particolari responsabilità , su tutti loro, anche se non fossero   colpevoli di culpa in  vigilando nella liquidazione di una società pubblica, penderebbe se non altro l'accusa di una grave responsabilità politica e morale: il non aver denunciato da subito, e fin dal suo insediamento, nel 1995 (!),  la controversa natura di un dispendioso carrozzone pubblico. Su di loro risuona la colpa di non essersi poste le domande: no le domande: nella Sapro chi decideva quali acquisti fare?  Gli amministratori o i soci? Che ne sarà dei tanti patrimoni ipotecati dalle banche? Finiranno sul mercato in mano ai soliti speculatori? Mai, fino ad oggi, gli amministratori e nemmeno i politici esterni dalle stanze del palazzo , come lo stesso Balzani era stato prima di diventare sindaco, avevano  chiesto lumi sulle spese , sui costi, sugli obiettivi ed i ricavi di questa società , una  baracca che si doveva smobilitare prima".

 

La coordinatrice provinciale di generazione Italia Elisa Petroni   teme che il fallimento di Sapro "porterà conseguenza assai più gravi per il territorio, come il rischio che si ingeneri una sorta di "bolla speculativa", causata dalla vendita al ribasso del suo patrimonio immobiliare (stimato intorno ai 100 milioni di euro), che potrebbe alterare il quadro del mercato immobiliare".

 

"L'inchiesta della magistratura potrebbe essere una dolorosa opportunità per fare luce, una volta e per tutte,  sul triste connubio politica e affari, una pratica che la classe dirigente romagnola conosce bene ":  conclude Elisa Petroni che annuncia di aver dato mandato ai legali di fiducia di verificare le ipotesi di organizzare presso gli incolpevoli cittadini un'iniziativa di class action o di costituzione di parte civile a processo "contro gli ha arrecato questo grave danno alla collettività!".

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