Forlì, Sapro. Spallata delle banche: rifiutato il piano di risanamento del debito

Forlì, Sapro. Spallata delle banche: rifiutato il piano di risanamento del debito

Forlì, Sapro. Spallata delle banche: rifiutato il piano di risanamento del debito

FORLI' - Le banche "tagliano i viveri" a Sapro, la società pubblica per l'insediamento delle attività produttive. Il sindaco di Forlì Roberto Balzani, durante il consiglio comunale di lunedì pomeriggio, ha annunciato che le banche creditrici, che hanno in mano la maggior parte del corposo debito della società (circa 85 milioni sugli oltre 100 del debito totale), hanno rifiutato il piano di ristrutturazione del debito di Sapro proposto dalla liquidatrice Lea Mazzotti al Tribunale.

 

Di fatto, quindi i creditori hanno rifiutato il piano collegato alla liquidazione e questo apre lo scenario anche della dichiarazione di fallimento, richiesto per la seconda volta dalla Procura della Repubblica. La notizia è arrivata quando il primo cittadino ha chiarito, rispondendo ad un question time della Lega Nord, che il Comune procederà all'acquisto di un'area del comparto del Foro Boario, necessaria per realizzare case popolari per le quali c'è già un finanziamento.

 

"Il terreno non sarebbe stato comprato, ma sarebbe stato il frutto di compensazione di crediti", precisano il sindaco e l'assessore al Bilancio Emanuela Briccolani. Invece, per effetto del precipitare della situazione di Sapro si è scelta quest'altra soluzione, "dovuta al buon senso per non perdere i finanziamenti degli alloggi popolari, inizialmente destinati a via dei Girolimini e piazza del Carmine e poi spostati nell'area Sapro del Foro Boario", conclude il sindaco. Il terreno sarà comprato dal Comune al costo di 2 milioni di euro e resterà integro il credito che il municipio vanta nei confronti di Sapro.

Commenti (5)

  • Avatar anonimo di Sor Perozzi
    Sor Perozzi

    @ Paolo1 Nessuno discute l'opportunità dell'acquisto dell'area. L'assurdo è rinunciare ad acquisirla compensando una (ahimè;) piccola parte del proprio credito, tirando invece fuori altro denaro a favore di un soggetto giuridico sull'orlo del fallimento. @Brenno Non hanno bisogno di venire a rubare in casa la notte, lo fanno ogni mese nelle ns buste paga...

  • Avatar anonimo di Paolo1
    Paolo1

    Non sono daccordo con i precedenti commentatori, il comune ha fatto bene ad acquistare l'area, se non lo avesse fatto si sarebbero persi i finanziamenti del programma contratti di qartiere unarea su cui ci sono gia progetti e che col fallimento sarebbe stata ferma er diverso tempo o addirittura sarebbe andata all'asta con esiti imprevedibili Le critiche semmai venno rivolte alle passate amministrazioni, dirigenti del PD hanno lavorato o hanno fatto parte del CDA, oggi le stesse persone continuano ad amministrarci in consiglio provinciale. Cosa dire invece dell'attuale presidente della Cassa dei risparmi, per anni alla Camera di commercio (che per un bel periodo ha ricoperto entrambi i ruoli) tra gli azionisti sapro oggi tra le fila dei creditori che stringono il cappio intorno al collo della Spa?

  • Avatar anonimo di sefossi
    sefossi

    Complimenti per il colpo di genio.......e complimenti per avere spostato i finanziamenti sull'area Sapro sapendo in che situazione si trovava.......finalmente uno sprazzo, e mi meraviglio di quei cittadini forlivesi che parlano male dei loro politici........adesso si renderanno conto del perchè Sapro andrà a fallire e Seaf è in difficoltà........tutti questi geni vengono dalla stessa fabbrica......

  • Avatar anonimo di Brenno
    Brenno

    bene! ps: ma come fanno i forlivesi a votare ancora sta gente qua??? aeroporto, sapro, iper, asl ... cosa devono fare ancora per essere mandati a casa??? venire a rubarci in casa di notte???

  • Avatar anonimo di Sor Perozzi
    Sor Perozzi

    Se la situazione di Sapro fosse rimasta la medesima, il comune avrebbe ottenuto i terreni a fronte di una riduzione del suo credito. Ma, visto che (direi finalmente) Sapro è destinata al fallimento, il Comune tira fuori 2 milioni e mantiene inalterato un credito che quasi certamente è destinato a divenire inesigibile. Una gran mossa, non c'è che dire... e i cittadini pagano.

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