Forlì, Sapro. Turroni (Verdi): "Qualcuno ha scoperto l'acqua calda"

Forlì, Sapro. Turroni (Verdi): "Qualcuno ha scoperto l'acqua calda"

FORLI' - I Verdi tornano sulla questione Sapro, senza risparmiare attacchi. Sauro Turroni, portavoce provinciale, ricorda che l'8 novembre il suo partito annunciò che il fallimento della società era inevitabile. Argomentazione che "alcuni in questi giorni, assai tardivamente, fanno proprie sulle responsabilità di un disastro che coinvolge il nostro territorio, il sistema delle imprese, quello bancario ed in primis le nostre amministrazioni".

 

"Ma questi scopritori tardivi dell'acqua calda non vanno alla radice del problema - attacca Turroni -, non riconducono i loro ragionamenti alle cause politiche e culturali che hanno portato alla costituzione di Sapro a alla delega ad un soggetto terzo, privo di qualunque responsabilità sia politica sia amministrativa, senza alcuna relazione con i cittadini, di funzioni e compiti che sono propri di una amministrazione locale".

 

"Fare politica territoriale è cosa diversa dal fare attività immobiliare - ricorda Turroni dopo aver ricostruito la storia di Sapro -: questo è ciò che non hanno capito i sindaci , i rappresentanti politici , i rappresentanti del mondo imprenditoriale di allora , decidendo di costituire una società che non avrebbero né saputo né potuto guidare".

 

"A tutto ciò dobbiamo aggiungere un altro tassello : era impensabile che negli anni le amministrazioni locali avessero rinunciato del tutto ad esercitare il loro potere di gestire il territorio, gli insediamenti, le varianti ai PRG - è la tesi del verde -,.  Infatti le maggioranze dei diversi comuni, che preferivano le varianti ad hoc ai PRG per l'azienda di turno, hanno privilegiato soluzioni come quelle ad esempio della variante Querzoli - Ferretti a Forlì o Tecnogim a Cesena , favorendo così una concorrenza spietata a Sapro, fatta di acquisti di terreno agricolo e di successivi cambi di destinazione urbanistica , mentre i terreni della SpA restavano invenduti a ricoprirsi di erbacce ( e di debiti )".

 

"E' naturalmente successo anche altro , quando talune amministrazioni hanno scaricato ai silenti componenti  il consiglio di amministrazione della Sapro le  loro demagogiche proposte di industrializzare il nulla o di far comprare, magari a caro prezzo, i terreni di qualche sodale - ricorda Turroni -. Tutto ciò ha visto concordi TUTTE le forze politiche ed economiche e sociali di questo territorio , dalla Camera di Commercio a Confindustria , dal PD ai diversi partiti di opposizione, con l'unica contrarietà di sempre , i Verdi , che hanno sempre creduto in una diversa modalità di gestione del territorio, più responsabile e più trasparente, sotto gli occhi e il controllo democratico dei cittadini. Ora ci sarà un periodo molto difficile, gli esiti delle indagini da una parte e delle attività dell'esecutore fallimentare dall'altra, non sono prevedibili  ma, quel che è sicuro , ci saranno molte ricadute negative sul nostro territorio e la nostra economia".

 

"In questi casi occorrono capacità, inventiva e lungimiranza - chiude Turroni - al fine di trovare una soluzione che sia diversa da quella più probabile, e cioè i terreni in mano a ignoti speculatori dotati di risorse economiche, che per molti anni a venire sarebbero i veri gestori delle politiche territoriali per insediamenti produttivi di questo territorio".

 

 

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