Forlì, sbarca al 'Ridolfi' dopo mesi di latitanza. Catturato dalla Squadra Mobile

Forlì, sbarca al 'Ridolfi' dopo mesi di latitanza. Catturato dalla Squadra Mobile

Forlì, sbarca al 'Ridolfi' dopo mesi di latitanza. Catturato dalla Squadra Mobile

FORLI' - L'hanno preso subito dopo esser atterrato all'aeroporto di Forlì con un volo proveniente dall'Albania. Gli agenti della Squadra Mobile di Forlì, in collaborazione con i colleghi dell'ufficio di Polizia di Frontiera in servizio al ‘Ridolfi', hanno arrestato giovedì Artur Giaci, detto ‘Turi', un giovane albanese di 23 anni, in Italia senza fissa dimora, in esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata nel luglio scorso dalla Procura di Forlì.

 

>LE IMMAGINI DELL'ARRESTO DI DUE ANNI FA

 

LE ACCUSE - L'extracomunitario deve infatti trascorrere i prossimi 22 mesi in carcere. ‘Turi' venne arrestato la sera del 19 febbraio del 2009 con le accuse di rapina aggravata, lesioni personali, tentata estorsione continuata in concorso, nonche' danneggiamento e spaccio di sostanze stupefacenti insieme ad un coetaneo connazionale, R.I. le sue iniziali. Il 23enne venne condannato a due anni e quattro mesi di reclusione.

 

LA LATITANZA - Dopo aver trascorso sei mesi e mezzo al fresco, è stato scarcerato. Il giovane ne ha così approfittato per rendersi irreperibile, ritornando in Albania. Giovedì sera la Squadra Mobile l'ha catturato subito dopo esser sceso dall'aereo che l'aveva riportato a Forlì.

 

L'INCHIESTA - Le indagini che hanno portato alla cattura del ‘Turi' e del suo connazionale erano scattate dopo la denuncia sporta da un cittadino albanese di 22 anni, residente a Forlì, che aveva riferito di esser stato rapinato da due connazionali il 3 febbraio del 2009. Gli uomini della Squadra Mobile, insieme ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile, hanno appurato che il giovane era stato rapinato per questioni legate a traffico di stupefacenti.

 

L'aggressione era sfociata alla richiesta del saldo di debiti che la vittima aveva maturato per pregresse forniture di cocaina. Gli investigatori, dopo alcuni giorni di ricerche - anche tenendo sotto osservazione la fidanzata italiana di uno dei due responsabili dei fatti - la sera del 19 febbraio 2009, hanno individuato il ‘covo' dove i due aggressori avevano trovato rifugio a Castiglione di Ravenna.

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