Forlì, scandalo eolico: tempesta nel PdL

Forlì, scandalo eolico: tempesta nel PdL

Forlì, scandalo eolico: tempesta nel PdL

FORLI' - Soldi forlivesi per l'affare dell'eolico, ben 4 milioni di euro: porta nella città romagnola un ramo dell'inchiesta che dall'inizio di luglio sta tenendo banco sulle cronache nazionali e che da qualche giorno sta facendo litigare aspramente i vertici del Pdl forlivese. Nella vicenda sembrano coinvolti un bel po' di politici e imprenditori, sebbene, è bene specificarlo, non come indagati. Che cosa succedeva a Forlì quando arrivava Flavio Carboni, 78 anni, la chiave di volta di un'associazione segreta illegale tipo P2, la cosiddetta 'P3'?

 

Secondo le carte dei pm di Roma, Carboni era regista dell'affare degli impianti di energia rinnovabile che funzionano con la forza del vento, il cosiddetto 'eolico', in Sardegna. Le ipotesi di reato in questo caso sono di corruzione: Carboni, il presidente della Sardegna Ugo Cappellacci e il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, avrebbero raggiunto un accordo per nominare una persona di fiducia alla direzione dell'Arpa sarda, per facilitare l'affare e stilare regolamenti favorevoli agli impianti eolici. Questo avrebbe rassicurato Carboni, per le accuse referente di un "cartello" di imprenditori intenzionati a investire in Sardegna.

 

Chi sono questi imprenditori? Tre forlivesi finiscono citati negli atti dell'indagine nazionale che ha visto l'arresto di Carboni, assieme all'imprenditore campano Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi. In particolare da Forlì sarebbe stato finanziato l'affare dell'eolico, in più tranche, per un totale di quattro milioni di euro partiti da società come la 'Sardinia Renewable energy project', con sede in piazza Ordelaffi a Forlì, dove si trova la sede dello studio del commercialista Fabio Porcellini. La vicenda, in città finisce per toccare anche l'imprenditore Alessandro Fornari, suocero di Porcellini, e il mediatore finanziario Matteo Cosmi.

 

Per Fornari e Porcellini, tutelati dall'avvocato Giovanni Principato, i versamenti sono avvenuti alla luce del sole, tracciabili sotto forma di bonifici e assegni circolari: insomma, nessun affare losco. I due saranno sentiti dai pm romani in qualità di persone informate sui fatti e non come indagati.

 

Ma la vicenda, secondo le ricostruzioni del Corriere Romagna, che nel corso dell'ultima settimana ha messo a segno diversi colpi giornalistici, altri forlivesi sarebbero toccati da questa vicenda, che a livello nazionale si è amplificata soprattutto per l'attività segreta e presuntamente illegale della cosiddetta 'P3' sempre intorno alla figura centrale di Carboni, accusato anche di aver formato una società segreta, illegale secondo la Legge Anselmi. Secondo le accuse, il sodalizio si muoveva come la più celebre 'P2', per perseguire interessi particolari, cercando di pilotare giudici e politici.

 

E, in base alle intercettazioni pubblicate dal Corriere di Forlì nella giornata di sabato emerge una rete di rapporti tra la politica e l'imprenditoria forlivese e Carboni, che a Forlì vantava così tanti amici da sostenere di "essere forlivese, romagnolo". Oltre ai tre già detti emergono rapporti con esponenti del PdL locale, come Cristiano Ragni, mercante d'arte, un tentativo di intavolare una tranche di affare eolico con gli imprenditori Alessandro e Nicola Alberani, e con la moglie di Alessandro, Serena Salvigni.

 

Gli Alberani tuttavia pur impegnati nel settore delle energie rinnovabili non concluderanno mai affari con Carboni, reputandolo un soggetto poco affidabile, uno che "proponeva affari non realizzabili, campati in aria". Insomma, nessun affare perché agli occhi dei finanziatori Carboni era una "scatola vuota", dichiara Nicola Alberani al Resto del Carlino. Anche Cristiano Ragni in un'intervista al Carlino prende le distanze dal faccendiere, specificando di essersi sempre occupato del suo settore, l'arte. Con Carboni ha avuto delle compravendite di opere d'arte, ma niente a che vedere con le pale eoliche.

 

Emerge inoltre una possibile frequentazione con alcuni politici locali, come Antonio Nervegna, coordinatore del Pdl di Forlì-Cesena, anche supposti incontri con Alessandro Rondoni, candidato sindaco di centro-destra. Per le ipotesi dei magistrati, Carboni, attraverso il coordinatore nazionale Denis Verdini, faceva pressioni sul partito forlivese per dare incarichi di vertice a persone della stessa cordata, a discapito di altre, come Luca Bartolini, di provenienza ex An e antagonista di Nervegna all'ultima sfida per le regionali.

 

Insomma, sospette ingerenze e giochi di potere che non sembrano piacere dentro il partito berlusconiano di Forlì. Uno dei "vecchi" di Forza Italia, Flavio Giunchi arriva a chiedere le dimissioni di Nervegna dal coordinamento provinciale del partito, dalle colonne della Voce di Romagna. Nervegna rileva, sulle dichiarazioni a stampa, che Carboni "millanta molte cose", a partire dall'inserimento di Cristiano Ragni nel coordinamento, "che non è avvenuto in sostituzione di altri". Molto scarsa, per Nervegna, anche la conoscenza con Carboni: "L'ho conosciuto circa un anno fa quando venne a Forlì in occasione di un convegno di Marcello Dell'Utri per la presentazione dei diari di Mussolini", ha dichiarato lunedì sul Corriere Nervegna. Solo un "buongiorno, buona sera" di circostanza e comunque nessuna pressione di tipo politico.

 

Per Giunchi a Forlì il PdL è, come nel resto d'Italia, ormai un "partito sultanato", che "ha deluso le aspettative sulla rivoluzione liberale che doveva fare Forza Italia". Durissima la risposta di Nervegna alla richiesta di dimissioni: "Giunchi è una sciacallo politico come il suo amico Luca Bartolini, che sta mandando in giro con la sua mailing list gli articoli di questi giorni con il suo laconico 'non commento'". E ancora: "Io non mi accompagno a nessun faccendiere, men che meno con Carboni". Per Nervegna il fuoco amico di Giunchi è per puntare al suo seggio in Consiglio comunale, visto che è il primo dei non eletti.

 

E se da una parte Porcellini, con una lettera ai giornali rimarca di non essersi mai occupato di politica, né di aver mai fatto pressioni o essersi reso strumento di richieste esterne sul PdL, ma solo di aver fatto affari trasparenti nel settore eolico, il più duro a rispondere, martedì, a Nervegna è Luca Bartolini: "Ciò che è trapelato è di una gravità inaudita che ha lasciato me e gli elettori indignati. Mi riferisco ai rapporti riguardanti il noto faccendiere Carboni. Io ho vinto le elezioni con un rapporto diretto verso la gente, senza bisogno di avere legami con alcun faccendiere". E ancora Bartolini: "Ho comunicato al Coordinatore Regionale Berselli che fino a quando Nervegna non avrà chiarito tutti i contorni della squallida vicenda che indirettamente  vede coinvolto me come vittima, io non parteciperò più a nessuna riunione".

 

La vicenda che sta dilaniando il PdL locale, non ha visto da una settimana alcun intervento da parte del centro-sinistra, nell'attesa di capire che si sollevi la cortina di fumo. A rompere gli indugi è stato martedì Marco Di Maio, segretario del Partito Democratico: "La vicenda sull'eolico e il presunto coinvolgimento di Forlì nell'inchiesta dimostra quando sia giusta, doverosa, moralmente necessaria la battaglia che il Partito Democratico, assieme ad un vastissimo movimento di opinione, sta compiendo nel nostro paese e anche a livello locale per contrastare la scellerata ‘Legge Bavaglio'. E ci auguriamo che anche qualche autorevole esponente del PdL, che senza intercettazioni non avrebbe mai saputo quanto stava avvenendo nel suo partito, si unisca coerentemente a noi in questa battaglia di libertà e legalità".

Commenti (10)

  • Avatar anonimo di stefano
    stefano

    Sorprende che in una faccenda simile, dove il centrosinistra ed in particolare il PD potrebbero andare a nozze, i vertici del partito di D'Alema e Bersani tacciono per una intera settimana e poi rilasciano timidi commenti tramite un dirigente locale. Che abbiano anche loro le mani in pasta?

  • Avatar anonimo di Gim
    Gim

    Ma guarda...corriereromagna (e non la magistratura) fà delle ipotesi (che non sono accuse della magistratura, ossia quelle che poi dovrebbero essere accertate da un processo equo) e i vari quàràquàquà saltano fuori come kmerr rossi dalle loro tane. IPOCRITILIBERI!!!(fabbrizzziobazzocchi e combriccola docet...) .Ma per fortuna parlate per dire nulla...

  • Avatar anonimo di Marc
    Marc

    Per soli Non mi sembra di aver letto nessun commento dove ci si vanti , come le chiami tu, della propria "purezza o verginità"..... Però... i fatti, e non solo quelli in questione, sono fatti...

  • Avatar anonimo di soli
    soli

    "mi piace" leggere come la sinistra alla prima possibilità di polemica possa inneggiare alla propia purezza quotidiana e verginità.........!Ma guardatevi in casa vostra ,dove come spiega uno dei vostri ineggia la massoneria come cita il Vostro BUFFADINI................ALLA FACCIA DEI PURI!!!!!!!!!!!!!

  • Avatar anonimo di Marc
    Marc

    Io penso che nel PDL ci siano anche persone moralmente e intellettualmente oneste. Se però si potesse fare una statistica per conoscere la percentuale di coloro che si sono aggregati alla "squadra vincente" con il solo scopo di poter fare i loro sporchi interessi personali, credo che tale percentuale, in particolar modo in area ex-forza-italia, sarebbe ALTISSIMA!

  • Avatar anonimo di reromagna
    reromagna

    compagni uniamoci sotto la bandiera rossa e marciamo contro i corrotti del PDL. Chi porta la bandiera ?

  • Avatar anonimo di fabrizio bazzocchi
    fabrizio bazzocchi

    E Bartolini che si indigna fa piangere dalle risate. Ma dove vive? si presenta con il simbolo PDL con scritto "Berlusconi per Bartolini" per prendere i voti e poi si meraviglia che sono una cricca del malaffare? Ma chi chi vuole prendere per i fondelli? Forse qualche sprovveduto.

  • Avatar anonimo di fabrizio bazzocchi
    fabrizio bazzocchi

    La cricca dei berluscones è un danno enorme per l'Italia, stanno per interessi privati smantellando i caposaldi della nostra fragile democrazia e distruggendo l'immagine del nostro paese al'estero. E chi continua a stare lì al governo con sta gentaglia è complice di questa schifezza assoluta, inclusi la lega e purtroppo gli ex AN. Fini putroppo ha svenduto la loro storia. Forse ora un pò meno ma sono iniezie rispetto a quello che è passato. La sinistra non c'è da tempo si dice senmpre, ma la vera destra dov'è? A fare il palo ai ladri? Dispiace ma è la verita, putroppo.

  • Avatar anonimo di ReArtù
    ReArtù

    @benpensante Ho l'impressione che hai sbagliato nome, dovevi chiamarti "Bensognante". Il PDL è costituzionalmente un partito fatto così retto da un capo che è così e non lo cambi neanche a scoppiare. Speriamo che i complici di questa cricca si sveglino.

  • Avatar anonimo di benpensante
    benpensante

    Il PdL assomiglia veramente a Berlusconi: fa di tutto per perdere consensi.La sola fortuna che ha è che la sinistra non esiste e quando si muove è molto sterile e non più seguita dalla gente.La vicenda eolico-Forli non è affatto inquietante per chi conosce la Città e le sue dinamiche sociali e politiche.Dietro carboni poteva starci,se qualcuno doveva starci,solo una certa parte del PdL ,appunto quella che viene descritta nelle pagine dei giornali.Fortuna ha voluto che nelle ultime elezioni l'elettorato scegliesse la parte migliore del Partito per essere rappresentata a Bologna.Che AN abbia storicamente ,politicamente ed eticamente più consistenza di Forza Italia penso che nessuno ne abbia dubbio.Da una parte ci sta la Politica di servizio alla gente (poi ognuno la può ideologicamente pensare come vuole) dall'altra ci sta la politica del servizio a se stessi.In modo naturale gli eventi andranno a ripulire il partito di elementi che non ci devono essere e poi l'elettorato sceglierà di conseguenza.Buon senso vorrebbe che chi sospettato di certi intrallazzi sospendesse la propria attività in attesa della chiarezza.Lo faranno ? Se lo facessero ci guadagnerebbero in credibilità? Già la credibilità...ma qualcuno sa cos'è ?

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