Forlì: sciopero della fame contro l'inceneritore

Forlì: sciopero della fame contro l'inceneritore

FORLI’ – Ache a Forlì, come già in altre regioni italiane, partirà lo sciopero della fame, contro l’inceneritore. “Siamo decisi a non transigere – spiega la dottoressa Patrizia Gentilini, dell’ “Associazione medici per l’ambiente” – questa è una battaglia per la salute, che viene minacciata dagli interessi di pochi”. Ferma la posizione dell’Isde e del tavolo delle associazioni che, davanti all’approvazione del piano dei rifiuti provinciale, non si arrendono.


Tra le prime associazioni che hanno combattuto questa battaglia c’è il Clan-destino: “ La riduzione dei rifiuti dovrebbe essere il primo obbiettivo di un’amministrazione – continua Michela Nanni – non dovrebbe essere l’industria che comanda la politica ma il contrario”. Si parla di cambiamenti radicali dei meccanismi che riguardano la gestione dei rifiuti.


A questo proposito giovedì 12 aprile ci sarà un incontro con padre Alex Zanotelli, che vivendo a Napoli nelle zone più disagiate, di rifiuti se ne intende e da tempo cerca di sensibilizzare le ‘alte sfere’ su questo problema e su come l’incenerimento non sia un metodo risolutivo. Infatti, ha affermato: ”Gli inceneritori sono tra i massimi produttori di nanoparticolato, che penetra direttamente nelle vie aeree inferiori e negli alveoli polmonari, passa rapidamente nel sangue, penetra all’interno delle cellule e del nucleo, danneggiando il cervello e lo stesso Dna”.


Anche nella nostra provincia e regione, le preoccupazioni aumentano, soprattutto perché, i dati sull’aumento di tumori, non sono rassicuranti: l’incidenza sulle donne, le cosiddette “sentinelle dell’ambiente”, è la più alta di tutto il paese, Parma è in testa con 441 casi ogni 100 mila, la Romagna ne conta 425.


“Il giro d’affari che c’è dietro l’incenerimento dei rifiuti – continua la Gentilini – è immenso. Si pensi ai Cip6, incentivi che i cittadini pagano per le fonti rinnovabili di energia: nel 2005, in Italia, il 70 per cento è andato a favore dell’incenerimento, fatto passare, in maniera truffaldina, all’interno di questa categoria. Anche i medici che fanno valutazioni devono essere totalmente esclusi da possibili conflitti di interessi”.

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La battaglia continua, ci sarà propaganda per lo sciopero della fame e informazione per i cittadini. Si aspetta una mossa dalle amministrazioni comunale e provinciale, accusate di non aver mai dato spazio ad un confronto con le associazioni.


Chiara Fabbri

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