Forlì, sciopero di un'ora e mezza alla Trasmital

Forlì, sciopero di un'ora e mezza alla Trasmital

Forlì, sciopero di un'ora e mezza alla Trasmital

FORLI' - Mercoledì mattina sono scesi in sciopero i lavoratori della Trasmital Bonfiglioli di Forlì. Uno sciopero di un'ora e mezzo su tutti i turni di lavoro, con i lavoratori che sono usciti alle 10.00 in corteo dall'azienda manifestando sulla rotonda di via Mattei di fronte allo stabilimento. "I lavoratori, la RSU e il sindacato - si legge in una nota delle associazioni sindacali - sono disponibili a partecipare alla discussione sugli interventi sull'organizzazione del lavoro".

 

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"L'azienda lo sa, ma continua a procedere in modo ambiguo, mantenendo aperti gli spazi di negoziazione sull'organizzazione del lavoro previsti dagli accordi di gruppo, ma intervenendo al tempo stesso in modo unilaterale con forme di pressione sui singoli lavoratori, applicando logiche di comando gerarchico estranee fino ad oggi alla cultura e alla storia delle relazioni industriali e sindacali della Bonfiglioli".

 

"I lavoratori non sono indisponibili, e l'azienda lo sa, ad affrontare le discussioni anche sulla produttività, ma non sono disponibili a farlo sotto il ricatto della delocalizzazione o del decentramento. Non può funzionare che un'azienda seria dica che se non si producono più pezzi e con meno persone (ricordiamo a questo proposito che un anno fa furono lasciati a casa un centinaio di interinali) le lavorazioni andranno fuori dall'azienda e magari addirittura all'estero" prosegue la nota.

 

"Noi vogliamo discutere di investimenti sui prodotti e sui processi (a partire dal rinnovo degli impianti industriali) - si conclude la nota dei rappresentanti interni dei sindacati - vogliamo discutere del futuro dello stabilimento, vogliamo discutere di decentramento e di quali e quante attività/lavorazioni la Bonfiglioli ha riportato all'interno e quali ha esternalizzato e per quale ragioni. Per discussioni importanti come queste serve un clima sereno; serve che l'azienda eviti di imporre le proprie idee ai lavoratori senza discussioni, senza negoziazione e magari con forme di pressione sui singoli lavoratori. Insomma, non si può "fare competitività" solo sul costo del lavoro e scaricando i problemi su chi sta in fabbrica tutti i giorni. I lavoratori hanno scioperato per questo".


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