Forlì, sciopero generale. La Cgil organizza i pullman per la manifestazione di Bologna

Forlì, sciopero generale. La Cgil organizza i pullman per la manifestazione di Bologna

Forlì, sciopero generale. La Cgil organizza i pullman per la manifestazione di Bologna

FORLI' - Il 25 giugno la CGIL ha proclamato lo sciopero generale contro la manovra del Governo; in Emilia Romagna sarà dell'intera giornata con manifestazione regionale a Bologna nella mattinata. "Il giudizio è netto, la CGIL respinge con forza le proposte del Governo perché sono di carattere recessivo, sono inique, ingiuste e peggiorano le condizioni del Paese e dei cittadini", dice in una nota la Cgil.

 

"L'incremento della cassa integrazione, l'aumento della disoccupazione, il taglio dei salari, il taglio delle pensioni, il taglio dei servizi alle persone, la rimessa in discussione dei diritti di cittadinanza, sono le scelte che si evidenziano nella manovra del Governo e che penalizzano i giovani in cerca di lavoro, la condizione delle famiglie, negano risposte ai bisogni delle persone, umiliano il diritto degli anziani ad una vita dignitosa".

 

E ancora: "Oltre a chiedere sacrifici a lavoratori a pensionati e alle classi più deboli smantellando diritti e capacità economica, il Governo interviene pesantemente tagliando in maniera indiscriminata anche le risorse trasferite dallo Stato centrale agli Enti Locali ed alle Regioni. Ciò compromette fortemente la capacità di risposta delle Istituzioni Locali ai bisogni dei cittadini ed in particolare a chi, colpito dalla crisi, è oggi disoccupato o cassaintegrato".

 

"Nulla invece viene chiesto alle imprese, ai possessori di grandi patrimoni, a chi detiene rendite finanziarie consistenti, a chi ha redditi elevati. Ancora una volta la crisi viene rovesciata sulle spalle delle persone con redditi medio/ bassi mentre chi ne porta realmente la responsabilità viene premiato da nuove e vecchie agevolazione come lo scudo fiscale".

 

Ed infine: "Quindi la CGIL chiede di invertire il segno della manovra portando ad almeno il 20% la tassazione delle rendite finanziarie, alzando la tassazione dello scudo fiscale al 7%, introducendo una tassazione dei grandi patrimoni e reintroducendo l'ICI per i redditi superiori ai 100.000 euro; ciò permetterebbe di investire per la crescita, lo sviluppo e l'occupazione. Quella della CGIL quindi è una battaglia per un Paese più equo, più giusto basato sui principi fondamentali della nostra Costituzione e sui valori di coesione sociale che ne sono gli ispiratori".

 

La CGIL invita tutti i lavoratori, i pensionati ed i cittadini forlivesi ad aderire ed a partecipare alla manifestazione regionale di Bologna; a tale scopo sono stati predisposti pullman che partiranno alle ore 7,00 di Venerdì 25 giugno (parcheggio Fiera) e da tutti i Comuni del territorio forlivese.

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Buongiorno, pur condividendo in laraga parte la protesta contro la manovra ed il fatto che ancora volta i soldi vengono chiesti a chi non li ha, premiando chi li ha nascosti o guadagnati con metodi quantomeno discutibili non posso non domandarmi quando, per una volta, i sindacati si decideranno concretamente a far qualcosa in difesa dei loro "assisstiti". Sono sempre in attesa di vedere quel famoso dirigente che va di notte a sfondare personalmente le porte dei laboratori cinesi "furbi". Per gli indirizzi rivolgersi alla magistratura, alle signore Elena e Manuela ed a qualsiasi persona che passi per la zona industriale. Ricordatevi che a Forlì si fanno i salotti. E questa notte i cinesi lavorano, e domani altre aziende con i dipendenti in regola chiudono: Tutti a Roma! Tutti a Bologna! tutti a Caporetto! P. s. sempre se questa volta me lo pubblicano.

  • Avatar anonimo di seltsam
    seltsam

    Ciò che è veramente insopportabile è l'ipocrisia dei sindacalisti sulla tassazione delle cosiddette "rendite". Quel 12,5% di imposizione viene oggi incassato spremendo i risparmi di lavoratori e pensionati. I veri detentori di patrimoni se ne fanno beffe di queste proposte del sindacato. Gente come gli Agnelli e i De Benedetti grazie a società offshore o a residenze in paradisi fiscali non pagano nulla e non pagheranno nulla se il governo seguisse i vaneggiamenti di Epifani. E questo è tanto più vero per gli evasori che non dichiarano nulla e che nella maggior parte dei casi hanno conti alle Cayman. Quello che i nostri sindacalisti propongono sono solo nuove tasse per lavoratori e pensionati: nuove tasse sui loro risparmi. Quello che non viene detto è che la casta dei sindacati ha tutto l'interesse a veder aumentare le tasse sul risparmio delle famiglie per avvantaggiare fiscalmente proprio quei fondi pensione di estrazione sindacale. Questa insopportabile ipocrisia testimonia l'inadeguatezza della rappresentanza sindacale da parte di un vertice dirigenziale pieno di conflitti di interesse. Troppo spesso i sindacalisti seguono loro interessi di casta, usando come bancomat la fiducia dei loro rappresentati.

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