Forlì, scricchiola la maggioranza in Consiglio: salvati in extremis i soldi per la tangenziale

Forlì, scricchiola la maggioranza in Consiglio: salvati in extremis i soldi per la tangenziale

Forlì, scricchiola la maggioranza in Consiglio: salvati in extremis i soldi per la tangenziale

Sull'espansione dell'insediamento produttivo della Falber, azienda di confezioni tessili ubicata nelal zona industriale di Villa Selva a Forlì, scricchiola maggioranza di centrosinistra a Forlì. Il provvedimento al varo del consiglio comunale di lunedì, prevedeva un'estensione di 28 mila metri quadri da rendere edificabili. Una delibera che avrebbe incassato il no di tre consiglieri del Partito democratico e agli alleati di Rifondazione e Nuova Romagna ed è stata ritirata.

 

Una situazione che ha quindi suggerito all'assessore all'Urbanistica, Gabriele Zelli, di ritirare la delibera dalla seduta del consiglio; anche se, ha spiegato Zelli, "non avrei alcun dubbio a votare questa delibera se fossi consigliere". Ma, ha aggiunto, "non volevo che domani sembrasse che il Consiglio comunale avesse detto 'no' ad un'azienda che vuole espandersi in tempo di crisi economica".

 

Questa la situazione che si e' determinata: il Consiglio era chiamato ad approvare il cosiddetto "spacchettamento", una sorta di revisione completa del Piano regolatore. Ben 396 sono state le osservazioni provenienti da cittadini e imprese per modificare la programmazione urbanistica. Ma una in particolare era urgente, come ha spiegato l'assessore ai Lavori pubblici, Elvio Galassi: "Entro il 3 dicembre dobbiamo approvare l'eliminazione di alcuni vincoli non necessari, altrimenti l'Anas non potra' indire entro la fine dell'anno la gara per il quarto lotto della tangenziale (tratto tra via Mattei e il casello dell'A14, ndr), perdendo finanziamenti per circa 50 milioni di euro".

 

Nel mezzo di questo provvedimento, però, figurava anche la richiesta (arrivata a termini gia' chiusi) della Falber (azienda che produce per grandi marchi della moda) di poter edificare ben 28 mila metri quadri in via Gramadora, dalla parte opposta della strada del suo attuale stabilimento a Villa Selva.

 

A destare le proteste di settori della maggioranza e di tutta l'opposizione, compreso l'ex alleato Romagna Riformista Popolare, è stato l'annuncio del parere favorevole alla delibera deciso dalla giunta comunale nonostante quello contrario degli uffici dell'urbanistica, che hanno applicato il criterio di non eccedere del 20% negli aumenti delle capacita' edificatorie. Tuttavia per la giunta si tratta di "un parametro contraddittorio, gli uffici dovranno approfondire gli aspetti normativi per facilitare in futuro analoghi interventi".

 

Immediatamente il capogruppo di Forza Italia, Antonio Nervegna, ha aperto il fuoco: "I consiglieri hanno avuto solo una settimana per valutare 396 osservazioni e sulla Falber c'e' una forzatura che rischia di rendere illegittimo tutto lo spacchettamento".

 

A porre dei distinguo sulla delibera è poi arrivato il consigliere comunale del Pd, Luigi Sansavini, che ha provocatoriamente chiesto al Consiglio: "Dobbiamo stare attenti all'approvazione forzata, nonostante un parere contrario di sostanza degli uffici: mi metto dalla parte opposta, cosa diremo un domani a un qualsiasi cittadino e ci avanzera' una richiesta di ampliamento di capacita' edificatoria?".

 

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Dure le parole del consigliere comunale dell'Udc, Gabriele Gugnoni: "Siamo sempre al ricatto dei posti di lavoro per i vantaggi urbanistici, come nel caso dell'area Querzoli-Ferretti, ma li' almeno c'era un accordo di programma, qui neanche questo". Poi il monito: "Vi avverto che se non lo fa nessuno, le mando io le carte alla Procura". A quel punto si è deciso di ritirare la delibera sull'ampliamento della Falber senza però fermare l'intero provvedimento che avrebbe significato perdere i finanziamenti per la tangenziale.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di fausto pardolesi
    fausto pardolesi

    16000 metri quadri in più del dovuto Il Consiglio Comunale di Forlì si avvia ad approvare l’adeguamento del Piano Regolatore Generale vigente, alla legge regionale n.20/2000, un atto formale dovuto che si accompagna ad alcuni rimaneggiamenti delle normative, e ad alcune modifiche di destinazione di terreni che non rientravano nelle linee su cui ci si doveva muovere. Fra le centinaia di osservazioni pervenute quella contraddistinta dal n° 36F riguarda modifiche di esclusivo interesse dei richiedenti. Su un terreno produttivo a Villa Selva di 20.000 mq. l’indice attuale di edificazione prevedeva 12.000 mq di superficie edificabile, la richiesta è di portare la superficie utile edificabile a 28.000 mq. Gli uffici tecnici comunali hanno proposto il non accoglimento. Con un incredibile giravolta invece la giunta propone al Consiglio di approvare la variante. Di fatto sarebbe un precedente a cui appellarsi per tutti i lotti produttivi, portando a un sovraffollamento delle aree, anzi la nota politica dell’Assessorato Urbanistica, che accompagna la scheda, invita gli uffici ad approfondire l’argomento affinché si facilitino in futuro analoghi interventi. Dopo i casi scottanti delle aree al Ronco (Ferretti Querzoli) e a Pieve Acquedotto è l’ennesima ciambella senza buco che si tenta di fare passare. Il caso fa parte dell’ordinaria gestione a livello nazionale, “calce e carrello” (non più falce e martello) parodia coniata in una interessante inchiesta TV su La 7 di qualche giorno fa in Umbria; analoga la situazione che si è verificata in questi giorni in Sardegna per il Presidente Soru dimissionario. Auspichiamo che il Consiglio Comunale di Forlì, procedendo con un voto disgiunto dall’intero complesso della variante, lunedì avrà modo di fare valere la propria autonomia e sventare questo ennesimo attacco ad un territorio ormai assediato dal cemento. Se questa è la campagna elettorale per le primarie della Giunta Masini il segnale è forte e chiaro. Verdi Forlì

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