Forlì, scuola: "Una riforma che riforma non è"

Forlì, scuola: "Una riforma che riforma non è"

FORLI' - Il 26 marzo 2010 è scaduto il termine ultimo per le iscrizioni alla scuola superiore, posticipate di un mese dal Ministro Gelmini perché potessero essere più informati i futuri membri. Tutt'oggi sappiamo che il testo non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è ancora alla Corte dei Conti, quindi, i futuri iscritti alla scuola superiore di II GRADO sapranno solo con esattezza a settembre 2010 quale " tegola " cadrà su di loro. Ciò che conosciamo sono i tagli al quadro orario attuale con diminuzioni di cattedre per un numero elevatissimo di docenti entro il 2013.

 

Dal 2010/11 gli attuali precari non avranno più possibilità di lavorare ed a questi si aggiunge il personale a tempo indeterminato. I corsi E.D.A. (corsi educazione per gli adulti) e i corsi serali per il conseguimento del diploma per gli studenti lavoratori, verranno devastati. Che strano paese è l'Italia...! Come se non bastasse le ultime consultazioni elettorali hanno dato un maggiore consenso al governo Berlusconi, il maggior partito di opposizione non ha contrastato l'attuale egemonia autoritaria e chi ha cercato di reagire a tutto ciò non ha avuto visibilità. La scuola pubblica di stato, sofferente da anni, sta rantolando. Studenti, genitori, personale docente e non docente, non so se abbiano consapevolezza del momento che stiamo subendo. Un dato è certo da settembre 2010 l'istruzione darà meno offerta formativa, avremo classi numerose, tagli alle discipline di insegnamento dell'area comune e dell'area di indirizzo (anche per chi ha già intrapreso il suo percorso), in alcuni corsi saranno azzerate le materie dell'area di indirizzo e verranno annullati un numero elevato di corsi di studio. Il messaggio è chiaro: avere cittadini sempre meno coscienti della " lobotomizzazione " vigente. "

 

Riforma epocale della scuola " balbetta " una pseudo opposizione lanciando slogan senza rispondere ai reali attacchi alla scuola pubblica, ma dichiarando che l'idea di scuola statale è superata: la scuola pubblica è anche quella privata. Affermazione, quest'ultima, tipica di un certo conservatorismo di destra...Beh.! La legge n. 62 del 10 marzo 2000 - Norme sulla parità scolastica - è stata un'operazione di scambio dei democratici popolari all'interno dell'Ulivo. Ricordo ai benpensanti del PD che l'Art.33 della Costituzione, ancora vigente, afferma quanto segue: La Repubblica detta le norme sull'istruzione ed istituisce Scuole Statali per tutti gli ordini e gradi [...] Gli Enti Privati hanno diritto ad istituire scuole senza oneri per lo Stato. Come cittadino, genitore e docente rivendico una scuola laica, pluralista e pubblica: la scuola statale è garanzia per tutti.

 

Marilena Pallareti - docente scuola superiore II Grado

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di alessio di benedetto
    alessio di benedetto

    Nel marzo 2000 la Signora Gelmini, Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa su mozione del suo stesso partito, con la seguente motivazione: Manifesta Incapacità ed Improduttività Politica ed Organizzativa (Delibera del Consiglio Comunale n. 33 del 31/3). Il suo ruolo odierno è di soldatino esecutore dei tagli (In pratica una mezza sega), niente più. Lezione di Ripasso per Tremonti, Gelmini e Brunetta!!!! L�Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. (Art.1, Costituzione della Repubblica Italiana). Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un�attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. (Art.4 com.2, Costituzione della Repubblica Italiana). W L�Italia meritocratica (Fascista)� W La coerenza (Fascista)� E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!

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