Forlì, serie di iniziative per conoscere l'Albania, che conta 2.300 immigrati in città

Forlì, serie di iniziative per conoscere l'Albania, che conta 2.300 immigrati in città

Forlì, serie di iniziative per conoscere l'Albania, che conta 2.300 immigrati in città

FORLI' - Gli albanesi rappresentano la seconda comunità di immigrati presente a Forlì con 2.300 unità, di cui ben duecento gli studenti universitari iscritti ai corsi locali dell'Alma Mater. Sono dati che danno l'idea dell'importanza del Paese delle Aquile per il contesto socio-economico forlivese. E proprio a Forlì, proveniente da Torno, ecco profilarsi la mostra itinerante "L'Albania si scopre - Immagini da una storia ancora in corso". L'impressionante cascata di foto è una prova evidente di come l'Albania sia cambiata in pochissimi anni.

 

La mostra approderà alla Sala XC Pacifici dal 20 al 31 maggio prossimi. Sarà l'occasione per costatare il percorso storico di un popolo che, da paese "cenerentola" dell'Europa, inaridito da 40 anni di feroce dittatura stalinista, è ormai prossimo all'ingresso nell'Unione Europea. La tappa a Forlì dell'importante rassegna fotografica, realizzata da Arcadia con l'aiuto di giovani albanesi residenti in Italia, con il patrocinio dell'Ambasciata Albanese di Tirana, ha portato l'Amministrazione comunale e la competente Unità Rapporti internazionali a promuovere un ciclo di iniziative sul tema dell'immigrazione e delle relazioni fra Italia e Albania.

 

A cominciare da giovedì 20 maggio alle 18, in salone comunale, con la presentazione delle pubblicazioni "L'altra faccia dell'immigrazione: Juvenilja, un caso di integrazione di giovani albanesi a Forlì", il catalogo della mostra nella XC Pacifici e "Waiting rooms". Saranno presenti l'assessore comunale al Welfare e alla Cooperazione Davide Drei, la responsabile dell'Unità Progetti Internazionali del Comune di Forlì Claudia Castellucci, ed Endri Xhaferaj, presidente dell'Associazione Juvenilja. L'evento cardine di venerdì 21 maggio sarà, alle 16 in sala Randi, l'incontro su "Identità e immagini dell'Albania nascosta. L'Albania come meta turistica", con la partecipazione dell'assessore comunale alle Relazioni Internazionali Patrick Leech, di Dorina Xhaferri dell'Associazione Juvenilja e di Florian Bilali dell'Agenzia Nazionale Turismo del Ministero Cultura e Turismo d'Albania.

 

Un balzo a mercoledì 26 maggio in Camera di Commercio, ed ecco, alle 9.30, l'importante convegno su "Italia-Albania: prospettive imprenditoriali sulle due sponde dell'Adriatico per il co-sviluppo", promosso dal Comune in collaborazione con la Camera di Commercio di Forlì-Cesena e l'Associazione per il Commercio Italo-Albanese (ACIA). Presieduto dal presidente Associazione Commercio Italo-Albanese Vittorio Ghinassi, prevede, fra gli altri, gli interventi dell'assessore comunale alle Attività economiche Maria Maltoni, del segretario generale camerale Antonio Nannini e del segretario generale del ministero albanese all'economia, commercio ed energia Durim Kraja.

 

"La nostra città - dichiara l'assessore comunale al Welfare Davide Drei - può ben vantare il ruolo di apripista regionale nelle politiche di cooperazione con il Paese delle Aquile". L'Albania proiettata in Europa deve molto alla sensibilità degli enti territoriali forlivesi, Comune, Provincia e Camera di Commercio. "Sono anni - dichiara Claudia Castellucci - che il Comune di Forlì è impegnato in azioni di cooperazione e partenariato sull'altra sponda dell'Adriatico, un anello preciso fra la comunità forlivese e gli emigrati albanesi residenti a Forlì, e anche un possibile volano per legare i due territori e rafforzare le relazioni economiche e culturali".

 

Il Paese delle Aquile ha un debito morale importante anche nei confronti di associazioni caritative del calibro del Comitato per la Lotta contro la fame nel mondo e dell'Opera Madonnina del Grappa di Galeata, di cui proprio oggi, a Firenze, si sono tenute le esequie del responsabile don Carlo Zaccaro, pioniere dei primi interventi italiani in aiuto dei disabili albanesi l'indomani della caduta del comunismo, nel 1992.

 

Piero Ghetti

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