Forlì, sfida tra il sindaco leghista di Verona e Balzani: "Ecco come fare"

Forlì, sfida tra il sindaco leghista di Verona e Balzani: "Ecco come fare"

Stretta di mano tra Roberto Balzani e Flavio Tosi

FORLI' - Un faccia a faccia all'insegna del fair-play, con più strette di mano e cenni di assenso col capo da entrambe le parti: davanti ad un pubblico leghista doc, ma anche davanti ad una forte rappresentanza di militanti del Pd, venerdì sera alla festa della Lega Nord c'è stato il confronto tra Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, in cima alle classifiche di gradimento, e Roberto Balzani, sindaco di Forlì. Una stretta di mano plateale a dibattito in corso quando i due sindaci si sono trovati d'accordo sull'insostenibilità dei tagli agli enti locali.

 

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Il dibattito è stato per Balzani l'occasione per avanzare pubblicamente a Verona la richiesta di avere in prestito a Forlì la collezione del naturalista forlivese Pietro Zangheri che si trova nel museo di storia naturale di Verona. "Vorrei fare un'anteprima a Forlì, per farla conoscere ai nostri cittadini", dice Balzani, che non nasconde che "vorrei che stesse stabilmente a Forlì".

 

Sicurezza. Il segreto del successo di Tosi a Verona? "Più sicurezza", sentenzia il sindaco della città scaligera. "Sono arrivato in Comune che c'erano lavavetri ai semafori e vucumprà in tutti i vicoli. Non siamo cattivi, ma intransigenti con chi non rispetta le regole". Espone la tua tesi Balzani: "Quando c'è stata la campagna propagandistica delle ronde, nessuno si è presentato in prefettura per registrarsi e svolgere il servizio: ne deduco che sia una città tutto sommato sicura, se no ci sarebbe stata una reazione di base tra i cittadini per organizzarle".

 

Immigrazione. Sono le politiche per l'immigrazione quelle a dividere maggiormente. Se Tosi si fregia che Verona è "la città dove risulta che si trovino meglio gli stranieri che rispettano le regole e peggio quelli che non le rispettano" e che "l'espulsione di 50 rom è stata sostenuta prima di tutto dalla comunità di ottomila romeni regolari della città", l'invito di Balzani è distinguere tra stranieri che delinquono ("Se ne devono andare via", specifica Balzani) dagli stranieri poveri, "che restano esclusi dai servizi sociali col criterio della cittadinanza italiana".

 

Centro storico. Pressing su Balzani è arrivato soprattutto sui problemi del centro storico. E' qui che il sindaco ha spiegato che il problema principale è quello di "fare del centro storico un grande centro di residenza, come è Verona: in questo chiedo l'aiuto di PdL e Lega Nord, perché è un problema no di partito, ma di comunità". Applausi dalla platea leghista Balzani li strappa quando rivendica la scelta di aver mantenuto pubbliche le reti dei servizi pubblici e di aver recuperato da Hera un milione di euro di affitto delle reti.

 

In varie occasioni Tosi ha spiegato come ha risolto problemi annosi a suon di ordinanze, come per esempio la messa in sicurezza delle aree dismesse. E Balzani di tutta risposta non ha esitato a riconoscerne l'efficacia con un "grazie per i suggerimenti". A cui Tosi ha risposto con fair-play: "Non c'è niente di male, anche io ho ripreso ordinanze che mi sembrano giuste, fatte da sindaci di centro-sinistra".

 

Aeroporto. Anche in questo caso, di fronte alla buona salute dell'aeroporto di Villafranca di Verona, è stato Balzani a parlare maggiormente: "Un piano dell'Enac sostiene, a differenza di quello di Verona, che il Ridolfi non è strategico. Insomma, dobbiamo andare in salita come i salmoni". Per Balzani è necessario "chiudere la fase dell'aeroporto municipale, è una storia che deve finire: i Comuni non si devono preoccupare di aeroporti, ma dei servizi ai cittadini". Sul tema, Balzani ha riconosciuto "la mobilitazione di tutti gli enti locali e la cooperazione della Lega Nord", mentre "chi è uscito dall'aula al momento del voto in consiglio comunale sono venditori di fumo". Anche Tosi ha convenuto: "Avere il 48% della proprietà di un aeroporto (è la percentuale del comune di Forlì, ndr) è effettivamente problematico".

 

Porta a porta. Da Verona arriva l'esempio della raccolta dei rifiuti porta a porta, dove Tosi però mette un limite: "E' inimmaginabile un porta a porta spinto nei quartieri dove ci sono grandi condomini". E Balzani apre sul "modulare il modello di raccolta" in base alle zone. Ma così com'è la raccolta dei rifiuti, taglia corto il sindaco di Forlì, "è un sistema mirato per dare da mangiare all'inceneritore".

 

Sulla domanda reciproca che il moderatore Massimo Pandolfi del Resto del Carlino ha sollecitato ai due interlocutori, c'è prima quella di Balzani a Tosi, con un appello "a festeggiare degnamente i 150 anni dell'Unità d'Italia". Lo dice, spiega il sindaco, "da uomo del Risorgimento che vive nella casa di Piero Maroncelli, dove vive la mia famiglia da oltre un secolo". Così Tosi: "La festeggeremo con la banda dei carabinieri nell'arena, il nostro principale monumento, più solenne di così...". Ma aggiunge Tosi: "Ma è in un paese federale che aumenta l'amore per la patria, come negli Stati Uniti e la Germania, non in uno stato che per ora è solo un esattore che ci porta via un sacco di soldi senza dare niente".

 

Tosi ha sfidato invece Balzani sull'autonomia della Regione Romagna, e il sindaco di Forlì ha replicato con la sua idea di fondere le tre province romagnole: "Diamo un esempio che l'Italia ci copi, lo possiamo fare senza toccare la Costituzione: i romagnoli diano un esempio di innovazione". Ma Tosi replica: "Piccole regioni esistono in Italia e non sono necessariamente malgovernate". Quindi il suggerimento ‘diabolico': "In Trentino-Alto Adige il consiglio regionale è formato dalla somma dei due consigli provinciali delle province autonome". Balzani ammicca: "Non è male, ci penserò...".

 


Commenti (4)

  • Avatar anonimo di Thomas
    Thomas

    @ Nicola: ma di quale alleanza parli?! secondo me non sai neppure come è andata la serata. e poi forse faresti bene a esaminare le politiche della Giunta su alcuni temi (dalla scuola ai servizi, alle politiche per l'ambiente, e soprattutto dalle politiche per l'integrazione al dialogo tra culture...) e poi a compararle con quelle proposte dalla Lega. Sarebbe il caso invece di interrogarsi su come dare risposte a problemi seri senza fare demagogia.

  • Avatar anonimo di rob
    rob

    Peccato non si sia ricordato che la regione in quel caso è una scatola vuota in quanto quelle due province sono autonome e il trentino - alto adige è una regione a statuto speciale. Oramai Zaia e il governatore del Piemonte sono abbastanza tempo in carica; cosa hanno prodotto come risultati? Zaia ha sostenuto e poi ritrattato per le quote latte e balle varie. Il governatore del piemonte mi sembra che recentemente ha detto che (ma ancora non è ufficiale) la regione si farà carico dei pannolini. Sono sicuramente questi indicati sopra degli interventi ciclopici quasi fuori dal comune. Ricordo che la lega è una forza di governo che direttamente inciucia con il Silvio di turno. Quindi di quale inconsistenza stiamo parlando?

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    L'idea di Tosi di seguire il modello trentino non mi sembra malvagia.

  • Avatar anonimo di Nicola
    Nicola

    A Forlì è nata una nuova alleanza: PD-Lega Nord. Nicola Candido

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