Forlì, sicurezza stradale, Biserni (Asaps): "Più divise sulla strada e 'drogometro'"

Forlì, sicurezza stradale, Biserni (Asaps): "Più divise sulla strada e 'drogometro'"

Forlì, sicurezza stradale, Biserni (Asaps): "Più divise sulla strada e 'drogometro'"

FORLI' - "Ancora modifiche alle leggi della strada. Però insieme alle medicine più forti sono necessari più 'medici' in divisa sulla strada, revoca della patente per almeno 10 anni ai recidivi da alcol e droga. Serve anche un 'drogometro'. Troppo spesso però il lavoro delle forze dell'ordine viene vanificato con i ricorsi". Questa la 'ricetta' di Giordano Biserni, presidente Asaps, dopo la proposta di un nuovo decreto legge del Governo sulla sicurezza stradale.

 

"La sequenza dei gravi incidenti dei giorni scorsi a Roma - sottolinea Biserni - ha probabilmente riacceso la miccia della legislazione d'urgenza. Si tratta di un decreto legge per combattere le morti sulle strade. Intende proporlo il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, di fronte alla 'piaga sociale' della sicurezza stradale. Il dl dovrebbe servire a garantire un sistema sanzionatorio più severo ed efficace e verrà affiancato da una legge delega per una più ampia revisione generale del Codice della Strada. Per carità tutto utile e prezioso. Però noi insistiamo nel dire che non si potrà continuare all'infinito nella predisposizione di medicine sempre più forti. Ora servirebbero più 'medici' in divisa sulla strada, altrimenti le ricette rimangono scritte, ma la malattia non migliora".

 

Arrivano le proposte di Asaps: "Già che ci siamo vorremmo anche proporre al ministro alcuni interventi che riteniamo meritevoli di attenzione. Intanto sarebbe utile che venissero applicate fino in fondo le norme vigenti, senza 'mammismi' e tenerezze meritevoli di miglior causa in sede di applicazioni delle pene e di ricorsi ai Giudici di Pace. Le forze di polizia cominciano ad essere un po' stanche di tessere tele della sicurezza e poi i ricorsi sistematici e i giudizi di merito vanificano il loro lavoro, a volte con sentenze molto 'creative'. Non è possibile poi che gente alla quale la patente è stata ritirata per 3, 4 o 5 volte torni a guidare. Serve uno stop. I recidivi per guida in stato di ebbrezza da alcol e sostanze si vedano revocata la patente e almeno per 10 anni gli sia impedito di tornare a guidare. Dopo un lungo periodo di astinenza dalla guida siano i conducenti a dover dimostrare di essere diventati astinenti anche all'alcol e agli stupefacenti. Devono essere loro a dimostrare la loro disintossicazione. Non dovrà essere un ragazzo di 14 anni stesso sotto un lenzuolo bianco a dover dimostrare che le sanzioni non erano servite e il rapporto confidenziale con l'alcol e la droga era continuato".

 

"Vorremmo anche sapere - chiede Biserni - quando verrà finalmente distribuito a tutte le forze di polizia quella sorta di 'drogometro' che consenta la verifica immediata su strada della condizione "attuale ed ineludibile" degli effetti attivi da stupefacenti. Si realizzi finalmente l'auspicato modello operativo che non costringa ogni pattuglia ad abbandonare il suo itinerario per una verifica presso una struttura sanitaria. Ogni sospettato di guida sotto l'effetto di stupefacenti porta via un presidio dal territorio. Basta con questo ratto delle pattuglie. Si attivino moduli operativi che portino a verifiche frequenti e non dispendiose.

Anche sul contrasto alla velocità e sull'altra grave piaga dell'uso dei cellulari alla guida, si devono trovare efficaci momenti di contrasto".

 

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"Una più alta soglia dell'attenzione - conclude - correzioni efficaci di alcune norme, ma soprattutto presenze coordinate delle forze di polizia sulla strada, di giorno e di notte, possono costituire un più forte sbarramento alla sinistrosità stradale. Anzi alla violenza stradale".

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