Forlì, sindacati preoccupati per 72 possibili licenziamenti all'ex Iser Zauli

Forlì, sindacati preoccupati per 72 possibili licenziamenti all'ex Iser Zauli

Forlì, sindacati preoccupati per 72 possibili licenziamenti all'ex Iser Zauli

FORLI' - Esuberi in vista nella ex Iser Zauli? E' il timore che prospettano i sindacati, "Siamo venuti a conoscenza della volontà aziendale di chiusura, entro il 30 settembre 2010, delle sedi della Romagna di Manzardo - Ex Iser Zauli, con il conseguente licenziamento dei 72 lavoratori". I sindacati ribadiscono la contrarietà "verso una scelta che non tiene conto né delle gravi conseguenze sulle 72 famiglie che resterebbero da un giorno all'altro senza occupazione, né della professionalità e della storia di un marchio che per anni è stato leader nel mercato dei sanitari", spiegano. Cgil Cisl e Uil.

 

E ancora: per Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil "i risultati, in particolare grazie alla professionalità e all'impegno dei lavoratori, sono sempre arrivati e continuano ad esserci.  Molte sono le aziende che in questa fase si trovano in difficoltà, la risposta non può essere quella di chiudere, senza aver nemmeno fatto un'ora di cassa integrazione e con un giro di affari che non sembra affatto quello di un'azienda sull'orlo del baratro". Ed infine: "Chiederemo anche alle istituzioni di battersi insieme ai lavoratori per mantenere l'occupazione e un'importante marchio storico che non deve uscire dal territorio".

 

Le organizzazioni sindacali hanno aperto lo stato di agitazione per tutti i lavoratori delle sedi interessate, e con assemblee verranno decise le eventuali iniziative a sostegno dell'occupazione.  "Confidiamo a breve che gli incontri con l'azienda e con le istituzioni facciano chiarezza sgombrando dal tavolo le ipotesi di chiusura e licenziamento e lavorando per la continuità dell'azienda e dell'occupazione", concludono.

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    D'accordissimo con le responsabilità delle altre istituzioni che stanno tenendo un comportamento che definire vergognoso è un atto di carità cristiana, ma voglio portarti ad una riflessione: chi dovrebbe rappresentare i lavoratori? Chi si dovrebbe occupare di segnalare abusi ai danni dei lavoratori dipendenti, siano essi perpetrati da aziende italiane o cinesi o nicaraguensi? Perchè è più facile organizzare un megatrasferta a Roma o a Bologna o altrove per protestare (giustamente) per gli operai della Fiat o per la manovra decisa dal governo o per altro invece che organizzare dei presidi davanti ai laboratori cinesi o davanti alle aziende che a questi ultimi conferiscono il lavoro privando negando alle aziende "poco furbe" la possibilità di sopravvivere? E non diciamo, per carità, che non si conosca dove sono ubicate le une e le altre realtà, si sa benissimo e se dovesse servire basta dare una occhiata a quello che ho scritto, Forlì non è New York! Ricordo di aver visto qualche tempo fa le bandiere della CGIL sventolare davanti allo stabilimento della micromeccanica di Forlì, mi domando,sarà stato possibile perchè i titolari non godevano degli stessi appoggi dei grandi poltronari di Forlì? Però i loro dipendenti hanno la stessa faccia dei miei e di tutti quelli che hanno perso il posto di lavoro, e ripeto non dimentichiamo gli imprenditori che sono saltati, negli ultimi 5 anni a causa di questo fenomeno.La realtà, caro amico, è che l'asse PD-CNA-CGIL ha altri interessi, ed in tutto questo viene aiutato dalla latitanza dell'opposizione e degli organi di controllo tutti che naturalmente agiscono solo se indirizzati dal potere politico, il resto sono baggianate. Ed intanto i cinesi lavorano, e noi falliamo! PRATO STIAMO ARRIVANDO!!!!!!!!!!!!

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    re nudo

    Che sparare sul sindacato sia lo sport del momento, OK . Ma così a occhio e croce credo che le responsabilità siano di ben altre istituzioni. Ufficio del lavoro, ufficio delle entrate , per gli illeciti amministrativi; guardia di Finanza, Carabinieri, polizia per quelli penali. O forse quando c'è una rapina al benzinaio, tu dai la colpa al sindacato dei trasporti ??!!

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Sono preoccupati, analizzano i bilanci delle aziende,fanno previsioni economiche, indicano soluzioni ed invitano con forza all'impegno; ma come sono attivi, attenti, informati e performanti i nostri sindacati. Mi domando come sarà potuto succedere che non si siano accorti delle centinaia (migliaia?) di posti di lavoro che sono andati perduti negli ultimi 5 anni nel settore del mobile imbottito con aziende che hanno continuato a fare lo stesso fatturato, forse il loro analista era in ferie! Chissà come si sentono ben tutelati tutti quei lavoratori e, perchè no, quegli imprenditori che credevano nel lavoro onesto e nella società civile ed in tutte le loro componenti istituzionali e rappresentative e che oggi si trovano in mezzo ad una strada o sull'orlo del fallimento perchè sul loro territorio, a 200 metri da loro qualcuno lavora a 6/8 € all'ora, di notte, sabato e domenica: Ma si, sto parlando ancora una volta dei laboratori "furbi" per dirla come Di Vizio, cinesi per dirla come me!Come sarà possibile, data la capacità di analisi sbandierata nell'articolo, che nessuno sappia che ci sono aziende sul territorio, a Furlè, che ritirano semilavorati per centinaia di migliaia di euro al mese, hanno 6 dipendenti, e vendono un divano in pelle trasportato in Francia a meno di €500 spese commerciali comprese. Ma sono tranquillo, ricordo il barbuto dirigente cgil che qualche mese fa sui giornali locali dichiarava che "avrebbe abbattuto personalmente a spallate le porte dei laboratori disonesti se fosse stato vero!". Beh, che qualcuno svegli la bella addormentata e la mandi a parlare con il prefetto, con il pm o con le signore Amadori e Ciocca, o con chiunque passi di notte per la zona industiale e sia normovedente, i capannoni illuminati alle 3 ai Romiti, a Vecchiazzano, la Panighina, Carpena, S. Martino, S.Pietro in Vincoli li vedono tutti, tutti tranne loro! E i cinesi stanotte lavorano e sabato e domenica.P

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