Forlì, solidarietà: missione in Bangladesh per il 'Morgagni-Pierantoni'

Forlì, solidarietà: missione in Bangladesh per il 'Morgagni-Pierantoni'

Forlì, solidarietà: missione in Bangladesh per il 'Morgagni-Pierantoni'

FORLI' - Nuova frontiera della solidarietà per l'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì. Sabato, un'equipe medico-infermieristica tutta rosa volerà in Bangladesh, per la prima missione umanitaria in quel paese, poverissimo ed esposto ciclicamente a disastri naturali. La meta è Khulna, terza città per dimensioni, situata lungo le rive dei fiumi Rupsha e Bhairab, 333 chilometri a sud ovest della capitale Dhaka. Verranno visitati i bisognosi lavorando a stretto contatto con le missionarie.

 

Qui, Daniela Valpiani, dell'U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell'Ausl di Forlì, nonché coordinatrice della delegazione, Francesca Donadio, dell'U.O. Medicina Interna-Diabetologia dell'Ausl di Forlì, Gilberta Guidi, dell'U.O. di Ginecologia-Ostetricia dell'Ausl di Forlì, e Carmela Attanasio, dell'U.O. di Ginecologia-Ostetricia dell'Ausl di Cesena, s'impegneranno a visitare chi ne ha bisogno e formare personale locale, lavorando a stretto contatto con le Missionarie Contemplative di Padre Charles de Foucauld e con i Padri Saveriani. In particolare, si cercherà di aiutare donne e bambini, le categorie più vulnerabili: l'Unicef stima in oltre 300.000 i bambini che crescono ai margini della società, nell'abbandono e nella miseria più assoluti, privi delle cure e dell'assistenza delle famiglie. Le donne, invece, vivono sulla strada, e sono spesso vittime di soprusi, non ultima la punizione di essere bruciate con acido gettato in viso.

 

«Porteremo farmaci, strumenti per il controllo della glicemia, abiti per i bambini, occhiali, sapone, alimenti e generi di prima necessità, che abbiamo raccolto con il contributo di tante persone e associazioni - spiega Daniela Valpiani - Oltre alla povertà estrema, alla malaria e a ogni genere di patologia derivante dalla fame e dall'assenza di igiene, questo popolo è geneticamente predisposto a diabete e a cardiopatie congenite». Durante il soggiorno a Khulna, previsto sino a lunedì 4 ottobre, l'equipe romagnola affiancherà le suore laiche nell'ambulatorio itinerante effettuato in slum e baracche, rivolto soprattutto a donne e bambini. «Inoltre, riceveremo pazienti nel piccolo ospedale allestito all'interno della missione dei Padri Saveriani - prosegue Valpiani - e valuteremo le condizioni della sala operatoria per programmare le future missioni». E', infatti, già prevista una seconda "tappa", che vedrà inseriti nel team otorini, oculisti, cardiologi e pediatri. «In quest'occasione - aggiunge Valpiani - speriamo di poter portare anche un ecocardiografo». Con Khulna, dunque, verrà instaurato un vero e proprio ponte di solidarietà. La scelta della cittadina del Bangladesh non è casuale. «Qui opera da tempo la forlivese Ombretta Neri, che ha dedicato la sua vita al servizio dei più poveri - spiega Valpiani - il contatto è nato proprio grazie a lei: prima la supportavamo a distanza, ora abbiamo deciso di impegnarci in prima persona, dando il nostro contributo attivo. Tuttavia, non saremmo riusciti a concretizzare questa nostra volontà senza il sostegno offerto da Armic (Associazione Romagnola Malattie Croniche Intestinali), dall'Associazione Diabetici di Forlì, dal Lions Club Forlì Host e dalla Caritas cittadina».

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