Forlì, stipendi gettati nei videopoker illegali. Sigilli ad una sala giochi

Forlì, stipendi gettati nei videopoker illegali. Sigilli ad una sala giochi

Forlì, stipendi gettati nei videopoker illegali. Sigilli ad una sala giochi

FORLI' - La nuova frontiera del gioco d'azzardo viaggia sul web. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Forlì, coordinati dal tenente Cristiano Marella, hanno posto i sigilli ad una sala giochi nei pressi della stazione ferroviaria dove era possibile giocare su videopoker e roulette con puntate illimitate, con opportunità di vincita da incassare attraverso il gestore dell'attività. L'operazione si è conclusa con undici denunce.

 

>L'INGENTE SOMMA DI DENARO SEQUESTRATA, LE IMMAGINI

 

Nei guai, oltre al titolare dell'attività, un 35enne originario di Monza ma residente a Forlì, L.M. le sue iniziali, sono finite due giovani bariste, entrambe di 29 anni, M.C. e S.V. le iniziali, e otto clienti. Le accuse sono di esercizio di gioco d'azzardo e partecipazione al gioco d'azzardo. Inoltre sono state sequestrate sette macchine elettroniche di tipo skill games per il gioco, quattro computer, e 34mila euro, trovati all'interno delle macchinette, nel registratore di cassa ed in cassaforte.

 

Le indagini hanno mosso i primi passi in seguito ad una serie di segnalazioni raccolte al comando di Corso Mazzini di signore, anche straniere, che lamentavano come i mariti fossero caduti nel "circolo vizioso" del gioco d'azzardo, sperperando mensilmente ingenti somme di denaro. I militari, in abiti civili, hanno iniziato la caccia alla ‘bisca'. Tutto in regola nei bar del centro, con macchinette videopoker legali, sotto il controllo del Monopolio di Stato, come stabilito dall'articolo 10, commi 6 e 7, del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

 

Si tratta di dispositivi con pulsantiera, dove è possibile inserire solo monete da 50 centesimi, 1 e 2 euro, e che erogano la vincita in monete fino ad un massimo di 100 euro. Non era così per la sala giochi ‘Ambassador Slot Casino', in piazzale Giolitti, nei pressi della stazione ferroviaria, all'interno della quale vi era una sorta di ‘privè' dove si trovavano i cosiddetti "totem", skill games con touch screen abilitati per la navigazione internet accessibile attraverso una tessera magnetica.

 

Tali erano collegati a provider di rete illegali, con server ‘fantasma', non controllati dal Monopoli di Stato. I militari si sono così camuffati da giocatori, istaurando un rapporto di fiducia con il gestore. Questo ha permesso di scoprire come i clienti incassassero in denaro il premio a punti, fino a 7mila euro. L'attività di monitoraggio, proseguita per circa un mese, dalle 10 del mattino fino al cuore della nottata, si è conclusa sabato scorso con il blitz degli uomini dell'Arma. In quel momento erano in sette davanti ai ‘totem'.

 

Un giocatore aveva poco prima riscosso la vincita. Davanti all'evidenzia nessuno ha negato le proprie responsabilità. Gli investigatori, coordinati dal pm Marco Forte, hanno raccolto documenti contabili dove erano annotati gli introiti pagati. Mediamente venivano sperperati al giorno tra gli 8-10mila euro. Il locale era frequentato in particolar modo da cinesi, soprattutto nel fine settimana quando si registravano le impennate di giocate.

 

Le bariste, assunte con un contratto dalla durata di circa tre mesi, non hanno negato l'erogazione della vincita, spiegando di aver ricevuto nell'immediato solamente le istruzioni dal datore di lavoro. Le indagini non sono concluse. La sensazione è che dietro ci sia un'organizzazione specializzata, che ha allestito un server, probabilmente all'estero, che controlla in tempo reale l'utilizzo di ogni macchina in modo da modificare le percentuali di vincita.


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