Forlì, tagli alla scuola, Di Maio (Pd): "Resitiamo grazie agli sforzi delle amministrazioni locali"

Forlì, tagli alla scuola, Di Maio (Pd): "Resitiamo grazie agli sforzi delle amministrazioni locali"

Forlì, tagli alla scuola, Di Maio (Pd): "Resitiamo grazie agli sforzi delle amministrazioni locali"

"Se è vero che le scuole di montagna non chiuderanno, non sarà certo per grazia del Governo (che invece è bene ribadire come all'interno della pseudo-riforma Gelmini-Tremonti metta a serio repentaglio le scuole di montagna), ma perché le amministrazioni locali e la Provincia in particolare (guidate da una forza politica che ha senso di responsabilità e capacità di governo) hanno fatto e stanno facendo ogni sforzo perché ciò non avvenga, assieme all'Ufficio scolastico provinciale e regionale". Il segretario territoriale Pd Forlivese, Marco Di Maio, risponde a Bartolini.

 

"Sforzi cominciati - afferma Di Maio - già molte settimane prima che il consigliere Bartolini si recasse all'incontro con il dott. Limina.Giustificare i tagli che si stanno operando in modo massiccio sulla scuola (ricordiamo che solo nella provincia di Forlì-Cesena si registrerà una diminuzione di 120 insegnanti e di 55 figure di personale ata) è una autentica aberrazione. Tutti i paesi, specialmente nei momenti di crisi economica, investono e incrementano le risorse a disposizione della scuola, della formazione, dell'Università, della conoscenza. Pensare di risolvere i problemi della crisi economica tagliando sulla scuola, significa tagliare un pezzo di futuro per il nostro paese".

 

"Una riforma della scuola, necessaria, si deve fare non partendo dai tagli, ma fissando gli obiettivi educativi che si intende raggiungere. La verità è che mancano gli obiettivi e il vero estensore di questa pseudo-riforma forse non è il ministro della Pubblica Istruzione ma quello dell'Economia, che preferisce agevolare il rientro dei capitali occulti depositati all'estero con una tassazione ridicola (al di sotto di ogni standard europeo) piuttosto che investire sul sapere, sull'innovazione, sui giovani, sul futuro del nostro paese. E forse a dover andare dietro alla lavagna, anzi in ginocchio sui ceci, è qualcun altro".

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