Forlì: tensioni sugli asili nido, l'assessore: "Nessuna discriminazione"

Forlì: tensioni sugli asili nido, l'assessore: "Nessuna discriminazione"

Forlì: tensioni sugli asili nido, l'assessore: "Nessuna discriminazione"

FORLI' - Il voto sulla nuova convenzione con i gestori di asili nido privati, avvenuto all'unanimità all'ultimo consiglio comunale, causa maldipancia nella maggioranza dicentro-sinistra. E in un vertice di maggioranza previsto per giovedì sera sarà la sinistra radicale a dare battaglia. Non la manda a dire Luciano Ruscelli, segretario di Prc: "L'amministrazione ci aveva detto che non c'erano i soldi per i lavoratori colpiti dalla crisi, ma vediamo che ci sono i soldi per ripianare i debiti dell'aeroporto, quelli di Sapro, e altro denaro da dare agli asili privati".

 

Proprio sul punto della nuova convenzione è la posizione più dura del Prc: "Ci è stato detto che abbiamo una posizione ideologica, ma non è ideologico dire che con la nuova convenzione vengono applicati criteri di graduatoria che sono tutt'altro rispetto a quelli del maggior bisogno", continua Ruscelli. In sostanza, per il responsabile del Prc, il nuovo sistema genererà discriminazione e manterrà la discrezionalità del privato "ma pagata coi soldi pubblici".

 

Ma l'assessore alla scuola Gabriella Tronconi non ci sta. "Quando ci siamo insediati, la prima cosa che ci hanno chiesto gli operatori privati era di rimettere in discussione la convenzione, ci abbiamo messo otto mesi di lavoro, chiedendo ai sei operatori della città di presentarsi con una proposta unitaria ma soprattutto di presentare una serie di loro impegni nei confronti della comunità, non di loro diritti", ricostruisce l'iter Tronconi.

 

E la nuova convenzione, per Tronconi, raggiunge appieno l'obiettivo di "dare garanzia di libera scelta della famiglia, nella consapevolezza che solo la famiglia al suo interno può cogliere la complessità della decisione relativa all'educazione del suo piccolino". Insomma, "non è stata una scelta per favorire una o l'altra parte". L'assessore rivendica i risultati quantitativi: ci sono ora più posti convenzionati negli asili nido privati a parità di costi, che ammontano a 286 mila euro. Mentre prima, infatti, i posti disponibili a rette calmierate sui livelli degli asili comunali in queste strutture private erano 80, ora sono 103.

 

Tronconi respinge, quindi, la accuse di aver concesso denaro pubblico a operatori privati che mantengono la loro discrezionalità: "I soggetti convenzionati, cooperative, laici e religiosi, applicheranno un unico regolamento, sul modello di quello del Comune con l'obbligo di accogliere tutte le domande al di là di ogni discriminazione di razza, etnia, cultura e religione e nel rispetto dell'equità sociale con il reddito Isee, se così non sarà si scioglierà il contratto".

 

Inoltre, l'assessore spiega che la temuta discriminazione non è tuttora esistente: "Ci sono bambini musulmani anche in strutture religiose cattoliche, negli asili del centro storico i bambini stranieri sono il 13,7% tanto nelle strutture private quanto in quelle comunali", continua Tronconi. Infine, per l'assessore, si risolverà un malcontento diffuso delle famiglie, che vedranno riconosciuto anche un criterio di vicinanza e di libera scelta della struttura. Di fatto il nuovo sistema manderà in soffitta la graduatoria centralizzata gestita dal Comune.

 

La famiglia potrà fare domanda direttamente alla struttura privata, "che però dovrà applicare un regolamento ispirato ai criteri del regolamento pubblico", precisa Tronconi. E se dovesse rimanere esclusa, "ci saranno comunque tempi di compensazione per accedere a posti rimanenti in altri asili". Nel Comune di Forlì la domanda espressa di posti negli asili nido è pari al 55,6% dei nati: tutti i bambini tra i 24 e i 36 mesi trovano un posto, mentre lo trova l'85% dei bimbi tra i 3 e i 23 mesi.

Commenti (10)

  • Avatar anonimo di fionda
    fionda

    nessuna ideologia sui servizi per i bambini, sono d'accordo che ci siano convenzioni con i privati per i bambini che non trovano risposta nel pubblico(anche se ovviamente un nido pubblico ha standard qualitativi migliori almeno per il momento, finchè piano piano non si smantellerà il sistema di servizi pubblici, la lombardia insegna) ma altra cosa è dare risorse pubbliche per i bambini scelti dal privato e la convenzione parla chiaramente

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    e una legittima domanda da porsi è come si fa ad ampliare una domanda, in un settore come quello dei bimbi dai 24 ai 36 mesi già servito al 100%

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    @nemo per la precisione gli asili oggetto della convenzione sono in maggior parte legate ad associazione cattoliche o a parrocchie.

  • Avatar anonimo di Nemo
    Nemo

    Qui qualcuno fa finta di non sapere che la maggior parte degli asili "privati" è gestita da una coop di sinistra che inizia per A.

  • Avatar anonimo di DanieleB
    DanieleB

    Se il numero delle strutture pubbliche (comunali e statali) non è sufficiente ad accogliere tutte le domande è scontato che l'amministrazione comunale si metta nelle condizioni di essere il tramite tra domanda e offerta privata, quindi è giusto che vi siano dei contributi (erogati a seconda del reddito ) a tutela di quelle famiglie che, pur avendo fatto regolare domanda non vengono accolte. Questo è quello che è sempre accaduto negli anni passati, la differenza è che oggi, per esempio, una scuola paritaria cattolica non può più scegliere i bambini in funzione della religione professata dai genitori, questa è una norma contenuta nella nuova convenzione e mi sembra già un ottima cosa poi se è vero che a parità di costi (256.000�) si ha un incremento di un 25% dei posti per i bimbi ben venga la nuova convenzione. Se poi si dimostrerà che non funziona o che ha bisogno di aggiustamenti in corsa che si facciano ma se è vero che il comune spende uguale per dare di più non vedo dove è il problema.Non mi pare che si possa mettere sullo stesso piano Sapro Aereoporto Asili e Disoccupati o Cassaintegrati, perchè gli ultimi due sono in simbiosi l'uno all'altro e rientrano in quel che siamo abituati a chiamare sociale i primi due invece fanno parte di strategie produttive e di investimento e solo chi vivrà vedrà.

  • Avatar anonimo di Marilena
    Marilena

    La frase " quando ci siamo insediati, la prima cosa che ci hanno chiesto gli operatori privati era di mettere in discussione la convenzione... " cosa vuol dire...quindi, ogni anno per soddisfare le esigenze dei privati, la convenzione potrà essere modificata. Ma l'attuale amministrazione che gioco sta giocando...

  • Avatar anonimo di P.Kc.
    P.Kc.

    Non è in discussione il finanziamento pubblico agli asili privati convenzionati questo avveniva già da prima, con la nuova convenzione cambia il fatto che prima i bambini per cui pagava il Comune venivano scelti da una graduatoria comunale, ora è il gestore privato che fa la sua graduatoria, Il Comune paga e il privato seglie i bambini. Come questo fatto aumenta i posti nei nidi qualcuno provi a spiegarlo o altrimenti smetta di dire una sciocchezza.

  • Avatar anonimo di ReArtù
    ReArtù

    @simy Stiamo parlando di scuole per bimbi da 3 mesi a 3 anni non di istituti di orientamento politico-militari,

  • Avatar anonimo di simy
    simy

    a rigor di logica un asilo privato NON DEVE RICEVERE fondi pubblici..come avere la botte piena e la moglie ubriaca...inoltre voglio proprio vedere quanti bambini musulmani ci saranno in asilo filocattolici..come diceva un personaggio famoso..ma mi facci il piacere..

  • Avatar anonimo di ReArtù
    ReArtù

    Se la sinistra non coglie neanche la peculiarità di questo provvedimento che permette l'accesso ai nidi di un maggior numero di bambini sgravando economicamente altre famiglie in un momento dove l'amministrazione comunale non ha mezzi per sopperire, allora è meglio che ci diamo dentro. Le demagogie ci hanno portato qui, senza sinistra in questo paese.

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