Forlì, tre bambini (uno di due mesi) vivevano in pieno centro nel degrado, senza luce e acqua

Forlì, tre bambini (uno di due mesi) vivevano in pieno centro nel degrado, senza luce e acqua

Il tenente Cristiano Marella-6

FORLI' - Una segnalazione del Tenente Cristiano Marella, comandante dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Forlì indirizzata ai servizi sociali del comune ha consentito di attivare d'urgenza ai sensi dell'art. 403 codice civile la procedura per la collocazione in un luogo sicuro di tre bambini tunisini che da qualche tempo venivano allevati dalla loro famiglia in un'abitazione priva di servizi essenziali quali l'energia elettrica e l'acqua corrente. E' accaduto lunedì.

 

Già sabato scorso il Tenente aveva notato due bambini stranieri che giocavano all'interno della galleria di via Cantoni dove sono ubicati numerosi esercizi pubblici e call-center gestiti da extracomunitari. Pertanto la loro presenza in quel contesto non destava particolari sospetti. Invece il giorno successivo, sempre il Tenente, ha notato e riconosciuto gli stessi bambini più volte nell'arco della mattinata, sempre lungo corso Mazzini ed anche in vie limitrofe, proprio di fronte alla caserna dei carabinieri.

 

Lunedì mattina, proprio in occasione dell'ultimo "avvistamento" dei due bambini che nell'occasione si stavano rincorrendo giocosamente avvicinandosi pericolosamente alla carreggiata dove stavano transitando  i veicoli diretti in centro città ed addirittura in un paio di occasioni attraversavano da soli corso Mazzini, il tenente ha ritenuto opportuno avvicinarsi per capire chi fossero i loro accompagnatori, tenuto conto che non aveva visto nessun adulto nelle vicinanze che li stesse controllando.

 

In quel frangente ha notato che i due minori sempre rincorrendosi entravano in un "tunnel" posizionato di fianco ad un bar che si trova lungo il porticato di corso Mazzini. Pertanto il tenente li ha seguiti, ritrovandosi in un cortile adiacente un immobile apparentemente in stato di abbandono ed in cattive condizioni di manutenzione di conservazione, composto di due unità abitative.

 

Nella circostanza l'ufficiale dell'Arma ha notato che i due bambini che aveva seguito erano entrati in uno dei due ingressi privo di numero civico, in corrispondenza del quale vi era trascritto direttamente sul muro esterno il numero 91 ed alcuni nomi di extracomunitari, verosimilmente maghrebini. Inoltre è stato accertato che in quell'abitazione vi era un nucleo familiare di tunisini comprensivo di tre minori di cui il più grande di anni 10 (nato in Tunisia), il secondo prossimo a compierne cinque, l'ultimogenito di soli due mesi (entrambi nati a Forlì).

 

Ritenendo opportuno procedere ad ulteriori approfondimenti circa la presenza della famiglia in un immobile che già a prima vista, tenuto conto dello stato di manutenzione e conservazione, suscitava delle perplessità, il Tenente alla presenza del capofamiglia (classe '63) ha effettuato un'ispezione degli interni, accertando che la stanza al piano terra era stata adibita a cucina a malapena arredata. Dopodiché, attraverso una scala di metallo priva di parapetto che conduce al piano superiore, ha accertato l'esistenza di un bagno e di una camera parzialmente arredata, ove erano presenti gli indumenti per i bambini ed altri oggetti a loro destinati.

 

Nel corso dell'ispezione è stata accertata la presenza all'interno della camera da letto dei bambini di tracce di cera sul pavimento in corrispondenza delle copertine sulle quali i bambini dormivano (non vi erano posti letto necessari per tutta la famiglia) e di alcune candele sparse per la casa, nonché, nel bagno vi era di cattivo odore. E' stato infatti accertato che non vi era luce elettrica ne tantomeno l'acqua corrente.

 

Interpellato il capofamiglia, lo stesso ha fornito vacue spiegazioni, dichiarando di non avere alcun documento che giustificasse la sua legittima presenza in quell'abitazione e confermando la mancanza di luce e di acqua. E' stato immediatamente chiesto un intervento di personale della polizia municipale di Forlì nonché dell'Ausl per procedere alle verifiche di competenza riguardo quell'immobile ed il suo stato, il cui proprietario è risultato irreperibile.

 

Contestualmente sono stati attivati i servizi sociali del comune, presso i quali la famiglia tunisina risultava da tempo seguita. In via d'urgenza, ai sensi dell'art. 403 è stato attivata un intervento di assistenza e tutela che ha consentito di collocare i minori e la madre presso una comunità di Cesena. All'esito del sopralluogo da parte del dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl entrambe le unità abitative sono state dichiarate inabitabili: la prima è stata interdetta per gravi rischi per la salute (sono state rinvenute carcasse di piccione ed escrementi di volatili fra gli effetti letterecci che lasciavano intendere la presenza di persone in ore notturne nonché, sul pavimento, bottiglie contenenti verosimilmente urina), invece la seconda (quella ove dimorava la famiglia di tunisini) è stata dichiarata inabitabile in quanto manca la disponibilità di acqua potabile e si riscontrano carenze relative alla sicurezza degli occupanti (la scala che conduce al piano superiore priva di parapetto), la procedura prevede un'intimazione al proprietario di ripristinare l'abitabilità entro breve tempo.

 

Dopo l'intervento, sono state raccolte numerose testimonianze da parte degli esercenti di corso Mazzini i quali hanno riferito che effettivamente da qualche giorno avevano notati i due bambini che si aggiravano da soli in quei paraggi. Sono comunque in corso ulteriori accertamenti a cura degli enti competenti.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di marinag
    marinag

    cito:"...i servizi sociali del comune, presso i quali la famiglia tunisina risultava da tempo seguita...". Ah! e nessuno ne sapeva niente?

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