Forlì, tre giovani in manette: sequestrato un chilo di hashish

Forlì, tre giovani in manette: sequestrato un chilo di hashish

FORLI’ – Tre arresti ed una denuncia in concorso per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e il sequestro di 10 panetti di hashish da 100 grammi ciascuno. E’ il bilancio di un’attività di controllo dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Forlì. In manette sono finiti il 24enne Giuseppe Tirro, residente a Modigliana, il marocchino Mohammed Hanni, 24 anni residente a Faenza, ed il 25enne Francesco Gatta, residente a Modigliana.


Tutto ha avuto inizio nella nottata tra lunedì e martedì nel corso di un servizio di controllo del territorio. I militari si sono accorti della presenza sospetta di due automobili e quattro persone che si stavano intrattenendo in un parcheggio tra Forlì e Forlimpopoli. Alla vista degli uomini dell’Arma i quattro hanno ostentato una certa tranquillità, rendendosi disponibili alla perquisizione.


Tuttavia hanno invitato i Carabinieri ad accelerare le operazioni in quanto “stavano organizzando la serata”. Dopo esser stati portati in caserma per il verbale, i quattro sono tornati in libertà. Contemporaneamente, però, nascevano diversi sospetti, giustificati anche dai precedenti penali dei fermati per reati contro il patrimonio. Cosa ci facevano in quel parcheggio in una zona semi-deserta?


Perciò gli uomini dell’Arma in borghese, coordinati dal tenente Cristiano Marella, hanno ispezionato l’area per circa un’ora, sondando i terreni che la circondavano. I sospetti, ad un certo punto, hanno trovato una risposta. Sotto un albero è stato trovato un pacchetto incellophanato contenente dieci panetti di hashish dal peso di 100 grammi ciascuno ed un sacchetto di castagne che indicava la presenza dello stupefacente.


I Carabinieri in borghese, raggiunti dai rinforzi, si sono quindi appostati in attesa che qualcuno venisse a recuperare il plico. Dopo cinque ore si è presentata un’automobile che, con circospezione, ha girato per una decina di minuti attorno all’area. Ad un certo punto dall’auto è sceso un individuo. Subito è scattato il blitz dei militari. L’auto ha cercato di darsi alla fuga evitando per un soffio lo scontro con una “gazzella”, ma grazie alla “cintura” costruita dai Carabinieri il tentativo è stato reso vano.


Perciò gli occupanti, tre persone, hanno cercato a piedi di far perdere le proprie tracce tra i campi, ma dopo un rocambolesco inseguimento sono stati bloccati. Uno di loro ha persino tentato di scappare attraverso un canale di irrigazione. Le persone catturate, le stesse che alcune ore prima erano state controllate dai Carabinieri e portate in caserma, hanno opposto resistenza, ferendo quattro militari.


In carcere, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e per resistenza a pubblico ufficiale, sono finiti il 24enne Giuseppe Tirro, residente a Modigliana, il marocchino Mohammed Hanni, 24 anni residente a Faenza, ed il 25enne Francesco Gatta, residente a Modigliana, quest’ultimo noto per diversi furti ai danni di distributori di benzina. Una ragazza di 25 anni, S.C. le sue iniziali, compagna di Gatta e residente anch’essa a Modigliana, invece, è stata denunciata in concorso.


Gli uomini dell’Arma, oltre al sequestro dello stupefacente e alla somma di circa 700 euro in diversi tagli, hanno provveduto anche ad una perquisizione domiciliare presso l’abitazione di Gatta in via Giorgio Regnoli a Forlì, disabitata da diversi mesi. Qui i militari hanno trovato alcuni foglietti con i nomi dei clienti e diverse cifre, ma a destar sconforto è stato il ritrovamento della carcassa di un cucciolo, morto per fame e sete. Gatta dovrà, quindi, rispondere anche dell’accusa di maltrattamento di animale aggravato dalla morte.


Il valore dell’hashish sequestrato si aggira attorno ai 4 euro al grammo. Al dettaglio sarebbe stato venduto a 5-7 euro al grammo. Il problema della droga è particolarmente sentito nel comprensorio di Forlì-Cesena. Ad una domanda sempre più crescente, corrisponde una crescita delle attività di repressione e prevenzione delle forze dell’ordine, che si rivolgono in particolar modo ai giovani per frenare questo fenomeno.

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Giovanni Petrillo
Immagine d'archivio

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