Forlì: tre giugno 1949, l’apice degli scontri sindacali alla Mangelli

Forlì: tre giugno 1949, l’apice degli scontri sindacali alla Mangelli

Forlì: tre giugno 1949, l’apice degli scontri sindacali alla Mangelli

FORLI' - Il 3 giugno 1949 è rimasto alle cronache come il giorno più caldo degli scontri a Forlì fra le forze di polizia e gli scioperanti, che manifestavano per le difficili condizioni di lavoro nelle fabbriche locali. Quella mattina, di fronte all'ennesimo sciopero all'Orsi-Mangelli, la più importante industria cittadina ancora convalescente per i danni inferti dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, la "Celere", intervenuta per sedare gli animi, spara per la prima volta ad altezza d'uomo, ferendo gravemente Jolanda Bertaccini e il bracciante Antonio Magrini.

 

La donna, operaia al calzaturificio Zanotti, poi divenuto Battistini, viene raggiunta alla testa da due proiettili ed è data per morta. "L'aspetto curioso - segnala il ricercatore Davide Spagnoli - è che la Bertaccini, sebbene subito assurta a martire della lotta operaia,quella mattina si trovava sul luogo degli scontri solo per caso, abitando proprio sul Piazzale del Lavoro, all'epoca ancora Orsi-Mangelli". Nel 2004, Mario Proli, altro valente studioso di storia locale, pubblica un saggio sulla vicenda, nel libro: "Sindacato, società e istituzioni. La Camera del lavoro di Forlì e Cesena nel secondo dopoguerra". "A partire dalla tarda primavera del 1948 - scrive lo storico - prese il via una stagione di scioperi, cadenzata quotidianamente da manifestazioni operaie nelle principali industrie cittadine, che registrarono un crescendo di intensità fino agli scontri con la polizia avvenuti nel gennaio e, soprattutto, nel giugno del 1949".

 

Il Conte Orsi-Mangelli, ormai spazientito, si era a sua volta contrapposto con durezza, decidendo il ricorso al "cottimo" e il licenziamento di 218 dipendenti. La scheda "online" relativa ai fatti del 3 giugno 1949, pubblicata da Vladimiro Flamigni sul sito web dell'Istituto per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea della provincia di Forlì-Cesena, attesta di "gravi incidenti davanti alla Mangelli, quando 400 operai dei 1400 chiamati con cartolina, provenienti dal circolo Mazzini, sotto la scorta della polizia, entrano in fabbrica; la polizia spara sulla folla che occupa il piazzale antistante la fabbrica, gravemente ferita l'operaia Jolanda Bertaccini, e ad un braccio il bracciante Antonio Magrini. Tensione in città Arresto di 120 tra operai e cittadini.

 

La Cgil proclama lo sciopero a partire dalle ore 16, esteso a tutta la provincia per la giornata del 4". "Giorni duri per le industrie in Romagna", titolava il giovane cronista Enzo Biagi, riferendosi sempre alle agitazioni scoppiate nelle industrie forlivesi. "Il problema - continua Proli - è che alle tensioni che caratterizzavano lo scenario nazionale, dettato dal fallito attentato al segretario del Pci Palmiro Togliatti, si sommava lo sgomento e la rabbia per uno dei più gravi incidenti sul lavoro di quei tempi, vale a dire il crollo del ponte dello Zingone nella valle del Savio nel quale, il 30 aprile 1948, persero la vita 19 operai"

 

Va aggiunto anche il fatto che, proprio in quei giorni si consumava la frattura nella Centrale sindacale della Cgil, con l'uscita della componente democristiana, che di lì a poco dette luogo alla Cisl. Le proteste giunsero a tale livello, che dei conflitti alla Mangelli si interessò niente meno che l'allora Ministro del Lavoro Amintore Fanfani. Nonostante le pallottole alla testa - attesta Davide Spagnoli - la Jolanda Bertaccini è bellamente sopravvissuta all'incidente, spirando ultraottantenne il 14 maggio 2001.

 

 

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Piero Ghetti

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    E' sicuro l'articolista che la Bertaccini non sia morta? Nel senso che in internet alcuni link comunistoidi parlano di lei come "ammazzata".

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