Forlì: truffa nei giochi on-line, dodici denunce

Forlì: truffa nei giochi on-line, dodici denunce

Forlì: truffa nei giochi on-line, dodici denunce

FORLI' - Gli uomini della Guardia di Finanza di Forlì hanno scoperto una truffa nei giochi on-line. Le indagini, iniziate in seguito alla denuncia presentata da un forlivese caduto nelle maglie di una ramificata organizzazione criminale, ha consentito di denunciare 12 responsabili che operavano in  sale giochi e circoli privati del Nord Italia. Tutti dovranno rispondere delle accuse di associazione a delinquere, esercizio di giochi d'azzardo, estorsione, truffa e ricettazione.

 

Una febbre, un desiderio irrefrenabile che ti fa perdere il senso del pericolo e della misura, che impedisce di riflettere e spinge sempre più avanti. Patologia compulsiva, la chiamano gli psicologi. Follia del gioco d'azzardo per tutti gli altri. Una schiavitù che riduce sul lastrico in pochi anni, in pochi mesi e distrugge famiglie, amicizie, legami. Tutto questo ha spinto un onesto cittadino forlivese a denunciare quanto gli stava accadendo ai militari della Guardia di Finanza del Nucleo di polizia tributaria di Forlì, da tempo impegnati sul territorio nell'attività di contrasto ai giochi illegali.

 

L'uomo era caduto nelle maglie di una ramificata organizzazione criminale operante in diverse città del nord Italia. I finanzieri, dopo circa un anno di indagini, hanno individuato e denunciato alla Procura della Repubblica di Forlì 12 responsabili per associazione a delinquere, esercizio di giochi d'azzardo, estorsione, truffa e ricettazione. Le operazioni dì perquisizione, eseguite in tempi diversi, in molte città del nord Italia, hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro, tra le altre cose, i personal computer e il materiale informatico con i quali veniva posta in essere la truffa, nonché di recuperare oltre 75 mila euro in contanti e in assegni provento dell'illecita attività.

 

 La truffa veniva posta in essere con la compiacenza dei gestori di sale giochi  e circoli privati operanti nel nord Italia, dove in salette predisposte ad hoc erano installati personal computer. Il meccanismo era molto semplice e soprattutto collaudato. Il giocatore, ritenendo di giocare attraverso siti regolarmente predisposti in internet, ovvero in modalità "on-line", acquistava un credito (solitamente in contanti, ma anche a mezzo di assegni), che il gestore del locale provvedeva ad inserire nel sistema, il programma di gioco, invece, abilmente modificato, funzionava in modalità "off-line", cioè in modo completamente indipendente dalla rete internet.

 

Infatti, attraverso l'inserimento nel pc di una "pen drive", di cui i malcapitati giocatori ne ignoravano l'esistenza, l'organizzazione era in grado di gestire le vincite. tale artifizio, nella fase iniziale del gioco, consentiva all'ignaro giocatore di vincere anche considerevoli somme di denaro, che i gestori dei locali, per ovvi motivi, pagavano regolarmente, in modo da indurre il "cliente" a ritornare, ed azzardare giocate sempre più consistenti. A questo punto il programma, veniva predisposto per far sistematicamente e inesorabilmente perdere il credito al giocatore, inducendolo, nel vano tentativo di recuperare le somme perse, a giocare sempre di più ed anche oltre le proprie possibilità economiche, ed a rilasciare, a garanzia del proprio debito, assegni postdatati ed evidentemente senza alcuna copertura. che l'organizzazione criminale provvedeva con qualsiasi mezzo a riscuotere.

 

La truffa si è manifestata anche attraverso un'altra forma di raggiro posto in essere nei confronti dei gestori dei circoli e dei locali pubblici presso i quali erano installati i personal computer utilizzati per il gioco d'azzardo. Tale pratica ha fatto sì che alcuni dei truffatori, siano stati a loro volta truffati a loro insaputa. Infatti gli artefici di questa truffa erano in grado, attraverso delle password, di interagire con il programma che emulava il gioco d'azzardo e quindi erano in grado di conoscere, le sequenze di gioco che ne permettevano la sicura vincita. In questo modo altre persone, adeguatamente istruite dagli ideatori, e d'accordo con questi, si recavano presso i locali dove erano installati i pc, talvolta presentati al gestore come buoni giocatori a cui poter "spillare" denaro, e giocavano rimediando cospicue vincite, che poi dividevano in percentuale con le "menti" di questa truffa.

 

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La Sezione Mobile del Nucleo di Polizia tributaria di Forlì, continua con verifiche e approfondimenti per  scongiurare l'eventuale diffusione  ed inserimento di organizzazioni criminali in ambito locale.

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